Settore giovanile, primi bilanci in casa Ligorna - I AM CALCIO ITALIA

Settore giovanile, primi bilanci in casa Ligorna

La leva 2003 del Ligorna
La leva 2003 del Ligorna
GenovaCalcio Giovanile

La stagione volge al termine e, anche in casa Ligorna, si cominciano a stilare i primi bilanci per quanto riguarda l'attività del settore giovanile. Per fare le carte al lavoro di un intero anno e capire meglio come sono andate le cose, siamo andati a scambiare quattro chiacchiere con Andrea Barbieri, responsabile del settore giovanile della società del presidente Torrice.

«Credo che non sia mai successo che le 4 squadre del Ligorna che potevano accedere alla fase regionale, sia negli Allievi che nei Giovanissimi, abbiano poi centrato l'obiettivo - dice con il giusto orgoglio Barbieri - Giovanissimi e Allievi si sono qualificati mentre i Giovanissimi Fascia B e gli Allievi Fascia B sono addirittura andati a giocarsi le rispettive finali. I 2001 purtroppo sono stati eliminati, arrivando comunque a classificarsi quinti su tutta la Liguria, ma i 2003 sono ancora in lizza per accedere alla finalissima. Il bilancio, alla fine dell'anno, non può quindi che essere molto positivo».

Ma accanto ai risultati delle varie squadre, in casa Ligorna non sono nemmeno mancati i risultati dei singoli. «Abbiamo tantissimi ragazzi che sono stati più volte convocati dalle rispettive rappresentative. Lembo addirittura in Nazionale Under 17, Favorito e Nelli nell'Interregionale, così come Di Pietro, Olanda e Vulpes. Poi, al Torneo delle Regioni, avevamo Vulpes e Di Pietro fra gli Allievi, con quest'ultimo addirittura con la fascia da capitano al braccio, e Ioffrida nella rappresentativa Giovanissimi».

Una crescita, la loro, che ovviamente ha fatto, e farà anche in futuro, un gran bene anche alla prima squadra. «Certo, ma molti di loro hanno già respirato l'aria della prima squadra - prosegue Barbieri - Diversi ragazzi del 2000 come Olanda, Di Pietro e Vulpes lo hanno fatto in maniera abbastanza stabile ed anche un paio di 2001, Piras e Scaccianoce, hanno esordito quest'anno proprio con la maglia della prima squadra. Nel campionato juniores nazionale, poi, non stiamo a guardare troppo al risultato finale ma a preparare più ragazzi possibile per permettere lor di affacciarsi al meglio in un campionato difficile come quello di Serie D. Già quest'anno, almeno 4 o 5 elementi della juniores hanno trovato posto in pianta stabile in prima squadra ma adesso abbiamo anche qualche 2000 e 2001 che sta crescendo bene. E poi, molto dei nostri ragazzi hanno sostenuto nel corso dell'anno delle sedute di allenamento con squadre professionistiche, segno che gli osservatori li tengono d'occhio e ne seguono la crescita con attenzione. Anche questo è motivo di grande orgoglio per la società».

E nei più piccoli? Segno più anche in questo caso. «I numeri generali segnano un incremento che fa ben sperare per il futuro e le leve 2004 e 2005 si sono qualificate per la Coppa Grondona, per cui anche in questo caso i risultati sono stati davvero positivi».

Ma cosa si può davvero fare per alzare ancora un po' l'asticella, per provare a fare quell'ulteriore passo in avanti? Andrea Barbieri, su questo, ha le idee molto chiare. «Il nostro grande handicap - dice senza giri di parole - è senza dubbio rappresentato dagli spazi e dalla dimensione ridotta delle struttura a nostra disposizione rispetto a quelli che sono i nostri numeri e a quelle che sarebbero le nostre reali esigenze. Avendo tanti ragazzi non è facile riuscire ad incasellare tutte le leve con i relativi allenamenti e partite negli spazi che abbiamo, soprattutto se si vuole far svolgere la loro attività nel migliore dei modi. Senza contare che la nostra prima squadra credo sia una delle pochissime che si allena alle 19. Individuare altri campi su cui dirottare alcune leve? A dire il vero preferiamo che i nostri ragazzi si allenino tutti qui, sul campo di casa. In questo modo possono identificarsi meglio e sentirsi davvero parte integrante della società Ligorna. Poi con il presidente Torrice e il diesse Sonetti c'è piena comunione d'intenti anche su questo campo. Siamo sempre riusciti ad organizzarci al meglio e continueremo a farlo, anche e soprattutto grazie al lavoro dello stesso presidente Torrice che, dal suo avvento, ha portato la società ad un livello davvero vicino a quello dei professionisti».

Marco Innocenti