Derby al Diavolo: il trionfo di Seedorf

Il mistero per il quale Clarence Seedorf sia già in discussione, ve lo diciamo subito, rinunciamo a cercare anche soltanto di comprenderlo. Quel che comprendiamo è che il Milan, dopo tre anni, torna a vincere un Derby.
Chi cercava la qualità, lo spettacolo, un qualcosa che potesse avvicinarsi ad un match qualsiasi di Champions League, probabilmente ha passato gli ultimi mesi a guardare panorami mozzafiato dalla luna. Qui a S. Siro, pianeta terra, i "marziani" se ne sono andati da tempo. Quindi, in una partita dai ritmi così lenti da ricordare il calcio degli anni '80 (come ha giustamente fatto notare il telecronista Sky Fabio Caressa), la testata vincente di De Jong è puro oro che cola. Il centrocampista olandese è stato, per distacco, il migliore in campo, rientrando in tutte le azioni chiave della partita, come il fantastico recupero in piena area di rigore nel primo tempo, con conseguente lancio di cinquanta-sessanta metri a cercare (e trovare perfettamente) Kakà, che non fa venir giù lo stadio a causa della traversa. Lui, che marziano era, deve arrendersi alla gravità del nostro pianeta.
Cosa intendiamo con "il trionfo di Seedorf"? Beh, trovatelo voi un allenatore che al primo Derby in carriera si presenta in campo con un modulo completamente cambiato rispetto a quanto mostrato fino ad ora. Un 4-4-2 a rombo che ha sconvolto i piani di Mazzarri. L'Inter esce sconfitta da questo Derby sotto tutti i punti di vista: senza grinta, senza carattere, senza gioco. Eppure la società nerazzurra continua a confermare il suo allenatore. A Milanello, non va esattamente così. Ma, come detto, non ne riusciamo a comprendere il motivo.
Fonte foto: acmilan.com
