Kola lascia il Lesa: "Non è stata una decisione semplice" - I AM CALCIO ITALIA

Kola lascia il Lesa: "Non è stata una decisione semplice"

Eduart Kola
Eduart Kola
NovaraSeconda Categoria Girone A

Il calcio dilettantistico, soprattutto nelle categorie minori, resta il companatico di una vita che molto spesso presenta fuori dalla porta altre priorità. E quando si insegue qualcosa di più importante come per forza deve essere il lavoro, ecco che spesso il pallone seppur a malincuore deve traslocare in soffitta. E' un po' quello che è successo al tecnico del Lesa Vergante Eduart Kola che, per rispondere ad una chiamata lavorativa arrivata dall'estero e a cui non si poteva dire di no, ha dovuto lasciare la panchina dei neroverdi con cui nella scorsa stagione aveva conquistato la promozione dalla Terza alla Seconda Categoria: "Ci ho pensato molto - confessa l'ormai ex allenatore del Lesa Vergante -, perché era un po' che stavo valutando questa opportunità. Lasciare tutto l'ambiente a questo punto della stagione non è stato semplice anche perché io mi sento molto legato a questa realtà, ma sono sicuro di lasciare il tutto in buone mani, visto che il mio posto verrà preso da quello che fino a questo momento era il mio vice, Mario Prini".

Che sia stata una decisione sofferta per quello che fin qui è stato un po' il factotum e l'anima della prima squadra del Lesa Vergante non c'è dubbio. Resta da capire come sia maturata questa scelta che, per come è arrivata, sembra dall'esterno un po' un fulmine a ciel sereno: "Ci tengo a sottolineare che questa è una scelta di lavoro e di vita totalmente estranea al calcio, per cercare di migliorare il futuro dei miei figli sperando che le cose vadano come devono andare. Qui in Italia, lavorativamente parlando, sta diventando difficile pensare al futuro senza avere pensieri, per cui era veramente difficile lasciar cadere nel vuoto una proposta che potrebbe rendere più solido il futuro della mia famiglia. Lasciare Lesa però mi pesa molto, perché il paese mi aveva ormai adottato a livello umano, mentre a livello calcistico ho contribuito a forgiare una squadra partendo praticamente da zero assieme ad altri due ragazzi, Manuel Lanzetti e Antonio Montemarano. Manuel è ancora dirigente del Lesa Vergante, mentre Antonio l’abbiamo perso negli anni per motivi personali. Quando siamo arrivati con l'idea della prima squadra non c'era praticamente niente, la società Lesa esisteva già a livello giovanile e ci ha dato una mano per quanto possibile, ma non poteva occuparsi più di tanto della prima squadra perché aveva già tante cose a cui badare, erano in pochi anche loro. Quindi ci siamo rimboccati le maniche mettendoci di impegno. E' stato bello, perché in queste quattro stagioni siamo riusciti a creare qualcosa di importante, lasciare in questo momento vuol dire lasciare un pezzo di se stessi". Non è però una scelta senza ritorno quella operata da Kola.

Potrebbe essere che all'inizio della prossima stagione si possa rimettere in pista per ricominciare l'avventura sotto l'egida del Lesa Vergante: "Non so ancora se sarà una scelta definitiva, anche se naturalmente spero che in Norvegia tutto vada per il meglio. Può darsi che tra un paio di mesi io possa tornare e quindi rientrare all'interno della società con qualsiasi ruolo. A livello della squadra è giusto comunque che chi ha preso il mio posto possa andare avanti fino alla fine e ovviamente gli auguro il meglio possibile perché è normale che sia così. Per la prossima stagione darò la mia eventuale disponibilità per qualsiasi tipo di posizione, però sarà una cosa di cui non possiamo assolutamente discutere ora che non ci sono certezze".

