Le pagelle di Empoli-Novara - I AM CALCIO ITALIA

Le pagelle di Empoli-Novara

Rigoni, il migliore degli azzurri
Rigoni, il migliore degli azzurri
NovaraSerie B

NOVARA

- Kosicky 6: Tre gol da raccogliere nel sacco, ma senza colpe specifiche. Le conclusioni di Tavano prima e Mchedlidze poi si infilano nell'angolino, mentre sulla seconda rete toscana l'estremo azzurro si trova a tu per tu con lo scatenato Tavano che lo infila senza problemi.

- Nava 5: Sulla sua valutazione pesa come un macigno il dilettantesco errore che il Novara paga caro con la rete del 2-1. Peccato, perché nella prima mezzora si era disimpegnato benino e da lì in poi la sua partita è stata pesantemente condizionata. Uscito per gli ennesimi problemi fisici di una stagione tormentata.

- Vicari 5,5: A tratti travolti dalla coppia offensiva di casa, i giovani centrali azzurri cercano di opporre la loro freschezza riuscendo a tamponare sempre con qualche patema di troppo. Piuttosto ingenua l'ammonizione che costerà al giovane del vivaio azzurro la fondamentale gara col Varese.

- Potouridis 5,5: Il mancino greco ha secondo me del potenziale che raramente è riuscito a mostrare in questa stagione. Anche a Empoli emerge per fisicità, ma si lascia andare, come nella gara di martedì, a svarioni dovuti a cali di concentrazione o superficialità: non si può dal dischetto liberare l'area sui piedi di un avversario sulla linea dell'area di rigore. Elemento da sgrezzare, può tornare utile in futuro.

- Pesce 6: Gara generosa e di sacrificio per un giocatore polivalente e per questo prezioso, ancor di più in una squadra che, a differenza sua, denota carenze in carisma e personalità. Nelle ultime gare ci stringiamo ancor di più ad elementi come lui.

- Faragò 5,5: Partita di sacrificio per Paolo che si trova ad affrontare un Croce in costante proiezione offensiva e che non gli permette di giocare la gara sul piano a lui più congeniale; pertanto il suo contributo alla causa è buono per quanto riguarda la fase difensiva, mentre non è soddisfacente il sostegno alla manovra offensiva.

- Genevier 6: Al rientro nel contesto più difficile immaginabile: contro una squadra forte ed organizzata, in un Novara fortemente rimaneggiato e schermato da un Valdifiori che sa cosa fare con la palla ancor prima di riceverla. Tuttavia Gael corre per tutta la mediana cercando di sostenere i compagni, sia offrendo un raddoppio che una possibilità di scarico palla. Uomo in più per il finale?

- Rigoni 6: Un gol eccezionale e francamente poco altro. Peccato, perché a questo punto della stagione dei punti importanti griffati "Marco" sarebbero stati particolarmente significativi.

- Gonzalez 6: Molto movimento e qualche preziosa giocata per i compagni, tipo l'assist per il neo entrato Rubino murato dall'ottimo Bassi. Si conferma in crescita nelle ultime settimane, potrebbe essere l'uomo salvezza per il Novara.

- Manconi 5: Inizio incoraggiante, cui non fa seguito una prestazione di livello. Anticipato troppo spesso, non sviluppa bene qualche contropiede interessante in cui si fa fermare palla al piede. Forse in questo finale di stagione può incidere di più con la sua velocità ed intraprendenza a gara in corso, come il vecchio Gonzalez ai tempi di Tesser.

- Lazzari 6: Parso anche lui in crescita soprattutto da un punto di vista atletico, va vicino al gol dell'ex, ma Bassi con un riflesso di gamba gli nega il 2-2. Gli manca l'acuto di un gol o un assist per un finale di stagione da protagonista.

- Golubovic 4,5: Fa rimpiangere Nava con una quarantina di minuti impietosi per un calciatore che, ricordiamo, è un neo tesserato della Roma. Capisco l'entrare a freddo, ma Verdi gli va via con una facilità stucchevole, tipo Ribery-Tombesi, e ben più di una volta. Tragicomico il giallo preso: palla in possesso che sfugge sotto la suola ed inseguimento con relativo abbattimento dell'avversario. Scherziamo?

- Rubino 6: Entra ed è subito l'azzurro più pericoloso. Bravo a fiondarsi sull'invito di Gonzalez, meno bravo di Bassi che gli strozza in gola l'urlo per il gol.

- Katidis: s.v.

