Reggina k.o.: quasi certamente sarà Lega Pro

Una sfortunata autorete di uno dei migliori in campo fino a quel momento, Pawel Bochniewicz, regala al Cittadella il terzo successo della sua storia al Granillo, confermando gli uomini di Foscarini quali autentica bestia nera degli amaranto. Finale convulso: espulsi Bochniewicz e Pellizzer, Gerardi fallisce il rigore del pari. L’ultimo, disperato, lembo di spiaggia cui aggrapparsi. La Reggina, che naviga in acque tempestose, non potrebbe vedere diversamente il randez vous con il Cittadella al Granillo. Nella passata stagione, una saetta di Campagnacci piegò i veneti spianando la strada verso la salvezza, oggi la Reggina cerca nuovi eroi per un’impresa divenuta complicatissima. Gagliardi e Zanin confermano Contessa e Di Lorenzo sugli esterni di difesa, Bochniewicz rileva Ipsa al fianco di Lucioni, centrocampo a rombo con Dall’Oglio e Sbaffo ai due vertici, Barillà e Pambou ai lati. Prima in coppia da titolari in questa gestione tecnica per Di Michele e Gerardi: è proprio il centravanti friulano, dopo una manciata di minuti, a spedire il pallone sulla traversa con un colpo di testa di prepotenza fisica su assist di Contessa. La Reggina c’è, e replica immediatamente con un contropiede che ha ancora nel numero 9 il terminale offensivo: destro da ottima posizione, fiacco. Gli amaranto giocano un buon calcio: Dall’Oglio conclude alto, Di Michele, solo davanti all’estremo ospite, spara su Di Gennaro dal cuore dell’area piccola granata. I primi 25’ sono un monologo amaranto, senza acuto. Foscarini alza la posizione di Rigoni su Dall’Oglio, la pressione scema e la Reggina, pur sfiorando ancora il vantaggio con un sinistro al volo di Pambou che legittima ulteriormente la supremazia in campo, conclude la frazione in leggero affanno e con il punteggio in parità. Bisogna attendere che le squadre rientrino dagli spogliatoi perché il Cittadella si faccia vivo con concreta pericolosità: azione avvolgente che libera Coly, sinistro del terzino veneto e palla che sibila qualche centimetro oltre l’incrocio dei pali amaranto. Gli ospiti rientrano in campo con piglio diverso, un paio di giri d’orologio e un affondo di Alborno produce un cross che taglia la difesa amaranto: Coralli in tuffo manca l’impatto con la sfera, questione di millimetri questa volta. La partita esplode improvvisamente: contropiede amaranto, diagonale di Di Michele che fa gridare al gol, l’urlo si strozza in gola quando il pallone termina la sua corsa sul fondo. Dumitru scalza Barillà, la Reggina passa al 4-2-4, Foscarini risponde inserendo una punta pesante, Djuric, al centro dell’attacco e Lora a dar qualità al posto di Surraco. I cambi non movimentano una partita che sembra sedimentarsi nell’equilibrio. La svolta arriva su calcio piazzato. Bochniewicz prova a contenere lo strapotere fisico di Djuric ma impatta la sfera che vaga nel cuore dell’area spedendola alle spalle di Pigliacelli. Veneti avanti, buio al Granillo. Arriva il turno di Fischnaller, la Reggina passa ad un 3-4-3 tanto disperato quanto offensivo: non produrrà effetti. Al 90' Bochniewicz raccoglie il secondo giallo e l'espulsione. Non è finita: contatto a palla lontana nell'area veneta, espulso Pellizzer e rigore per gli amaranto. Di Gennaro neutralizza la conclusione di Gerardi dagli 11 metri. La Reggina, cade ancora, a sei giornate dal termine rialzarsi sarà durissima.
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(Fonte: reggina.com)