Con Kola viene quasi naturale parlare di questa prima parte della stagione che ha visto il Lesa Vergante faticare all'inizio per poi rimettersi prontamente in carreggiata fino a conquistare un posto a metà classifica che per una neopromossa vale comunque molto: "Non siamo partiti benissimo, è vero, ma solo a livello di risultati: per quanto riguarda le prestazioni, la squadra in questa prima parte ha sbagliato solo una partita, fallendo completamente l'approccio alla gara con il Veruno. Per il resto, abbiamo giocato sempre alla pari con i nostri avversari, meritando a volte qualcosa in più di quanto abbiamo effettivamente raccolto: solo con il Premosello abbiamo trovato una squadra superiore alla nostra che ha meritato senza dubbio di vincere, negli altri casi non siamo mai stati messi sotto in maniera evidente. Siamo stati sfortunati all'inizio perché molti giocatori su cui noi puntavamo erano o infortunati o con problemi di lavoro che non permettevano loro di allenarsi con continuità. Abbiamo pagato anche lo scotto della categoria nuova, ma poi ci siamo ripresi. Potevamo e dovevamo fare qualcosina in più, ma se guardo chi è salito quest'anno dalla Terza, noi siamo la squadra che sinceramente ha fatto più punti". Una considerazione che fa ben sperare anche per la seconda parte della stagione, in cui il Lesa Vergante per Kola potrebbe anche diventare una sorpresa: "Le premesse per la stagione del Lesa sono buone. Il nostro è un campionato molto particolare, sia per noi che per gli altri molto dipende da diversi fattori tra cui lo stato di forma dei giocatori: se questa squadra è al completo può veramente puntare in alto, anche ad un posto playoff, se invece i giocatori cardine cominciano a mancare ecco che diventa difficile andare oltre una tranquilla salvezza, stazionando a metà classifica. Questo però è l'obiettivo minimo, perché a metà classifica dobbiamo e possiamo arrivarci tranquillamente".

L'ex tecnico del Lesa Vergante si trova nella situazione ideale per valutare l'operato della propria rosa in questa prima parte di stagione, soppesando i propri e i contro di un gruppo di giocatori su cui, al momento della presentazione estiva, si nutrivano buone aspettative: "In questa stagione siamo arrivati ad un momento in cui alcuni giocatori, per fare fronte ai tanti infortuni che abbiamo dovuto patire, hanno dovuto tirare la carretta e fare sempre di più magari senza essere nemmeno loro in piena forma. Una sorpresa è stato sicuramente Federico Tona che, seppur io l'avessi avuto anche in passato, non ricordavo così decisivo. Gli altri nuovi acquisti avrebbero potuto dare un rendimento pari a quello di Tona, ma per tanti motivi, soprattutto gli infortuni, non hanno potuto rendere come avrebbero potuto: mi viene in mente ad esempio Andrea Minniti, che ha avuto tanti problemi a livello fisico ma quando ha giocato ha fatto sempre bene, oppure Giacomo Seresin che è un altro che a livello di infortuni ha avuto una stagione molto travagliata. Ci tengo però a sottolineare che i “vecchi” hanno fatto il loro alla grande, è stato merito di chi c'era già se gli altri si sono inseriti così bene".

L'occasione è propizia per chiedere a Kola anche una visione d'insieme sul girone in cui è inserito il Lesa Vergante, a cui l'ex tecnico neroverde risponde con un'analisi approfondita per quanto riguarda le posizioni di vertice, facendo un po' più fatica ad inquadrare il discorso retrocessione. "Credo che la squadra meglio attrezzata del nostro campionato sia il Premosello, gli ossolani hanno un gran bella rosa, giocano bene e basta vedere i nomi che può presentare in campo per capire che possono fare solo bene. Il Crodo è la sorpresa in positivo del girone, deve solo rispondere alla domanda se potrà resistere fino alla fine: per me sì, ha vinto tante partite per 1-0 e questo vuole dire anche avere carattere; è vero che nel girone di ritorno può cambiare molto, ma mi sembrano attrezzati per restare in alto. Non mi aspettavo l’exploit dell’Oleggio Castello, che a livello di gioco ho visto molto bene, mentre credo possa essere competitivo anche il Comignago e queste ritengo saranno le squadre che si giocheranno i posti più importanti, anche se per la vetta vedo una lotta a due tra Crodo e Premosello: è difficile che si possa aggiungere qualcun altro a meno di clamorosi cambiamenti. Per la salvezza è un discorso più complicato: penso che il Megolo farà fatica, li ho visti in grossa difficoltà, per quanto riguarda l’altra piazza è un enigma: quasi tutte le squadre che sono lì hanno più o meno le stesse possibilità: Pro Vigezzo, Virtus Villa e anche Montecrestese che però sembra essersi tirata fuori. Il campionato però è lungo, ci sono tante partite e può succedere ancora di tutto. Sono comunque abbastanza convinto che questo discorso non debba più riguardare il Lesa Vergante, abbiamo buone chances per non essere più risucchiati nelle posizioni di coda. C'è gioco e c'è un progetto importante, per cui sono abbastanza sicuro che i ragazzi ce la faranno alla grande".

Carmine Calabrese

Seconda Categoria Girone A

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