- Aglietti 6: Impossibile avere pretese quando giochi in trasferta con quella che è nettamente la seconda forza del campionato senza l'intera difesa storicamente titolare e senza il tuo bomber principe; le uniche speranze azzurre risiedevano nel fatto che l'Empoli, nella sua forza, è comunque una squadra imprevedibile e soggetta a cali di tensione che gli fanno "bucare" qua e là qualche impegno. Purtroppo, dopo il magnifico ma illusorio vantaggio di Rigoni, sono venuti fuori tutti i limiti di una difesa che già a pieno organico si è rivelata lacunosa, figuriamoci quando è a dir poco rimaneggiata. Per fortuna, in attesa della gara del Cittadella, i risultati dagli altri campi sono stati positivi, col Varese che ha inopinatamente perso in casa col Brescia, permettendo agli azzurri di archiviare addirittura in modo positivo il weekend che ci si attendeva ancor più penalizzante.

EMPOLI

- Bassi 7: Bravissimo a salvare il risultato con un riflesso di piede su conclusione di Lazzari deviata dalla sua difesa, chiude ancora la porta nel finale a Rubino prima e Gonzalez poi. Ovviamente incolpevole sulla bomba carta di Rigoni che vale lo 0-1.

- Laurini 6: Soffre l'intraprendenza di Gonzalez, dal quale però non si lascia dominare, finendo per pareggiare ai punti lo scontro col proprio dirimpettaio. Ordinato, non si scompone facilmente.

- Tonelli 6,5: Gioca con una padronanza ed un'autorità che a volte sforano in un atteggiamento fin troppo semplicistico, come se non dovesse mai incontrare problemi o avversari all'altezza. Pericoloso quando si sgancia, pronto ed efficace dietro.

- Rugani 6,5: Efficace la museruola che, con l'ausilio di Tonelli, prepara per Manconi; sfiora il gol con uno stacco che esce di poco alla sinistra di Kosicky su uno dei centomila angoli della prima fase di gara. Difensore dalla carriera garantita.

- Mario Rui 7: Tambureggiante la sua spinta sulla sinistra, fin dai primi minuti si sgancia a ripetizione arrivando spesso al tiro, uno dei quali è un diagonale molto pericoloso. Nella ripresa è un po' più concentrato nel difendere, ma a fasi alterne si lancia comunque negli spazi proponendosi come attaccante aggiunto. Inesauribile.

- Signorelli 5,5: Il meno positivo in mediana e, nel complesso, di tutta la squadra empolese, non si segnala in nessuna delle due fasi e non partecipa a nessuna delle azioni migliori dei toscani. Primo (e giusto) cambio per Sarri.

- Valdifiori 6,5: E' l'uomo che più gioca a memoria di una squadra che gioca a memoria: stesso schema, stesso allenatore e tanti giocatori invariati nel corso degli anni fanno sì che il motore del gioco sappia sempre cosa fare, avendo poi dall'altro lato compagni che ne intuiscono le giocate prima degli avversari.

- Croce 6,5: Stantuffo mobile e tecnico che insieme a Rui forma una catena che col passare dei minuti travolge l'accoppiata Faragò-Nava; ha il merito ulteriore di guadagnare diversi falli.

- Verdi 6,5: Croce e delizia, sul punteggio di 0-1 e 1-1 si divora un paio di palle gol calciando malissimo da posizione favorevole, però è autore di tanti spunti pregevoli, come quando mette dentro per Maccarone una palla da spingere in rete che Big Mac va a divorare, o come quando causa emicrania al povero Golubovic con dribbling in serie. Giocatore dal veemente cambio di passo.

- Tavano 7,5: Stavolta, a differenza di altre gare contro gli azzurri in cui quasi non si è visto, decide la gara con due perle d'autore. Il primo gol è il classico tiro a giro del calciatore coi piedi buoni dalla mattonella preferita, sul secondo sfrutta la topica di Nava, riceve e ha la freddezza di dribblare Pesce sottoporta e raddoppiare. Attaccanti come lui e Maccarone in serie B sono un fattore.

- Maccarone 5,5: Si muove bene, però, al contrario di quanto solitamente avviene contro gli azzurri, è sciupone sottoporta. Clamorosa una palla gol sprecata su invito di Verdi.

- Eramo 6,5: Rileva Signorelli e fa meglio di lui, sia tatticamente che tecnicamente.

- Mchedlidze 7: Entra e segna un gol tanto bello quanto pesante sull'esito della gara.

- Barba: s.v.

- Sarri 7: Il premio della serie A si avvicina per un gruppo che ha tante certezze e che, nonostante qualche amnesia qua e là, si sta dimostrando la squadra migliore dopo i marziani del Palermo. Uno schema consolidato, un allenatore che negli anni ha saputo consolidare e rafforzare le proprie certezze aggiungendo giocatori giovani e di valore ad un gruppo già formato. La vittoria della programmazione e della pazienza in un ambiente sereno che fa lavorare.

Stefano Calabrese