Focus sul calcio dilettantistico con il d.s. Santo Palma

Continuano le interviste esclusive di I Am Calcio Catania. Abbiamo avuto il piacere di parlare con Santo Palma, direttore sportivo ed esperto del panorama calcistico siciliano.
Direttore, vediamo la difficoltà di tante squadre per affrontare il massimo campionato regionale. Circolano sempre meno soldi. Crede che il sistema dilettantistico debba rivedere qualcosa?
"Le difficoltà del sistema economico ed imprenditoriale in cui versa da ormai un decennio la nostra nazione, non potevano non influire anche nel sistema calcio. In più nei momenti delle vacche grasse pochissimi hanno pensato ad organizzarsi con strutture proprie , con i settori giovanili ecc ecc. Quindi pochi si sono salvati".
Avola, Scordia, Taormina, chi rischia di più la mancata iscrizione? Ad Acireale, invece, pensa che si sitemeranno presto le cose?
"Queste tre realtà rispecchiano in maniera diversa tali problematiche. Sono andate avanti grazie soltanto ai sacrifici dei loro presidenti. Per far calcio bisogna che tutte le componenti, ognuno facendo la sua parte, abbiano l'interesse di riportare lo sport al centro della vita di ogni comunità piccola o grande che sia. Discorso diverso per l'Acireale. Sembra che hanno sistemato il tutto, auguro le migliori fortune al nuovo presidente che può portare nuovo entusiasmo anche se conoscendo la piazza non sarà assolutamente facile. Voglio spendere due parole per il Presidente D'Amico sottolineando i tanti sforzi fatti in questi 4 anni. La sua uscita di scena servirà alla sua persona per ritrovare quella serenità che negli ultimi 4 anni aveva perso".
Tra i vari atleti dello scorso anno, chi lo ha impressionato di più?Un giovane su cui punterebbe?
"Di buoni giovani ne sono pieni i campi, bisogna soltanto andarli a scovare, dargli fiducia ed incoraggiarli nei momenti difficili. Faccio un nome che sia da esempio per questi ragazzi, Stefano Boncaldo, mandato via dal settore giovanile del Catania si era rimesso in gioco lo scorso anno tra file dell'Atletico Catania è consacratosi quest'anno con l'aiuto di mister Strano al Palazzolo. Risultato? La chiamata della Fiorentina. Quindi non bisogna mai mollare, sudare, sognare e lavorare".
Tante le squadre che pensano al salto di categoria tramite ripescaggio.Chi vedrebbe bene nella prossima Eccellenza e cosa ne pensa di questo sistema?
"Tanti sono i ripescaggi, tante sono le società che falliscono, quindi non c'è da stare allegri perché così facendo fra un po' ci sarà poco da ripescare. Di sicuro squadre come Nissa, Paterno, Ragusa, Caltagirone, porterebbero blasone e tifosi in Eccellenza, oltre che grandi centri".
Questa domanda sorge spontanea, è stato contattato da qualche società?
"Assolutamente no. Nessuna chiamata, nessun incontro, niente di niente. Ma è normale, in un periodo dove il 90% delle società pensa a mettere insieme il budget, vengono contattati dirigenti con il portafoglio, questa non è una mia caratteristica.Aspetterò che qualcuno abbia bisogno di trasformare il budget in calcio giocato quello è ciò che fa chi ricopre la carica di Direttore Sportivo".
A livello sportivo, ha un desiderio particolare che vorrebbe soddisfare? Vuole raccontarci la sua idea di calcio?
"Più che un desiderio ho un sogno, credo irrealizzabile. Vorrei che la meritocrazia torni presto nel sistema calcio. Per troppi anni sono andati avanti raccomandati e figli di, il risultato è sotto gli occhi di tutti....purtroppo".
