Impossibile continuare di questo passo

Siamo arrivati a novembre con un interrogativo: sarebbe finito prima il nostro rendimento da serie A in casa, oppure saremmo riusciti a togliere lo zero dai punti conquistati fuori casa? Purtroppo la sconfitta con la Spal ha sancito la prima ipotesi proprio prima di un match esterno per quanto visto finora praticamente impossibile al "Bentegodi" contro il Verona. Mi aspettavo che la società si facesse sentire nel post partita o al massimo nella giornata di ieri, ma tutto tace a Novarello e si continua con Boscaglia nonostante l'ennesima contestazione della tifoseria (sia della curva che del rettilineo) che ha esposto al tecnico siciliano una somma di cartellini rossi inequivocabili.
Il match di sabato viste le tante defezioni si annunciava brutto e lo è stato. La Spal non ha fatto tantissimo per vincere, ma noi abbiamo fatto meno di loro con una coppia di attaccanti che farebbe fatica in una formazione media di Lega Pro. Tolta la difesa, non è azzardato dire che la formazione base del Novara con un 4-2-3-1 si schiera con Viola e Casarini a centrocampo, Faragò, Sansone e Corazza dietro a Galabinov oppure in un 4-3-1-2 con Adorjan dietro le due punte. Di questi titolari mancavano tutti ad eccezione di Faragò che, avendo il compito di cantare e portare la croce, ha finito per andare in confusione e non è stato brillante come in altre occasioni. Scusanti ce ne sono come in tante altre partite, confermo che non approvo la contestazione durante i 90 minuti, ma il clima di disinteresse che si è creato attorno alla squadra necessitava un intervento forte a caldo. Vuoi tenere Boscaglia? Bene, difendilo a spada tratta e fai perdere la voglia ai tifosi di contestarlo. Via Boscaglia? Se sì, meglio subito, forse si è già aspettato troppo, perché, per chi non se ne fosse accorto, il calendario del Novara prende una brutta piega a partire dalla sfida di Verona. Da qui a Natale incontreremo le tre retrocesse dalla serie A, andremo a Perugia, Brescia e Chiavari e sfideremo Vicenza e Cesena che hanno cambiato da poco allenatore. Non ci saranno sfide casalinghe contro Avellino ed Ascoli o trasferte abbordabili a Terni e Vercelli come nel recente passato. Accetto l'obiezione che lo scorso anno nel momento più difficile è iniziata la nostra rincorsa, ma la situazione generale era diversa, i tifosi non erano così schierati contro mister e società e avevamo in rosa uomini veri che abbiamo perso per un motivo o per l'altro. C'è la possibilità che domenica sia l'ultima spiaggia per il mister e ci sia già pronto il sostituto, ma il silenzio di Teti e De Salvo mi lascia sorpreso e deluso. E' successo di attraversare dei momenti difficili durante la presidenza De Salvo, ma non è mai successo che ci fosse questo distacco tra tifoseria, squadra e società, un’indifferenza che non lascia presagire a niente di buono.
Einstein diceva che nel mezzo delle difficoltà nascono le opportunità. Domani sera 100 cuori azzurri hanno la possibilità di ricompattarsi e testimoniare ancora una volta il loro amore incondizionato per il Novara: è giusto avere le proprie idee e le proprie posizioni, ma questo confronto può farci crescere e non allontanarci. Io voglio crederci.
Avanti Novara!!!
