1 anno senza Alessandro Della Rocca. Un ricordo speciale del “Papi” - I AM CALCIO ITALIA

1 anno senza Alessandro Della Rocca. Un ricordo speciale del “Papi”

Il sorriso di Della Rocca.
Il sorriso di Della Rocca.
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Alessandro Della Rocca ci ha lasciato 1 anno fa, quel maledetto giorno del 14 gennaio 2015 in un mattinata come tante, così all'improvviso, in silenzio.

Ale, il mitico DS dei dilettanti e del suo magico mondo, il calcio giocato tra i campi di campagna e di periferia, un mondo mitologico fatto da molte storie. Fra queste Ale, il super Direttore Sportivo di tante squadre di calcio e amico di tutti. Un ragazzo semplice, di famiglia, che sapeva fare del bene col suo tenero sorriso da “omone” gentile e attento. Un uomo che si amava tanto per il calore che ha saputo trasmettere ai suoi ragazzi e agli appassionati che gli girano intorno.

Il “Papi”, come lo chiama da sempre il suo “figlioccio” Andrea Lucato è riuscito a formare tante belle famiglie calcistiche. Il suo amato Villa, l'Atletico Santena e il Trofarello, l'ultima sua creatura.

Non sono solo semplici squadre di calcio ma sono delle autentiche famiglie e lui era un padre. Quando vola in cielo un papà la botta è tremenda è tornare al campo, senza lui, è duro, il dolore è un colpo al cuore che fa sbandare e ti butta giù. La guida è andata via e le gambe non girano più, ogni sacrificio pare essere vano.

Ma si riparte, come hanno fatto i suoi ragazzi, che stanno primeggiando nei rispettivi campionati. Ma ciò che Ale ci ha insegnato è chiaro: bisogna vincere nella vita e farlo con quella stessa libertà e allegria che aveva lui, meritandoselo. Amare la vita, rispettarla e viverla. Il pallone è un mezzo bellissimo per poterlo fare.

Ma Alessandro Della Rocca manca tanto anche a me perché lui è stato un maestro che mi ha insegnato tanto. Il DS, era davvero speciale e andare al campo, ora che non c'è più, è diverso ma ha comunque un senso perché, in fondo, è lui che mi detta la distinta, dandomi consigli preziosi.

Il "DS", storia di un uomo semplice che amava i suoi ragazzi e donava quel pizzico di felicità che fa sempre la differenza. Ma da lassù continua a farlo e lo farà per sempre, con entusiasmo e libertà, sennò che vita sarebbe?

Riccardo Ganci