Il Pagellone di Italia-Uruguay - I AM CALCIO ITALIA

Il Pagellone di Italia-Uruguay

Il Pagellone di Italia-Uruguay
Il Pagellone di Italia-Uruguay
ItaliaCoppa del Mondo

ITALIA 5,5

Buffon 6,5:

L'Uruguay si vede veramente poco in avanti, ma quando lo fa il portierone è chiamato all'intervento salva-tutto. Bravo ad uscire sui piedi di Suarez e Lodeiro nell'unica occasione della "Celeste" nel primo tempo, monumentale quando si oppone con l'avambraccio a Suarez liberato da un rimpallo in piena area di rigore. Sul terzo tempo di Godin può solo guardare la palla rotolare in rete.

Barzagli 6:

Non è al meglio, non lo è mai stato in questo Mondiale. Riesce comunque a galleggiare con l'esperienza e col gran fisico. Concede un tunnel a Suarez, si fa scappare Rodriguez dopo una bella triangolazione con lo stesso attaccante del Liverpool e niente più. 

Bonucci 6:

Il terzetto bianconero è ben rodato dal campionato e concede pochissimo ad un Uruguay che ha nel tandem d'attacco la propria forza; tuttavia Leonrdo è meno a suo agio, sente il peso dell'esordio mondiale ed è meno efficace nella gestione della palla. Sia quando dovrebbe cominciare ad impostare l'azione, sia in qualche disimpegno frettoloso con palla agli avversari.

Chiellini 6,5:

Un leone in marcatura, vince gli scontri diretti con le punte sudamericane e quando può prova a far valere davanti corsa e centimetri. Subisce il morso del recidivo Suarez un minuto prima della rete decisiva, ma l'arbitro non si accorge di nulla.

Darmian 5,5:

Dopo le sue prime due prove, la sua gara è deludente, perché ci si aspettava di più da lui rispetto a De Sciglio, dal momento che questo è un sistema di gioco che conosce bene e che interpreta con successo nella squadra di club. Generoso il suo finale di gara in costante proiezione offensiva.

VERRATTI 6,5:

Il più lucido e coraggioso nella gestione del pallone, salta avversari come birilli cercando di guadagnare metri con le proprie giocate. Come gli sia stato preferito Thiago Motta nella disastrosa gara contro la Costa Rica rimane un mistero. Uno dei giocatori sui quali rifondare questa Nazionale (30'st T. Motta 5: Riesce a far rimpiangere un giocatore stanco come l'ottimo Verratti nonostante la sua freschezza: perde più volte palla, rallentando il gioco quando l'Italia avrebbe bisogno di ripartire e facendosi spesso chiudere da giocatori in recupero. Forse sarebbe il caso di lasciarlo a casa).

Pirlo 6

Parte da professore del centrocampo aiutato dall'atteggiamento totalmente rinunciatario degli avversari che lasciano il 100% dell'iniziativa agli azzurri, affidandosi solo a sporadici ed innocui contropiedi. Perde un po' la bussola dopo l'espulsione di Marchisio: in quel momento l'Italia avrebbe bisogno di tener palla in sicurezza o di allontanarla dalla trequarti, invece in più di un'occasione il regista azzurro ha scelto la soluzione sbagliata.

Marchisio 5:

L'arbitro è stato un po' troppo severo anche in relazione al metro di giudizio adottato fino a quel momento, ok, ma quell'entrata in quella zona di campo poteva tranquillamente risparmiarsela. Peccato, perché così facendo è cambiato lo scenario della gara: abbiamo perso un uomo ricco di energie e personalità, l'Uruguay ha cambiato schema alzando il baricentro e finendo per vincere la gara. Stava bene ed era partito col gol all'Inghilterra, poteva essere il suo Mondiale.

De Sciglio 5:

Sarà che era al rientro e magari non in perfette condizioni fisiche, sarà che non conosceva bene il modulo, sarà l'emozione del debutto, ma Mattia praticamente non lo si è quasi mai visto. Partita in chiaroscuro, come la sua stagione del resto. Deve ritrovarsi.

Balotelli 4,5

Prandelli gli affianca finalmente un partner in attacco, ma è come non l'avesse fatto: le poche palle che gestisce se le tiene per sé, non calcolando il collega di reparto quando sarebbe ora di servirlo in profondità dopo che quest'ultimo si era lanciato nello spazio. Non contento, ci offre l'intero campionario di tuffi, falletti, corpo a corpo inutili e che poco hanno a che fare col calcio. Diventa un traliccio statico facile da marcare per la difesa sudamericana, si fa ammonire e allora il tecnico è costretto ad issare bandera bianca e cacciarlo dal mondiale azzurro (1'st Parolo 5,5: Entra troppo timidamente in gara, avrebbe le capacità per poter incidere in mediana, ma difetta di personalità. Dopo l'espulsione di Marchisio ci mette cuore e gamba e perde ogni inibizione, giocando meglio).

Immobile 5

Spiace per Ciro che probabilmente sarebbe stato da coinvolgere di più e prima per la stagione fatta, per il grande dinamismo che in Brasile poteva essere prezioso e per la voglia che ci mette. Tuttavia la sua prestazione con l'Uruguay è stata negativa: timido nel primo tempo, in cui la palla pareva scottare nei suoi piedi, più intraprendente (ma anche più isolato) nella ripresa, quando rimane solo a tenere in piedi un attacco che si rivela il tallone d'Achille di questa squadra nata male e gestita peggio (26'st Cassano 5,5: Una finta qui, un passaggetto di là, una corsetta in qua. Si poteva anche evitare francamente).

