Il Pagellone di Honduras-Ecuador - I AM CALCIO ITALIA

Il Pagellone di Honduras-Ecuador

E. Valencia è l'MVP di Ecuador-Honduras
E. Valencia è l'MVP di Ecuador-Honduras
ItaliaCoppa del Mondo

HONDURAS

Valladares 5,5:

Il buco di Figueroa sul pareggio ecuadoregno lo sorprende, con l'avversario pronto a colpire sul secondo palo. Potrebbe fare qualcosa di più anche sul secondo gol, quando rimane piantato sulla linea di porta a guardare l'avversario colpire tra un nugolo di uomini.

Beckeles 6:

Interpreta la gara con buon piglio, mettendo più volte la museruola ad un Montero non in grande giornata. Mostra parecchi limiti quando si tratta di portare la palla in zona avanzata.

Bernardez 5: 

Pronti via, si becca subito un giallo che ne condiziona il proseguio della partita. Ruvido in marcatura, gli avanti ecuadoregni beneficiano del suo modo disordinato di difendere.

Figueroa 5,5:

Sbaglia poco interpretando con la giusta cattiveria il ruolo di difensore centrale, ma è suo l'errore di controllo che spiana la strada al pareggio dell'Ecuador e pone fine ai sogni di gloria honduregni.

Izaguirre 6:

Si disimpegna bene nella prima frazione, quando trova anche lo spazio per spingere senza però la giusta continuità. Il tecnico decide di lasciarlo sorprendentemente negli spogliatoi nell'intervallo facendo pensare ad un colpo subito. (1'st J.C. Garcia 5,5: Gioca una gara prevalentemente di contenimento, senza mai attaccare lo spazio a disposizione).

O. Garcia 6:

Ci mette grande grinta nell'andare ad aggredire ogni pallone che passi dalle sue parti, ma manca della necessaria lucidità nel far ripartire l'azione una volta impossessatosi della palla. Giocatore di lotta, ma non di governo. (37'st Chavez s.v.).

Garrido 5,5:

Metronomo sbiadito di una mediana honduregna che viene quasi sempre sistematicamente saltata in fase di costruzione. (25'st Martinez 5,5: 20' per far vedere di avere qualche numero che sfrutta con il bilancino; la concretezza è altra cosa).

CLAROS 6,5:

Nel grigiore generale della selezione centroamericana che si presenta al Mondiale con le credenziali di una sparring partner, cerca di dare ordine ad un gioco spesso raffazzonato, ponendosi come unico interprete di un certo spessore.

Espinoza 6:

Fa del movimento la sua grande forza, facendosi trovare sia in fase d'appoggio che in primo ripiegamento sull'avversario con la palla tra i piedi. Manca in zona conclusiva, dove i suoi tentativi sono poco più che timidi approcci.

Costly 6:

Lungagnone legnoso e sgraziato, trova la complicità di Guagua per togliersi lo sfizio di segnare la prima rete honduregna al Mondiale dopo 32 anni, entrando a suo modo nella storia.

Bengston 5:

Va due volte in rete, entrambe in modo irregolare (primo con un tocco di braccio e poi in fuorigioco). Al di là di questo si fa fatica a notarlo, imbrigliato com'è nella non trascendentale difesa sudamericana.

ECUADOR

Dominguez 6:

Gli avversari più tosti li trova nei compagni di squadra che lo mettono spesso in difficoltà con movimenti che sono tutto un programma. Se la cava in modo egregio in più di un'occasione, offrendo anche spettacolo per gli obiettivi dei fotografi.

Ayovi 6:

Una presenza importante soprattutto a livello carismatico; le battute dei calci da fermo sono tutte di sua competenza e da uno di questi prende vita il gol vittoria degli uomini di Rueda.

Guagua 5:

Approssimativo in marcatura, compie un errore da capitolazione quando lascia strada ad un Costly incredulo. Per sua fortuna l'Ecuador pareggia subito e gli toglie un grosso peso dalle spalle.

Erazo 6:

Più pericoloso quando si spinge a saltare in area sui calci da fermo che tempista e invalicabile in difesa, dove non soffre solamente per la pochezza del reparto avanzato avversario.

Paredes 6,5:

Inesauribile nella spinta sulla fascia e arcigno in marcatura, dove incrocia i tacchetti con Espinoza; solo la doppietta vincente di Enner Valencia gli toglie lo scettro di migliore in campo.

A. Valencia 5:

L'uomo più atteso della compagine sudamericana (per i suoi importanti trascorsi in Europa che ne hanno fatto un idolo a Quito e dintorni) pare irrimediabilmente sul viale del tramonto, non riuscendo a rendersi mai pericoloso.

Noboa 6:

Si piazza nel cuore del campo nel tentativo (riuscito) di dettare i tempi di gioco dell'Ecuador. Si spende anche nel recupero palla che non è certo la sua caratteristica principale.

Minda 6:

Si nasconde tra le pieghe della partita, ricoprendo un ruolo che non gli dà grande visibilità. E' però il primo ad abbassarsi fino alla linea dei centrali per far ripartire l'azione, gli manca solamente un po' di dinamicità (37'st Cruezo s.v.).

Montero 5:

Aveva impressionato nella prima gara quando i suoi movimenti erano serviti a mettere alle corde gli statici difensori svizzeri. Delude con l'Honduras, non cavando un ragno dal buco per tutti i 90' (46'st Achilier s.v.).

Caicedo 5:

Entra nel cono d'ombra a cui lo costringe la prestazione del compagno di reparto che attira su di sè tutti i riflettori. Dalla sua ci mette indolenza nell'inserirsi nell'azione e una certa inconcludenza che lo porta a non calciare mai in porta. (37'st Mendez s.v.).

E. VALENCIA 7:

E' la sorpresa dell'Ecuador a questo Mondiale, con tre gol totali che lo proiettano in cima alla classifica cannonieri insieme a grandissimi campioni. I suoi gol racchiudono il 100% delle marcatura sudamericane a Brasile '14, difficile trovare un elemento con lo stesso peso specifico nelle restanti nazionali presenti a questa rassegna.

Carmine Calabrese