Omegna 2.0: parola d'ordine, cuore e orgoglio

C'è stata una decisa sterzata di carattere pratico, nel modo di fare calcio in riva al Lago d'Orta, con l'Omegna che ha scelto in modo evidente di cambiare filosofia e di strizzare l'occhio a ciò che offre il territorio, dando spazio ai tanti ragazzi nati e cresciuti nell'orbita della società rossonera ma che per trovare spazio aveva dovuto emigrare altrove, autoimponendosi una diaspora a cui la società cusiana ha deciso di dare un marcato taglio. "La gente dell'Omegna - dice il presidente Sebastiano Pizzi -, a cominciare dall'amministrazione cittadina, ci ha quasi imposto di prendere questa decisione, lamentandosi che all'interno della squadra rossonera erano troppo pochi i ragazzi che gravitano intorno alla città e chiedendoci di aumentare questo numero in maniera marcata. Noi abbiamo raccolto la sfida, mantenendo la promessa di costruire un'Omegna infarcita di giovani del posto e dei paesi limitrofi. E' stata una virata su cui la società punta molto, perché contiamo sul fatto che questi ragazzi daranno il 110% per fare onore alla maglia con cui sono cresciuti: speriamo che questo serva anche a riportare la gente a ripopolare le tribune del "Liberazione" come non è stato nel recente passato".
Anche la scelta della guida tecnica, affidata a Fabrizio Gherardini, segue la stessa linea che è ancora il presidente del sodalizio cusiano ad illustrare: "Un progetto costituito in questi termini non poteva prescindere da un allenatore come Gherardini che conosce in profondità tutto il mondo dell'Omegna per essere sempre vissuto con questi colori addosso, tanto da farli diventare per lui una seconda pelle. La maggior parte dei giocatori, che hanno preso il largo nel mondo sportivo partendo dalle squadre giovanili dell'Omegna, sono passati sotto le sue mani che negli anni ha modellato tanti ragazzi che hanno avuto la fortuna di giocare con la casacca rossonera. Anni fa, quando la squadra era in Prima Categoria, Gherardini ne era l'allenatore: si è voluto chiudere un cerchio per ripartire, riportandolo sulla panchina della squadra in Promozione. Non è stata però un'operazione indolore, perché alla fine dello scorso campionato, quando si doveva decidere come ricominciare dopo un'amara retrocessione, erano due le correnti di pensiero a fronteggiarsi: è prevalsa la linea di fare un passo indietro, rinunciando a chiedere un ripescaggio che siamo certi sarebbe stato accolto per non ripetere le ultime scorse stagioni, quando ci si è arrabattati per tenere una squadra in una categoria che al momento non è più la nostra. Il nuovo corso è ben rappresentato da un ragazzo come Erbetta che ha scelto i colori della sua città di origine dopo una stagione coi fiocchi altrove e in cui noi crediamo fermamente: l'obiettivo è quello di un campionato dignitoso, senza porre limiti che all'inizio della stagione non servono. Accetteremo il verdetto che emetterà il campo come già abbiamo fatto nella scorsa stagione, quando è stato duro da digerire".
