Borgaro nella storia, Russo: "Impossibile da descrivere"

Il Borgaro scrive una pagina indelebile della storia del nostro calcio. La società del presidente Piergiorgio Perona vince lo spareggio contro la Juve Domo (Tabellino) e sbarca in Serie D. Un traguardo che sembrava impensabile un mese e mezzo fa, quando gli ossolani guidavano la classifica con 15 punti di vantaggio sui gialloblù. E invece il mondo si è capovolto: il folle epilogo dell'ultima giornata di campionato e l'ancor più folle spareggio di ieri a Biella: pareggio di Pierobon al 93' e trionfo ai rigori (qui la cronaca della gara).
Il 7 maggio resterà una data indimenticabile per tutti i tifosi del Borgaro e non solo. Fatica a descrivere le emozioni provate ieri il tecnico Licio Russo: "Non ci sono parole per descriverla. Mai visto tante persone da Borgaro, solo per il pubblico valeva la pena di esserci. Sono stati commoventi, 500 persone, il sindaco nel pullman con gli ultras, mamme e bambini che ci incitavano. Un'atmosfera incredibile, abbiamo fatto il massimo per loro. Poi vincere all’ultimo secondo su rigore, è il giusto epilogo di una stagione speciale, meravigliosa. Non abbiamo mai smesso di crederci, è la giusta riconoscenza per una squadra con un'anima enorme. Agitazione prima del gol di Pierobon? Normalmente sono uno molto agitato, ma rispetto alle altre partite ero davvero sereno. Non so perché, ma sentivo che c’era scritto che dovessimo vincere. Dopo l'1-1 ne avevo la certezza, sentivo che era la giornata giusta".
Dopo il successo del 6 gennaio in Coppa contro il BorgoVercelli, in campionato la stagione era sembrata sfuggire lentamente di mano date le fatiche del doppio impegno, tant'è che Russo e la squadra avevano puntato forte proprio sulla fase nazionale della Coppa. Ma l'8 marzo i sogni si sono infranti a Romano di Lombardia. Una sconfitta davvero dolorosa, ma è da quella partita che cominciata l'incredibile remuntada. Continua Russo: "Me la ricordo bene quella partita, siamo andati fuori non per demeriti, ma solo per l’ansia da prestazione. Ma quella è stata la molla. Dopo aver perso quella partita c'era davvero tantissima delusione ma ci siamo guardati negli occhi. Ho provato a fare da psicologo e pizzicarli nell'orgoglio. Ho detto loro di lasciar perdere il campionato, che ormai era andato, e che per la trasferta di Biella saremmo andati in macchina e non con il pullman. Ho cercato di far venire fuori l'anima e dal i 7 vittorie in 8 partite. Sono orgoglioso di questi ragazzi, è una squadra di uomini. Ieri si sentiva il bisogno di stare insieme anche dopo la partita, è un gruppo unico".
E adesso il futuro parla di Serie D. Ma sarà sempre con Russo in panchina? "In 4/5 anni qua è stato costruito qualcosa di davvero importante. C'è stata una crescita incredibile e quest'anno eravamo pronti al salto, più dell'anno scorso. Il presidente ha già detto ad altre testate che sono confermato, e si il mio futuro è qua; però questo non cambia che dovrò dare precedenza al mio lavoro. Non sarà possibile allenarsi di giorno. Io ho delle idee e nei prossimi giorni parleremo per pianificare e programmare su come organizzare il lavoro e su come fare la Serie D. Possiamo dire che per noi sarà un "Serie D anomala". E il futuro di Pierobon? Secondo me si è ringiovanito, ieri sembrava un ragazzino ed è stato il migliore in campo. Con questa testa può fare tranquillamente un altro anno e la Serie D".
Foto: Sara Pagan
