Pippo Viscido ed un calcio sempre più malato - I AM CALCIO ITALIA

Pippo Viscido ed un calcio sempre più malato

AvellinoSerie B

L'avevamo lasciato due anni fa a lottare come un gladiatore in mezzo al campo e a sudarsi quella maglia biancoverde che ormai sentiva sua. In due anni di permanenza si era meritato il rispetto e l'ammirazione della dirigenza, dei compagni di squadra e di tutto l'ambiente irpino. L'Avellino ha poi preso altre strade: prima la legapro prima divisione e poi l'avvento in cadetteria, ma chi ha assistito alla rinascita irpina sin dal principio difficilmente dimenticherà il ragazzino di Battipaglia. Ma state pure tranquilli, nemmeno lui, Pippo Viscido, ci ha dimenticati :

" Avellino è stata l'esperienza più bella della mia vita, li è dove tocchi il cielo con un dito, dove il calcio non è solo un momento di chiacchiera ma è vissuto. Ogni calciatore sogna di giocare ad Avellino e chi c'è stato sogna di tornarci"

Classe 89', mediano tutta corsa e grinta, muove i primi passi nella Cavese, per poi passare in prestito al Pomigliano in serie D. Messosi in luce, colleziona una ventina di presenze nella nazionale under 20 di lega pro. Arriva all'Avellino nell'estate del 2010 e ci rimane per due anni . Approda quindi al Campobasso in seconda divisione , prima di trascorrere la stagione appena terminata in D tra Potenza e Savoia . Ma quest'anno le cose non stanno andando per il verso giusto; Pippo Viscido è ancora senza squadra e si apre ad un'amara riflessione:

"Una volta si giocava per merito e per quello che si era costruito di buono nel passato , ma purtroppo ora non è più così. Io a 24 anni vengo considerato ormai vecchio per via di tutte queste riforme sui giovani che stanno rovinando il calcio italiano. Dove abbia giocato e cosa abbia fatto non interessa a nessuno perchè a parlare è l'età. Dopo aver conquistato tutto quanto ho ottenuto facendo leva solo sulle mie forze e senza l'aiuto di nessuno, mi sento totalmente messo da parte da tutti . La verità è che non faccio parte di un sistema , di un giro che mi permetterebbe di stare sempre in mezzo. Ormai funziona così e chi , come me,  ha sempre pensato ad essere professionista e a meritare sul campo viene messo da parte. Vedere infranti tutti i mie sogni e resi vani tutti i sacrifici dell'infanzia , le tante rinunce fatte,  mi fa' male . Mi auguro solo che esista una cura a questa malattia che ha infettato il calcio , almeno per dare un senso agli sforzi di tante persone che inseguono un sogno"

Lascio Pippo con l'augurio di trovare presto una squadra, il mondo del calco ha bisogno di persone come lui.

Valentino Nigro