"Coordinamento Cuore Azzurro", la risposta a De Salvo - I AM CALCIO ITALIA

"Coordinamento Cuore Azzurro", la risposta a De Salvo

Il "Cuore Azzurro" come simbolo
Il
NovaraSerie B

Nuova puntata del confronto fra i tifosi del Novara e la proprietà del club, appartenente alla famiglia De Salvo. Il duro sfogo (potete leggerlo a questo link) del presidente del sodalizio gaudenziano ha dato il "là" ad una infinita serie di post, commenti, prese di posizione da parte di tutto l'ambiente azzurro. Va detto che già da tempo è aperta una discussione sull'operato della società all'interno della tifoseria, un po' scemata sia nei numeri che nel calore per ragioni molteplici che non sta a noi riassumere qui per l'ennesima volta. In un momento particolare per il Novara però, sia da un punto di vista tecnico che dal punto di vista ambientale, la maggior parte dei tifosi non ha gradito l'uscita a caldo del presidente che ha spaccato ancora i giudizi in "pro" e "contro". Chi prova a non dimenticare tutte le gioie e tutti gli "upgrade" fatti nel Novara ed intorno al Novara dalla società, chi invece contesta da tempo un approccio poco umano e poco a contatto col tifoso; strategie non chiare e decisioni discutibili sul piano tecnico. Una voce critica importante ci arriva dal Coordinamento Cuore Azzurro che si è preso tempo per redarre una lettera aperta indirizzata a Massimo De Salvo, che noi vi riportiamo integralmente:

"Gent.mo Sig. De Salvo,

non avendo modo di risponderLe di persona ci troviamo costretti, nostro malgrado, ad utilizzare lo stesso mezzo da Lei utilizzato per trasmetterci il Suo ultimo pensiero su di noi. Eh già, è dal gennaio 2016 che chiediamo di poterci confrontare con Lei in un dialogo vero, leale e sincero ma purtroppo ci è sempre stato negato, così come ha sempre declinato gli inviti alle nostre feste. Siamo dispiaciuti e stupiti che, a conclusione di una partita in cui e per l’ennesima volta abbiamo subito gravissimi torti arbitrali, sia entrato in sala stampa dopo mesi di lungo silenzio ponendosi come unica priorità la discussione animata che ha avuto con un singolo ed isolato tifoso, usandola peraltro come pretesto per mettere in discussione il Suo futuro a Novara. Dice di “essere stufo di polemiche e insulti continui e dopo tanti anni probabilmente sta finendo un ciclo e siamo alla fine di un percorso. Che gusto c’è a fare calcio se mi devo mangiare solo il fegato ….”. Questo è il calcio e non esiste piazza in cui non accada tutto ciò. Chi entra nel mondo del calcio sa perfettamente che dovrà farsi carico di oneri ed onori. Nessuno escluso. Dagli Agnelli ai Moratti, da Berlusconi a Lotito e così via hanno subito contestazioni che nulla avevano a che vedere con la tranquilla piazza novarese. Nessuno di loro ha però mai mollato, o se lo hanno fatto lo è stato per altri motivi molto più importanti di una contestazione. E ancora aggiunge “E’ da questa estate che si respira questo clima generale, solo negatività …… mi spiace possa finire così, io sono sempre con la testa qui dentro, ma probabilmente quel qualcosa in più non riesco a darlo”. Ci piacerebbe capire il clima di negatività che respira o che qualcuno volutamente Le vuol fare respirare. Se fosse più presente tra noi, si renderebbe conto che non è poi così tanto vero come Le raccontano. Saremo freddi, polemici, critici oltre misura ma di sicuro siamo nella media nazionale delle piazze calcistiche. Le abbiamo riconosciuto gli importanti traguardi raggiunti nel recente passato, Le siamo stati vicini nei momenti più difficili e l’abbiamo sostenuta nelle Sue battaglie. Non abbiamo fatto sommosse di piazza, ma solo qualche mugugno di pochi, quando ha ceduto quei giocatori che avevano ormai cucito addosso la nostra maglia e che ora vestono altre casacche, magari anche di nostri acerrimi rivali. E invece rincara la dose accusandoci del fatto che “alcuni giocatori non vogliono venire a Novara per l’ambiente che si trova, che venendoci da avversari non è una piazza nella quale ambiscono giocare e se hanno due o più scelte vanno da altre parti”. Va bene tutto ma, per favore, non ci metta l’anello al naso. Lei per primo ci ha insegnato che nel calcio moderno non ci dobbiamo innamorare di nessun allenatore, di nessun giocatore perché, per gli stessi, il richiamo del Dio denaro è più forte e più importante del sentirsi cucita la maglia addosso. Probabilmente l’attrazione per il Novara si rapporta al tipo di contratto che viene proposto e non di certo per un pubblico ipercritico. Quando un giocatore è retribuito secondo i suoi desiderata se ne frega delle critiche. E ancora sostiene di aver mandato giocatori al Manchester City e al Liverpool. Nessuno è a conoscenza di queste operazioni perché spesso, purtroppo, la comunicazione verso noi tifosi è difettosa se non, a volte, addirittura assente. Non pensavamo di meritarci questo Suo duro sfogo. Noi crediamo invece che se si dimostrasse un po’ più passionale e un po’ più presente alla vita della squadra ed alle nostre vicissitudini qualcosa di importante, insieme, lo potremo ancora vivere! Una bella sciarpa biancoazzurra al collo, un po’ di entusiasmo per dimostrarci che Lei è il primo vero tifoso del Novara!!! Nel nome di Novara, della nostra maglia, della nostra passione continueremo a lottare così come ci hanno insegnato i nostri padri perché i 109 anni di storia possano continuare all’infinito! 

FORSA NUARA SEMPAR!

Il Direttivo del Coordinamento Cuore Azzurro Novara Clubs".

Sappiamo che solitamente il presidente non rilascia interviste (le nostre richieste in tal senso sono state respinte in passato), ma ci mettiamo a disposizione della società e di Massimo De Salvo se vorrà aggiungere qualcosa in merito. Magari accogliendo qualche richiesta che arriva dal mondo del tifo azzurro che, al di là di qualche scaramuccia verbale, si è sempre dimostrato un pubblico civile e rispettoso. E fedele, pur nelle ristrettezze numeriche di una piazza racchiusa fra Milano e Torino.

Da tifosi del Novara, noi di IamCalcio auspichiamo che ci si ascolti fra le componenti, ci si venga incontro per un futuro il più luminoso possibile, nell'interesse di tutti.

Stefano Calabrese