Castellettese, alla ricerca di dar forma al sogno - I AM CALCIO ITALIA

Castellettese, alla ricerca di dar forma al sogno

Il nuovo corso ticinese
Il nuovo corso ticinese
NovaraPromozione Girone A

Contro ogni aspettativa, a Castelletto Ticino per il ritorno in Promozione si è scelta la strada della rivoluzione e rivoluzione vera è stata. Non una di quelle classiche scappatoie in cui si cerca di cambiare qualcosa per non cambiare in fondo niente, ma una vera sterzata che porta i ticinesi su tutt'altri binari rispetto a quelli che solitamente calca una neopromossa. Del vecchio gruppo, con qualche turbolenza di troppo nell'estate che sta andando a chiudersi, sono rimasti solamente cinque elementi (ad esclusione degli juniores aggregati alla prima squadra): Vezzani, Visentin, Lekstakaj, Miglioranza e Sanna. Tutto nuovo il resto della rosa affidata a Massimo Rovellini, allenatore di provata esperienza che ha scelto la Castellettese anche per una sfida personale, sospinto dalle pressanti avances di Pietro Francese, anche lui volto nuovo della società ticinese in cui ricoprirà la carica di direttore generale.

La continuità è rappresentata dal presidente, Giuseppe Gentile, che anche nel giorno della presentazione vuole spegnere sul nascere qualsiasi accenno di polemica relegando nel passato quanto successo dopo il campionato vinto a maggio che per la Castellettese ha segnato il ritorno in Promozione: "Sono soddisfatto di quasi tutto ciò che è successo nella stagione passata, fino alla fine di maggio siamo stati praticamente perfetti dentro e fuori dal campo. Poi è successo quel che è successo e devo dire che son rimasto un po' deluso, ma io sono una persona che tende a valutare sempre maggiormente gli aspetti positivi rispetto a quelli negativi, per cui ho chiuso quelle questioni in cantina e non voglio più tornarci sopra. Per quanto riguarda la nuova stagione, gli arrivi del direttore Francese e dell'amico Bosetti mi hanno dato una carica ancora maggiore nell'andare avanti. Non nascondo che quello che stiamo costruendo non sia una cosa semplice, ma sono contento di quanto abbiamo messo finora sul tappeto. La squadra è quasi completamente nuova, abbiamo fatto una rivoluzione forse esagerata, ma mi auguro che si riesca quanto prima a costruire un gruppo che riesca a tirare fuori il meglio da ognuno dei ragazzi che quest'anno giocheranno con la Castellettese; è stata costruita una formazione forte, che può mettere in campo giocatori veramente importanti e credo che se non centrassimo uno dei primi cinque posti dovremmo ritenerci delusi. Non diremo mai però che l'obiettivo è quello di vincere il campionato, anche se tanti da fuori ci aspettano con il fucile puntato, come non l'abbiamo mai detto l'anno scorso. L'impegno della squadra sarà sempre quello di scendere in campo per fare il meglio possibile e se vinceremo anche le partite sarà tanto di guadagnato". Interrogato su un amarcord che porta la Castellettese indietro di anni, quando i ticinesi calcavano con frequenza i campi di Eccellenza e serie D, Gentile resta scettico sulla possibilità di far tornare la società a quei fasti: "Sinceramente se devo dare una risposta secca, direi di no. In questo momento, è inutile che ci nascondiamo, possiamo fare bene la Promozione. Se poi in futuro si potrà fare qualcosa di più, lo vedremo col tempo".

