L'editoriale: Bari, per l'attacco tutto fumo e niente arrosto - I AM CALCIO ITALIA

L'editoriale: Bari, per l'attacco tutto fumo e niente arrosto

Maniero
Maniero
BariSerie B

Una delle tante particolarità del calciomercato è il continuo valzer di nomi associati a determinate squadre interessate a rilevare le loro prestazioni, la maggior parte di questi si rivelano essere solo ed esclusivamente sterili voci di corridoio diffuse dalla stampa al fine di incrementare il tasso di vendita dei rispettivi quotidiani cartacei e online a disposizione dei lettori. L'astinenza dal calcio giocato inizia a pesare come un macigno, colpa di quella maledetta sosta invernale che allontana i tifosi dalla gioia e spensieratezza trasmessa da un semplice rettangolo di gioco su cui ventidue protagonisti danno l'anima per ripagare a caro prezzo la fiducia trasmessa dal tecnico in quella giornata. Dopo questo commovente preambolo paragonabile alla scena finale della celebre pellicola cinematografica 'Titanic', è di rilevante importanza focalizzare le nostre e vostre attenzioni sulla campagna di riparazione svolta dal Bari sino ad oggi, acquisti incentrati in particolar modo sul prossimo futuro del club diretto da Cosmo Giancaspro. Furlan e Montini, rispettivamente portiere e attaccante accomunati da un talento esplosivo e promettente, il primo rilevato a costo zero vista la rescissione consensuale col Lumezzane firmata nei giorni che hanno preceduto l'operazione vera e propria, il secondo individuato nelle fila del Monopoli di Diego Zanin ed attuale capocannoniere dell'intero organico biancoverde.

L'ex Roma e Pro Patria ha scatenato una vera e propria asta infuocata a cui hanno preso parte anche due big del calcio nostrano come Sassuolo e Genoa, accompagnate sullo sfondo dalle insidiose avances economiche di Parma e Lecce. Il sorpasso biancorosso si è verificato nell'incredulità generale, un fulmine a ciel sereno inaspettato e imponente in grado di archiviare una trattativa dalle tempistiche lunghe e complesse, merito dell'astuzia del ds Sean Sogliano il quale è riuscito a indirizzare la metaforica 'palla in buca' al primo colpo, coadiuvato soprattutto dall'eterna amicizia tra le due piazze interessate. Oltre ai giovani gioielli da poco ereditati, i vertici societari hanno allo stesso tempo provveduto ad apportare qualche modifica imminente nella rosa a disposizione di Stefano Colantuono: Morleo e Parigini rappresentano degli innesti che vanno a compensare alcune falle evidenziatesi nelle recenti gare disputate, a centrocampo sembrano essersi assottigliati gli insistenti rumors su un possibile approdo di Lodi nel capoluogo pugliese, l'ex Catania ha rifiutato la destinazione Ternana ed è in attesa di proposte con annessi progetti da poter sposare in toto.

Sempre nell'omonimo reparto prosegue il focus sulla condizione fisica del mediano Greco, un jolly nella zona di gioco ricoperta nonostante i variegati dubbi emersi in queste ultime ore; per il giovane Macek sembrerebbero essersi definiti gli ultimi vincoli che frenavano la trattativa, il cecoslovacco arriverà a titolo temporaneo con la formula del riscatto e controriscatto a favore della Juventus, club proprietario del cartellino. E in attacco chi arriverà?

Siamo certi dell'arrivo di un valido bomber da affiancare a Maniero o alla fine si rivelerà essere tutta aria fritta? Alzi la mano chi è in grado di rispondere a questi quesiti più ardui degli ultimi esami universitari inerenti la specializzazione in ingegneria nucleare, sì perchè volere o nolere il Bari necessita di un rinforzo in grado di centrare gli obiettivi fissati da questa squadra. Fallire nuovamente l'approdo nella massima serie comporterebbe un taglio corposo del budget economico da investire sulla prossima sessione di mercato estiva, considerate le innumerevoli difficoltà attraversate nel risanare i debiti accumulati dalla passata gestione fallimentare condita dall'ennesima presa per i fondellitutta malesiana. Con l'imprenditore molfettese la serietà professionale è tornata a regnare dopo anni di teatralità seguite da promesse mai mantenute, le basi societarie per tornare ad essere grandi ci sono tutte, spetta ora a quello stesso 'rettangolo di gioco' decretarne il futuro. 

Alessandro Chimenti