Boscolo, la rinascita passa attraverso un gol - I AM CALCIO ITALIA

Boscolo, la rinascita passa attraverso un gol

Boscolo al tiro con la casacca del Briga
Boscolo al tiro con la casacca del Briga
NovaraPrima Categoria Girone A

Il gol vittoria che ha permesso all'Olimpia Sant'Agabio di ottenere i tre punti sul non semplice campo del Feriolo ha il sapore della rivincita per Alessio Boscolo, quello che solamente una rete segnata con la maglia più amata può dare ad un giocatore che esce da un tunnel durato alcuni mesi, in cui giocare a pallone non dava più la stessa gioia sempre provata in precedenza. Diciotto mesi sono passati da quando l'attaccante, colta l'occasione che gli stava offrendo il Cerano, ha lasciato l'Olimpia per cimentarsi in Promozione: positiva l'esperienza alla corte di Galeazzi anche se, in una batteria di attaccanti che comprendeva gente come Salzano e Damiano, non era semplice trovare spazio per mettersi in luce. Da dimenticare invece la parentesi Briga, durata poco più di un mese, passato il quale il giocatore ha lasciato il gruppo diretto da Fornara per riunirsi all'Olimpia Sant'Agabio ad allenarsi, in attesa di poter essere tesserato. E, alla prima partita in cui mister Scarpinato ha potuto schierarlo, ecco riannodarsi il filo dei gol interrotto dopo le 17 marcature di ormai due campionati fa: "Sono felice di essere ritornato all'Olimpia Sant'Agabio, perché qui mi sento a casa. Mi mancava segnare con questa maglia e sono contento di averlo fatto subito, perché è come chiudere un cerchio in un'annata per me poco fortunata. Riparto da qui in attesa di vedere la prossima stagione che opportunità mi saranno offerte: sicuramente andrò via dall'Olimpia Sant'Agabio solamente se arriverà una squadra di Promozione".

Un'avventura, quella di Briga, partita male già dalle prime curve, con una squadra forse assemblata in ritardo per via del ripescaggio avvenuto ad estate inoltrata e con un gruppo che ha faticato ad integrarsi: "Credo che a Briga sia stato quasi tutto a non funzionare. A mio parere la società ha pensato più al futuro che al presente, prendendo molti giocatori giovani che mai si erano cimentati nella categoria, alcuni con alle spalle solamente la juniores. Era difficile fare un buon campionato, anche se l'obiettivo prefissato dalla società era solamente quello della salvezza". Anche a livello personale la prima parte di stagione non è stata buona per Boscolo: "Quando ho saputo che ci avrebbe allenato mister Fornara, sono arrivato con l'intenzione di giocarmi tutte le mie carte e di dare tutto. Mi sono trovato però male fin da subito, perché non ho trovato l'ambiente che pensavo. Ritenevo che sarei finito in una squadra competitiva, dove avrei dovuto giocarmi il posto con altri attaccanti importanti, e invece ho trovato una squadra in cui sapevo già di partire titolare, perché avevamo una rosa di soli 15 giocatori, la maggior parte dei quali giovani senza esperienza. Sono andato via anche perché all'interno dello spogliatoio non esisteva un gruppo: alla domenica invece di incitarsi a vicenda a fare meglio ci si insultava e questo non è lo spirito a cui era abituato".

Un quadro completamente diverso da quello invece trovato a Cerano, dove la squadra, affidata a Sergio Galeazzi con l'imperativo di arrivare alla salvezza, a fine stagione è volata addirittura in Eccellenza: "Sì, a Cerano era tutto diverso anche perché la società, pur ponendo come obiettivo la salvezza, non ci ha mai fatto mancare nulla. Di conseguenza c'era nei giocatori molta voglia di fare, di dare il massimo a favore del collettivo e dei compagni, e questo ha creato un gruppo molto affiatato di cui, oltre ai giocatori, facevano parte anche il mister e i dirigenti, da cui ho sempre ricevuto incoraggiamenti e mai critiche fini a sé stesse. Al presidente Presta non posso che dire grazie per l'opportunità che mi ha offerto".

Dopo Briga, l'unico approdo possibile per ripartire era il ritorno alle origini, ad indossare quella maglia che è un po' come una seconda pelle: "Spero di riprendere il discorso interrotto due anni fa, segnando molti gol che possano regalare all'Olimpia Sant'Agabio la salvezza. Siamo una buona squadra, ma ciò che conta sono i rapporti che si vivono in quest'ambiente, con un presidente come Mirabelli che mi ha sempre trattato bene. Sono di nuovo sereno, anche perché con alcuni compagni di squadra siamo anche amici fuori dal campo e questo aiuta ad esprimersi al meglio anche la domenica".

Carmine Calabrese

Prima Categoria Girone A

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