Arona, uno 0-0 che sa di miele. E' Eccellenza!

Basta un punto all'Arona per far partire la festa, un solo punto che significava mettere una corona di alloro su una stagione che stava per regalare un successo tanto inatteso quanto meritato. Un punto che poteva essere considerato positivo anche per gli avversari, quell'Accademia Borgomanero che sta inseguendo un posto playoff per non sprecare una stagione partita con grandi ambizioni. Un punto che andava quindi bene a tutti e un punto che è arrivato, anche se sarebbe ingiusto e sbagliato sostenere che lo 0-0 fosse scritto nel destino di questa partita.
Dischetto amaro E' un'Arona che arriva alla partita forse decisiva per la sua stagione nelle condizioni migliori, con tutti i suoi effettivi (tranne la sorpresa Filippo De Giorgi appiedata dal Giudice Sportivo) a disposizione e che si trova di fronte un'Accademia che al contrario può denunciare grandi vuoti nella propria rosa, assenze che non riuscirà a colmare neanche in questo finale di stagione. Una condizione ideale per l'ultimo passetto che serve ai lacuali per approdare in Eccellenza: Ferrero abbassa Tinaglia sulla linea difensiva creando con Lipari una catena che metterà in continua ambasce la retroguardia avversaria. L'Arona è tambureggiante nella prima frazione, quando raramente lascia ai borgomaneresi la possibilità di replicare alle proprie azioni offensive: al 3' il primo tiro della gara, lento e prevedibile, è griffato Vergadoro ma nella prima parte di gara sono gli esterni di casa a creare i maggiori pericoli come al 17', quando la palla gira più volta da sinistra verso destra in un turbinio di scatti e controscatti prima che Petrone chiuda l'azione con un fendente facile da controllare per Mafezzoni. Al 25' Lipari si libera sulla sinistra per mettere al centro un passante teso e velenoso su taglia tutta l'area piccola senza che Bonetti arrivi con un attimo di ritardo alla deviazione vincente. L'Accademia fatica a ripartire, il più intraprendente è Gessa che al 28' si costruisce bene il tiro dalla distanza peccando però nell'esecuzione, con la sfera che si perde lontana dai pali di Cavadini. Al 36' tocca a Bergantin fare il diavolo a quattro sulla destra, Caramanna non riesce a resistere alla percussione del terzino che recapita sul primo palo un pallone su cui si fionda Lipari che però non riesce ad anticipare l'intervento risolutore dell'attento Mafezzoni. Potrebbe cambiare volto la partita al 38' quando Lipari, sempre lui, salta secco in piena area Fontaneto che non può fare altro che stendere il folletto aronese: dal dischetto va Vergadoro, la battuta è centrale e Mafezzoni intuisce riuscendo anche a chiudere con reattività sul tentativo di tap-in di Bergantin. Il rigore sbagliato frena l'azione dei padroni di casa che addirittura rischiano di capitolare in pieno recupero quando, sulla punizione tagliata dalla sinistra di Silva Fernandes, a centro area svetta la testa di Poletti che schiaccia a botta sicura trovando sulla sua strada un miracoloso Cavadini a tenere a galla i lacuali.
E' promozione Resterà tuttavia un episodio isolato perchè nella ripresa mai Cavadini dovrà impegnarsi nuovamente per cercare di tenere inviolata una porta che l'Accademia non insidierà più. Al contrario l'Arona, che non vuole più rischiare, cerca in qualche modo di portarsi con pericolosità dalle parti di Mafezzoni mancando però al momento di essere cinici sotto porta: al 2' il portiere agognino vola per chiudere lo specchio sul diagonale ad uscire di Lipari, al 10' si rinnova il duello con l'aronese che cerca la sorpresa sul primo palo e il portiere che ancora una volta si oppone su un pallone che forse sarebbe ugualmente uscito. Al 12' è Gjoka a cercare, a rimorchio su corner, l'angolino alto della porta dell'Accademia e a mandare la palla fuori bersaglio, al 22' Mafezzoni è tempista nell'uscire sui piedi di Bonetti lanciato in profondità da un'intuizione di Girardi. E' gara a senso unico perchè l'Accademia non riesce più a ripartire, al 27' Gjoka spara alto su punizione, un minuto dopo Tinaglia spunta sul palo lungo ma non riesce ad indirizzare in porta un pallone invitante. L'occasione per eccellenza capita però nuovamente sui piedi di Vergadoro che al 34' salta in campo aperto anche l'uscita precipitosa del portiere senza però calciare subito, si allarga ed è costretto a cercare al centro con la porta sguarnita un compagno che non c'è. Non è però un dramma perchè il punto arriva ugualmente e ad Arona dalla prossima settimana, passata la sbornia dei meritati festeggiamenti, si potrà cominciare a programmare un'Eccellenza che a queste latitudini mancava da tanto, troppo tempo.
ARONA-ACCADEMIA BORGOMANERO 0-0
Arona (4-2-3-1): Cavadini; Bergantin, Mainini, Romano, Tinaglia; Gjoka, Girardi; Bonetti (33'st Degiorgi), Petrone, Lipari; Vergadoro (39'st Msekwa). A disposizione: Falconelli, Notte, Soit, Zola, Murabito. All. Ferrero.