Prandelli 4,5:

Stavolta azzecca la formazione, più per le pressioni esterne che per i convincimenti personali. La difesa si assesta e subisce pochissimo contro l'avversaria più titolata e pericolosa in attacco delle tre avversarie del girone. Partita in pieno controllo e dunque? Cambio tattico a metà gara. L'esclusione di Balotelli ci sta, sia da un punto di vista tecnico che disciplinare, ma perché non inserire un'altra punta al suo posto? L'Uruguay prende metri, fino a cambiare la gara dopo il rosso a Marchisio. A quel punto di cosa avrebbe bisogno l'Italia? Di una punta capace di cavarsela da sola, meglio se veloce, meglio se tecnica. Hai in panchina un giocatore come Cerci, che predilige le azioni solitarie, le sgroppate. Ha tecnica, corsa e coraggio. Chi metti? Cassano, a 40 metri dalla porta e con un quattro contro uno. No comment. Complimenti solamente per le dimissioni, in un Paese in cui nessuno rinuncia al "cadreghino".

URUGUAY 6

Muslera 6:

L'Italia comanda le operazioni in mezzo al campo, ma al tiro non si vede praticamente mai. L'ex Lazio si sporca i guanti solo su una punizione di Pirlo e si fa dare un giallo al 90' per perdita di tempo.

Gimenez 6,5:

Giovane e coraggioso, controlla Immobile mettendo in luce la stessa freschezza atletica ed un bagaglio difensivo di tutto rispetto. Un prospetto molto interessante a livello mondiale.

GODIN 7:

Il Ministro della difesa comanda le operazioni del suo pacchetto arretrato e va anche a siglare il gol qualificazione con un terzo tempo da basket più che da calcio. Elemento decisivo.

Caceres 6,5

Attento ed implacabile, si mangia un pigro Balotelli che si fa saltare in testa continuamente. Grintoso e dotato nella corsa, non va praticamente mai in sofferenza.

Gonzalez 5,5:

Sulla sua fascia De Sciglio non spinge praticamente mai, ma nonostante ciò non si propone con decisione. Partita anonima.

Lodeiro 5,5:

Nel suo unico spunto degno di nota, trova Buffon a murargli il tap-in dopo l'uscita dell'estremo azzurro su Suarez. Tabarez lo lascia negli spogliatoi cercando di cambiare le carte in tavola (1'st M. Pereira 6: l'esterno del Benfica si piazza a destra, ma non incide particolarmente, offrendo comunque forse fresche e dinamismo).

Rios 6:

Si sbatte nell'aiutare difesa e centrocampo, raccordandole e ringhiando su tutti, ma la qualità è un'altra cosa e lo si era già visto anche in serie A.

Rodriguez 6:

L'ala mancina dell'Atletico, schierato per l'occasione come interno sinistro, è uno dei più positivi della mediana "Celeste" e fa vedere le sue doti sia in inserimento che nel tocco (33'st Ramirez 6,5: sfrutta il mancino educato per servire a Godin la parabola del gol partita direttamente da calcio d'angolo).

A. Pereira 6:

Partita di buon dinamismo per l'ex Inter che più o meno fa pari e patta con Darmian, forse facendosi leggermente preferire (18'st Stuani 5: l'attaccante dell'Espanyol con trascorsi trascurabili alla Reggina entra a dar peso all'attacco, ma non si vede mai).

Suarez 5,5:

Lo si vede pochissimo, utile solo in qualche scambio con i compagni. Quando gli capita la palla dell'1-0, si fa ipnotizzare da Buffon. Sorvoliamo sul morso, non il primo della sua bizzosa carriera. Noi sorvoliamo, l'arbitro non doveva sorvolare. Ben controllato dal terzetto arretrato azzurro.

Cavani 5,5:

Gioca una partita di puro agonismo contro giocatori che conosce bene per averli affontati nel campionato italiano. Mena, si fa menare, si tuffa. Alla fine però, davanti non combina niente e perde il confronto con Chiellini.

Tabarez 6:

Dico la verità: al di là del fatto che gli azzurri hanno fatto di tutto per non passare, riteniamo che senza l'espulsione di Marchisio la "Celeste" non avrebbe vinto. Non abbiamo la controprova chiaramente, ma la prima ora di gioco ha dato indicazioni abbastanza chiare: la gara che aveva immaginato Tabarez (difesa e contropiede sfruttando l'immenso potenziale della coppia d'attacco) non si era verificata e l'Uruguay non stava facendo nemmeno il solletico a Buffon. La partita, senza grossi stravolgimenti tattici, sarebbe continuata in questo modo. Una gestione di gara magari condivisibile per una formazione che ha due risultati su tre a disposizione, francamente incomprensibile per una squadra obbligata a vincere. I sudamericani hanno rischiato di uscire senza nemmeno provare a ribaltare la situazione iniziale che li vedeva al terzo posto nel girone. Le cose sono due: o Tabarez sottovalutava la forza della difesa azzurra, o ha scarsa fiducia nelle potenzialità dei suoi. Alla fine della fiera, in un modo o nell'altro, si è qualificato. E allora evviva Tabarez, grande Tabarez.

Stefano Calabrese