Ha una grande forza il direttore generale Pietro Francese, che fa gli onori di casa parlando al gruppo dei giocatori riuniti e alla presenza anche del sindaco Matteo Besozzi, che ricorda ai giocatori vecchi e nuovi che "l'importante è sì partecipare, ma a Castelletto Ticino si è abituati anche a vincere". La frase con cui Francese apre il suo intervento è tutto un programma e dovrà essere impresso a fuoco nella mente dei giocatori: "Dico a tutti, vecchi e nuovi, che qui alla Castellettese non si viene per divertirsi, ma per vincere". Anche sulla rosa il direttore lascia aperte le porte a qualche altra possibile novità: "Abbiamo ancora qualche idea in mente, non consideriamo chiuso il nostro mercato. La partenza non sarà delle più semplice, perché la squadra è completamente nuova e il mister dovrà lavorare tanto, ma abbiamo per le mani una squadra importante e non bisogna nascondersi, perché giocatori come Magnoni e Casiraghi in Promozione sono un lusso che pochi possono permettersi. Parlerà il campo, ma noi abbiamo messo buona volontà per costruire una squadra quanto più competitiva possibile". La scelta di mister Rovellini fa parte di un disegno che Francese ha bene in mente: "Conosco bene il tecnico per averlo avuto anche a Sesto Calende e so che è bravissimo nel creare armonia all'interno di una squadra e di uno spogliatoio tutto nuovo; è anche un bravissimo allenatore che sa lavorare bene sul campo, sappiamo di avergli dato una squadra che possa ambire anche al vertice della classifica e crediamo che per la Castellettese questa sarà un'annata importante, sperando che vada tutto per il verso giusto. In tutta onestà conosco veramente poco la Promozione piemontese, avendo sempre lavorato in Lombardia e in categoria più alte: questo per me è il primo anno di Promozione, mi sono rimesso anche io in gioco. Ho sentito però le voci: si parla con insistenza dell'Accademia Borgomanero, del Piedimulera, della Romentinese come squadre ben attrezzate . Conterà tanto la mentalità vincente che ti dà quel qualcosa in più per raggiungere gli obiettivi".

Chiude il trittico mister Massimo Rovellini che non ha certo paura di prendere in mano una fuoriserie, anche se chiede tempo per amalgamare al meglio un gruppo che parte con molte novità al suo interno: "Non è mai facile guidare una squadra costruita quasi completamente da zero, ci sarà bisogno di conoscerci tutti assieme, ma non posso che essere contento di approdare in una società storica come la Castellettese che ha nel suo curriculum anche categorie di un certo spessore. In questo momento, a bocce ancora ferme, tutti pensano di aver lavorato bene, ma sarà poi il campo a dire se si è stati bravi oppure no: noi siamo una neopromossa, quasi completamente rifatta, ma partiamo con grande fiducia. Abbiamo giocatori di esperienza che sanno come giocare questo tipo di campionati, per cui l'obiettivo è quello di stare nel gruppetto delle squadre migliori in cui sicuramente non mancheranno Accademia Borgomanero, che ha preso degli ottimi giocatori, e l'Oleggio di cui conosco bene mister Dossena che è sicuramente un ottimo tecnico. Sarà difficile con tutti e per tutti, la Castellettese dovrà trovare al più presto una sua identità di squadra per poi giocarsela a viso aperto con le proprie avversarie". Interrogato sulle possibili differenze che esistono tra il calcio piemontese e quello lombardo, di cui Rovellini ha saggiato più spesso le panchine, il tecnico traccia una linea di confine non così netta come ci si sarebbe potuto aspettare: "Anche da giocatore ho conosciuto il calcio in Piemonte, avendo indossato le maglie di squadre come Borgomanero e Borgosesia, e so che quello che si gioca qui è un campionato duro e combattuto, molto fisico, dove forse si punta un po' meno sulla tecnica. Ho avuto modo tuttavia di informarmi su quasi tutte le squadre che disputeranno il nostro girone e credo che ci siano società importanti, non ultima l'Arona dove ho anche avuto il piacere di giocare. Avremo bisogno di un po' di tempo, questo è inevitabile, ma poi dovremo far vedere di essere bravi anche noi. La squadra è stata completata numericamente, ma mi riservo durante la preparazione di conoscere bene il gruppo e di capire se ci manca ancora qualcosa. La società da questo punto di vista si è dimostrata disponibile nel valutare insieme a me la squadra: se mancherà qualcosa verrà fatta ma la base sicuramente è stata posta".

La rosa della Castellettese

Andrea Boatto, Giovanni Butticè, Giancarlo Casiraghi, Marco Colombo, Matteo Corbani, Alessandro Cova, Davide Golfetto, Arjel Lara, Anduel Lekstakaj, Jacopo Loew, Jonas Lombardo, Miguel Magnoni, Braiaw Markolay, Manuel Miglioranza, Daniele Enrico Palmieri, Marco Pedotti, Lorenzo Sanna, Daniel Shaqja, Andrea Squizzato, Nicolò Tugulu, Federico Vezzani, Stefano Visentin, Oscar Zaniboni.

Carmine Calabrese