Ojeda: La "piccola famiglia" dello Spartacus.

Una vita vissuta tra Serie D, Eccellenza e Promozione, Arjel Ojeda da tre anni fa ormai parte della "piccola famiglia" dello Spartacus come lui stessa l'ha voluta definire. Una società composta soltanto da due persone, il presidente Vincenzo Naro e il suo vice Luca Calì che fanno tutto, e che insieme a mister Ojeda, come spiegato dal giocatore argentino, vogliono "Fare un po' di calcio 'pulito' con giocatori locali e senza soldi. Come si diceva una volta, tutto per la maglia".Dopo aver giocato in serie D a Trani, Sciacca, San Cataldo (due anni) e Vittoria, in Eccellenza con le maglie di Raffadali (tre anni), Sancataldese (due anni) e Nissa (un anno) e in Promozione, sempre a Raffadali (due anni) ma anche con le maglie di Canicattì e Aragona, Ojeda a 36 anni ha deciso di sposare il progetto Spartacus e di scendere in Seconda Categoria. Quindi due promozioni in tre anni e l'anno scorso la tranquilla salvezza in Prima. Quest'anno, ha spiegato Ojeda, che oltre ad allenare gioca dietro le punte, "Vogliamo fare qualcosa di più e arrivare ai playoff. Al momento siamo lì, quindi. Sappiamo che è dura ma ci proviamo". Oltre che sulla fantasia di Ariel Ojeda, lo Spartacus può contare sulla leadership difensiva di Peppe Marcenò, la regia di Totò Bertuccio, i gol di Damiano Pastorello, già dieci reti in questo avvio di stagione.Ma c'è di più. Infatti quest'anno Spartacus e Sancataldese, con l'intento di far crescere, educare e valorizzare i ragazzi locali, hanno fuso i loro settori giovanili dando vita alla "Cantera" che conta un centinaio di bambini e ragazzi dai 5 anni in su.
