Calcioscommesse, Gillet è assolto! "Il mio rapporto con Bari..."

Jean Francoise Gillet, dopo l'assoluzione dalla condanna di frode sportiva nell'inchiesta relativa al calcioscommesse, è tornato a parlare rilasciando un'intervista a La Republica. "Io ho avuto sempre la coscienza a posto. Non c'è stato giorno, in dieci anni al Bari, che non abbia agito nell'interesse della squadra e della società. Eppure quando sono tornato da ex al San Nicola, con la maglia del Catania, sono stato trattato da delinquente. Me ne hanno dette di tutti colori. È stato il giorno più brutto della mia carriera da calciatore"
Sulle accuse di combine nelle gare contro Salernitana e Treviso: "Non scherziamo: a Salerno, in una delle due gare incriminate, non ho neppure giocato. E contro il Treviso, nell'altra partita finita sotto i riflettori, le cronache raccontarono di una mia prestazione di buon livello.Nessuno ha riflettuto sul fatto che i personaggi al centro del calcio scommesse, da quanto risulta agli atti, temessero la mia presenza nello spogliatoio definendomi "il Presidente", cioè uno rappresentativo del Bari e della società".
I tifosi hanno condannato il loro idolo per non aver capito fin da subito la situazione di alcuni compagni di squadra: "La gente pensa che uno viva 24 ore su 24 con i compagni di squadra. In realtà si condividono insieme tre ore al giorno. Durante il resto della giornata, chi può mai sapere cosa fa chi gioca e si allena con te?."
Ritornera' mai a Bari: "Bella domanda. Questo è una sorta di rompicapo. Tra un anno e mezzo dovrei appendere al chiodo i guantoni da portiere. Io vorrei tornare, io vorrei che i miei figli frequentino la scuola a Bari. Ma è accaduto qualcosa di irreparabile. Non è più la stessa cosa, insomma come accade quando c'è un corto circuito durante una meravigliosa storia d'amore".