Non si fermano alla squadra le tante novità messe in campo dalla dirigenza cusiana, i cui vicepresidenti saranno Stefano Corsico (anche responsabile del settore giovanile) e Daniele Merio, anche se un'ultima analisi sulle responsabilità della retrocessione patita nello scorso campionato non può essere dimenticata: "Quando una squadra fallisce il proprio obiettivo, il primo responsabile è sempre il presidente - asserisce con onestà Pizzi - e così è stato anche per noi. Ero un neofita l'anno scorso e se qualcosa non ha funzionato è stata proprio la mia figura che non è stata capace di guidare la società come avrebbe dovuto. Da oggi, con la ripartenza della preparazione per la nuova stagione, si cambia però pagina e lo facciamo simbolicamente dando anche un nuovo aspetto a quello che è il nostro stadio, con i lavori al bar che sono ormai completati e quelli della tribuna che non sono stati dimenticati ma sono già in cantiere. Questo grazie anche al protocollo d'intesa trovato con il comune che ci permetterà di usufruire di 30.000 euro all'anno per quattro anni: sarà la linfa che ci permetterà di ricostruire senza però dimenticare quanto di buono fatto in passato, con il campo in sintetico che è il fiore all'occhiello delle ultime stagioni". La chiusura è dedicata a quanto successo tra giugno e luglio, quando si è vissuto un vero e proprio scisma tra chi è rimasto a guidare la società rossonera e chi, con idee diverse, ha scelto di prendere un'altra strada: "Tutto quello che è successo, è stato fatto per il bene dell'Omegna. Si è parlato tanto di quel che è successo alla fine dello scorso campionato, ma in realtà non è stato niente di speciale, se non che due idee diverse si sono confrontate per decidere quale fosse la linea da seguire. Non c'è stata una vera divisione: chi ora non è qui con noi sono certo che sta prendendo fiato dopo tanti anni passati a lavorare per l'Omegna e sono altrettanto certo che quando si ricomincerà per davvero saremo tutti uniti per fare bene nella prossima stagione". Una stagione che, come ricorda il vicepresidente Corsico, deve necessariamente ripartire dall'accordo con le tante realtà giovanile che popolano il panorama del calcio cusiano: "E' un concetto su cui l'amministrazione della città punta molto: l'Omegna dovrà ritornare ad essere lo sbocco per i tanti ragazzi che gravitano non solo nel nostro settore giovanile, ma anche in quello delle società che sono storicamente vicine alla squadra. Per questo andrà avanti il progetto annuale messo il piedi con la Ramatese a cui da questa stagione aggiungeremo anche la collaborazione stretta con le giovanili del Cireggio. Manca un ultimo step, quello con il Bagnella che speriamo di concludere, se non in questa stagione, già dalla prossima".
E' pronto ad affrontare la nuova stagione anche mister Gherardini che punta forte su questo gruppo per provare a dare una svolta alle ultime stagioni di sofferenza vissute al "Liberazione": "La sfida è proprio quella di cercare di far dimenticare il fretta a tutto l'ambiente la retrocessione dell'anno scorso e di disputare un buon campionato. Siamo convinti di aver allestito una buona squadra, ma solamente il campo ci potrà dare la dimensione di ciò che potremo fare. E' vero che conosco tutti i giocatori per averli avuti da giovani, addirittura con Puzzello ho anche giocato insieme quando lui era solo un ragazzino: stiamo già lavorando su un modulo ben prestabilito che prevede quattro difensori e tre centrocampisti; se poi sarà 4-3-3 o 4-3-1-2 lo vedremo cammin facendo. Dovremo valutare i giovani e anche capire chi sarà più in palla, ma questo sarà uno step successivo: oggi ci concentriamo sulla partenza che prevederà di lavorare in doppia seduta per i primi giorni fino alla prima amichevole che sarà domenica 14 con la Juventus Domo. Poi ancora una settimana di lavoro concentrato che porterà alla sfida del 20 con l'Agrano prima di tornare a lavorare solo alla sera. Tra l'altro per il 24 agosto ci sarà l'abituale sfida con il Novara, mentre il 27 giocheremo il derby amichevole con il Vallestrona".
La rosa dell'Omegna
Portieri: Luca Borella, Ivan Brusa, Riccardo Tripodi.
Difensori: Matteo Accomazzo, Manuele Baldo, Filippo Barbieri, Josè Gioiosa, Mattia Iob, Simone Zanni.
Centrocampisti: Ivan Battaini, Andrea Cabrini, Simone Coppi, Simone Corsico, Andrea Erbetta, Fabio Gherardini, Filippo Giovanna, Simone Longoni, Gian Maria Racis, Alessandro Perini, Domenico Puzzello.
Attaccanti: Nicolò Cordone, Federico Picozzi, Diego Scavazza.
