Taranto, anche Stefàno chiede il ripescaggio - I AM CALCIO ITALIA

Taranto, anche Stefàno chiede il ripescaggio

Esultanza rossoblu - foto Castellaneta
Esultanza rossoblu - foto Castellaneta
TarantoSerie D Girone H

Sono giorni cruciali in casa Taranto. Giovedì p.v. 29 Maggio è previsto il Consiglio di Amministrazione che vedrà tra gli ordini del giorno, il rendiconto della passata stagione. Urgono circa trecentomila euro per chiudere il disavanzo, tra le competenze ed emolumenti da versare ai tesserati. Attorno al tavolo spetterà all’azionista di maggioranza Petrelli, al presidente Nardoni e alla fondazione Taras, il compito più arduo, ovvero quello di trovare la liquidità. Soltanto dopo questo passo, si potrà pensare a pianificare la stagione successiva, che dovrebbe orientarsi su due binari diversi: campionato di serie D con ambizioni di promozione diretta, o ripescaggio in Lega Pro.

E proprio in quest’ultima direzione, il duo Cerruti- Boldoni ha confermato il proprio interesse anche ad una nuova stagione nei Dilettanti, all’indomani dell’approvazione da parte del Comune di Taranto, della Cittadella dello Sport, fortemente voluta dall’Assessore allo Sport, Scasciamacchia, e requisito indispensabile per il duo di imprenditori disponibili a versare forze fresche nelle casse del sodalizio rossoblu. Ulteriore spinta a progetti ambiziosi è stata confermata dal sindaco Ippazio Stefàno, che in mattinata ha sottoscritto un telegramma inoltrato alla Lega Pro, nella quale si informa che si inoltrerà domanda di ripescaggio.

“Taranto ha il diritto di chiedere il ripescaggio – ha affermato il primo cittadino – Abbiamo un bacino di utenza di circa 500.000 persone, e come sappiamo è un requisito fondamentale, oltre ai meriti sportivi. Inoltre la società è economicamente solida e preparata ad affrontare un campionato di categoria superiore. Saremo al fianco della società calcistica, per traguardare questo obbiettivo”. Ai buoni propositi del sindaco, dovranno seguire le azioni dell’immediata riunione di metà settimana, ricordando che l’anno scorso furono necessarie numerose convocazioni prima di deliberare l’aumento di capitale e risolvere una grana che stava assumendo contorni inaspettati.

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