Intervista doppia a Mirko Manica e Cosimo Agatiello.

Intervista doppia a Mirko Manica e Cosimo Agatiello, entrambi classe 1996, di proprietà del Rovereto, società nella quale hanno militato nell'ultimo campionato di Promozione, Cosimo Agatiello (terzino), e Mirko Manica (esterno di attacco), sono due giocatori di indubbio talento che il prossimo anno disputeranno la serie D con il Mori S.Stefano.
Passare dalla Promozione alla serie D è un bel salto, come vi sentite all'idea di giocare in un campionato del genere?
Manica: Mi sento molto contento di disputare il campionato di D, anche se so che sarà un anno duro e impegnativo. Però non vedo già l'ora di iniziare!
Agatiello: È proprio un bel salto, sono proprio curioso di vedere che grandi giocatori ci sono in Serie D ed affrontarli. Non vedo l'ora di iniziare perché sarà una stagione che comunque vada sarà esaltante.
Nell'ultima stagione avete vissuto in prima persona la retrocessione del Rovereto, per come si era messa ad un ceto punto la salvezza sembrava cosa fatta, secondo voi dove va ricercata la causa di tale risultato?
M: Sinceramente non ci credo ancora che siamo retrocessi. Credo che tale risultato sia solo colpa nostra (giocatori), perché ad un certo punto del campionato avevamo la situazione sotto controllo e potevamo gestirla e gestirci come volevamo, ma purtroppo è andata così.
A: Secondo me dalla partita vinta con l'Albiano in trasferta abbiamo mollato, perché ci sentivamo già salvi...e pensare che bastava fare 6 punti in 9 partite per salvarsi.
Da ex come vedete il Rovereto in Prima categoria nella prossima stagione? Credete ci siano i presupposti per tornare subito in Promozione?
M: Io il Rovereto in Prima categoria non lo vedo, infatti credo pienamente e spero per i miei ex compagni che ritornino in Promozione subito, perché i presupposti e i giocatori ci sono!
A: Il Rovereto personalmente in Prima Categoria non si può né vedere e né sentire, considerando la storia che ha. Riguardo il fatto di salire subito in Promozione credo che i presupposti ci siano tutti, perché se si parte con lo stesso entusiasmo che c'era all'inizio dell'anno scorso la si può conquistare con largo anticipo, però bisogna stare attenti a non sottovalutare gli avversari, anche se di prestigio molto minore con tutto il rispetto.
Retrocessione a parte come giudica la sua personale stagione calcistica?
M: Personalmente sono migliorato tantissimo sia dal punto di vista sopratutto calcistico che caratteriale. Un anno di vera crescita!
A: La mia stagione calcistica la giudico molto positiva perché mi ha dato molto visibilità a livello regionale, che è culminata anche con la convocazione in rappresentativa nel Torneo delle Regioni in Friuli. Per questo devo ringraziare il presidente che ha fatto un gran sacrificio per comprarmi dal Trento, sia me che Manica, poi ringrazio i dirigenti ma sopratutto i miei compagni e i miei mister Giuliano Giovanazzi e Andrea Manica che mi hanno dato fiducia fin dalla prima giornata.
Entrambi avevate varie richieste sul mercato, cosa vi ha spinto ad accettare la proposta del Mori?
M: Ho accettato la proposta del Mori perché ha un progetto serio e interessante e spero si farà bene!
A: Io ho rifiutato due proposte molto importanti nel campionato di Eccellenza, in cui mi davano di più di quello che prenderei a Mori, ma il fascino e il prestigio della Serie D a 18 anni mi ha orientato su questa scelta.
Quale giocatore vi ha più impressionato tra quelli affrontati quest'anno? E qual'è per voi il giovane migliore della Promozione?
M: Il giocatore che mi ha impressionato di più è stato il giovane Maldonado, ha una tecnica e un controllo di palla incredibile, il miglior giovane, come ripeto, secondo me è lui, senza dimenticare però Filippo Trainotti, il più giovane di tutti ('97 ndr) altro giocatore forte e interessante!
A: Il giocatore che forse mi ha impressionato di più è Formolo, anche grazie a quel gran gol che ci ha fatto al Quercia all'ultimo minuto. Il giovane migliore secondo me è stato il mio compagno di rappresentativa Luis Maldonado, dotato di una tecnica fuori dal comune.
