Verona, zitti zitti parla Rafael - I AM CALCIO ITALIA

Verona, zitti zitti parla Rafael

VeronaSerie A

Rio de Janeiro (BRASILE) - Le dichiarazioni del portiere gialloblù Rafael, ospite negli studi di Rio de Janeiro nella trasmissione "Copacabana Night & Day", in onda su Sky Mondiali e condotta dai giornalisti Alessandro Bonan e Gianluca Di Marzio.FENOMENO ITURBE“Manuel merita un top club e la Nazionale. E’ giovane, ha qualità fisiche straordinarie. Si allena al massimo, non ha paura di niente, è forte anche mentalmente e non soffre le situazioni difficili. Quest’anno ha messo in mostra qualità fuori dal comune”.

IL MIO VERONA“Mandorlini? Ha passato momenti difficili quando è rientrato dall’esperienza in Romania con il Cluj, rimettersi in gioco non è mai facile. Ha un carattere forte, ci fa lavorare tanto ogni settimana per dare il meglio in partita. Io campione di parate? E’ un orgoglio personale, soprattutto ripensando da dove sono partito. A fine campionato ero fiero della mia annata. E’ vero che abbiamo preso molti gol, ma il nostro obiettivo era quello di raggiungere la salvezza il prima possibile e ci siamo riusciti già a marzo. Toni? E’ un elemento imprescindibile del nostro spogliatoio, aiuta molto i giovani a crescere. Avrebbe decisamente meritato di andare al Mondiale, come coronamento della sua straordinaria carriera”.

LA MIA STORIA“La mia carriera è decollata quando ho avuto la possibilità di venire in Italia, al Verona, in Serie C. Dopo 4 stagioni siamo saliti in B. La scuola dei portieri italiana è la migliore, sono cresciuto di anno in anno anche grazie agli allenatori e ai preparatori che ho avuto. Perché fare il portiere? Ho iniziato come attaccante ma non segnavo mai, poi mi hanno spostato a centrocampo e così via fino alla porta. Da quando sono in Italia ho lavorato molto, soprattutto sulle uscite, in Europa è necessario perché ci sono molti più cross alti rispetto al Brasile. Qui, in terra carioca, non c’è questa cultura del portiere: chi sta tra i pali è sostanzialmente chi non sa usare bene i piedi”. BRASILE 2014“Francia-Germania? Mi piacciono molto i tedeschi, hanno scelto una location strategica dove andare in ritiro. Questa decisione permette di raggiungere facilmente tutte le zone del Brasile e, secondo me, alla lunga farà la differenza. Neuer poi, con l’arrivo di Guardiola, è davvero cresciuto molto. Sa giocare coi piedi e esce molto bene, come forse nessun altro al mondo. Ma questo è stato il Mondiale dei portieri. In particolare avevo già notato Ochoa nel campionato francese e qui è esploso definitivamente. Lo seguivo da tempo, mi ha sempre impressionato. Anche Buffon è veramente forte, è un peccato che abbia potuto giocare solo due partite, credo sia il migliore. Julio Cesar? Erano anni che non giocava a questi livelli, ma è sempre stato bravo e Scolari ha creduto in lui. Ha bisogno di rimanere sereno, e per il portiere del Brasile giocare un Mondiale in casa deve essere molto stressante: anche per questo dimostra grande forza. Brasile-Colombia? Finisce 1-0. Quando noi brasiliani pensiamo al Mondiale ci vengono in mente Garrincha, Pelé e Zico. Loro sono i più forti di sempre: hanno giocato in un’epoca che non c’è più, quella del vero calcio. Per me e per tutti i brasiliani sono loro i tre simboli di mezzo secolo di vittorie brasiliane, hanno vinto tantissimo".

Lorenzo Morandini