Accademia Borgomanero (4-3-3): Mafezzoni; Fontaneto, Guidetti, Caramanna, A. Antonioli; Silva Fernandes, Denicola, Gessa; Conchedda, L. Antonioli (41'st De Bei), P. Poletti (42'st N. Poletti). A disposizione: De Bortoli, Francioli, Archita, Ardizzoia, Pastore. All. Bonan.
Arbitro: Lo Chiatto di Nichelino.
Note: Ammoniti Girardi, Petrone e Romano per l'Arona, Fontaneto e Conchedda per l'Accademia Borgomanero. Al 38' Vergadoro (A) si fa parare un calcio di rigore da Mafezzoni.
ARONA
Cavadini 7: Deve intervenire una sola volta, con una parata di puro istinto e reattività che vale un gol e gli permette di ritagliarsi un pezzettino di gloria.
Bergantin 6,5: Una forza della natura quando decide di mollare gli ormeggi e creare superiorità in fase offensiva, vera arma dell'Arona di questa stagione.
Tinaglia 7: Forse la sorpresa più positiva della domenica, difende con costrutto e attacca con intelligenza risultando l'uomo che meglio ribalta l'azione in casa aronese.
Gjoka 6: La gara non richiede impegno e ferocia eccessiva per conquistare un centrocampo mai in discussione; prova anche a farsi vedere al tiro ma con poca precisione.
Romano 6: Gli attacchi agognini sono velleitari tanto da far bastare senso della posizione e minima intensità per rispondere in maniera sufficiente.
Mainini 6: Le punte avversarie girano al largo, ha affrontato ben altre tempeste in questa stagione da voti superlativi.
Petrone 6: Trova poche occasioni per disegnare il suo calcio, schiacciato com'è dalle iniziative degli esterni che rubano la scena. Ma non per questo resta una presenza da comparsa, trovando il suo spazio in mezzo al campo.
Girardi 6,5: Cresce sempre più con il passare delle domeniche, rubando ai compagni più esperti tutti i trucchi per diventare un mediano di rottura e costruzione credibile e affidabile.
Vergadoro 6: Voto di stima per una stagione da protagonista, in una gara in cui sbaglia molto e non è mai il vero attaccante che ad Arona hanno apprezzato in questa stagione.
- 39'st Msekwa sv.
Lipari 7: Gli si deve concedere di fare il suo gioco, fatto di molto personalismo e intuizioni geniali, perché poi è in grado di ripagare con giocate che ne fanno spesso l'ago della bilancia, come successo di frequente in questa stagione.
Bonetti 6: Deve crescere in personalità per completare il proprio bagaglio che può renderlo pronto anche per la categoria superiore. Dà la sensazione di poter lasciare il segno, anche se a volte si frena quasi da solo.
33'st Degiorgi sv.
ACCADEMIA BORGOMANERO
Mafezzoni 6,5: Sciorina parate in serie, che regalano un punto all'Accademia. Da applausi sul rigore, ancora di più per il muro eretto sulla ribattuta di Bergantin.
Fontaneto 5,5: Lascia solo in balia della catena più pericolosa creata dagli avversari, va spesso in affanno arrivando a commettere un rigore che forse avrebbe potuto evitare.
A. Antonioli 5: Mai propositivo, sceglie spesso l'opzione sbagliata sia in copertura che nell'impostazione. Da rivedere in gare meno impegnative.
Silva Fernandes 6: Ci tiene a non sfigurare e riesce a tenere a galla una mediana che soffre la mancanza di filtro quando la palla è in possesso degli avversari.
Guidetti 5: Paga la differenza di velocità con le punte avversarie, che quasi mai riesce a pareggiare sfruttando esperienza e senso della posizione.
Caramanna 5,5: Perdente in campo aperto, quando è chiamato a rincorrere, cerca di non farsi trovare impreparato scegliendo il corpo a corpo e l'anticipo che gli permettono di limitare la punta avversaria.
Conchedda 5: Sente, come spesso succede, il ritorno ad Arona non riuscendo a rendere per quel che è in grado di dare. Presenza di contorno nell'attacco agognino.
Denicola 5,5: Il centrocampo ospite non ha quasi mai il pallone tra i piedi, limitandone l'utilità che viene fuori soprattutto in fase di impostazione.
L. Antonioli 6: Non ci fosse in campo Mafezzoni, sarebbe il migliore per il lavoro che fa a sostegno dei compagni, con movimenti e giocate mai fini a sé stesse. Non riesce a pungere in area avversaria.
- 41'st De Bei sv.
Gessa 6: Finchè il fisico lo sostiene, come nel primo tempo, mostra intraprendenza e tanta voglia di recuperare il tempo perso in questa stagione. Scompare nella ripresa, ma bisogna dargli il tempo di ritrovare la giusta forma.
P. Poletti 6: Pochi squilli, non riesce quasi mai a liberare la corsa che lo rende pericoloso per ogni difesa. Ma la conclusione più pericolosa dei suoi, anche perché l'unica, la tira fuori lui dal cilindro.
- 42'st N. Poletti sv.
