Novara e Gonzalez, è addio: vantaggi, rischi e riflessioni - I AM CALCIO ITALIA

Novara e Gonzalez, è addio: vantaggi, rischi e riflessioni

Gonzalez, 71 reti con gli azzurri
Gonzalez, 71 reti con gli azzurri
NovaraSerie B

Alla fine Pablo se n'è andato. Dopo questo pezzo non ci occuperemo più della vicenda, in quanto le nostre attenzioni sono rivolte al Novara e Gonzalez purtroppo non è più un calciatore azzurro.

Ma veramente l'argentino ci ha guadagnato, come diversi tifosi in queste ore stanno sostenendo nei bar e sui social? Al di là dell'aspetto tecnico, già di per sé avvilente per un giocatore che nel suo ruolo ha pochi rivali nel torneo cadetto e che si ritrova relegato in Lega Pro pur in una società ambiziosa e di tradizione come l'Alessandria, bisogna guardare con attenzione all'aspetto monetario, al quale tanti calciatori sono fin troppo sensibili. E' questo il caso di Gonzalez? Fermiamoci un attimo e leggiamo le cifre. 

Fosse andato in svincolo dopo aver incassato il milione spettatogli in questa stagione (cifra abnorme dovuta allo slittamento di parti di ingaggio delle altre annate, la cosiddetta spalmatura), Pablo avrebbe incassato ben più di 200.000 a stagione per tre anni, dato che ha ricevuto un quadriennale a 350.000 euro dall'Alessandria ed il Bari ha presentato un'offerta simile o uguale, con Pablo ha preferito restare non lontano da Novara dove ha intenzione di vivere dopo aver appeso le scarpe al chiodo. Senza contare che i giocatori in svincolo per i direttori sportivi sono come la bistecca con l'osso per i carnivori, si sarebbe scatenata una mini asta per garantirgli un triennale 2017-2020 che avrebbe portato l'ingaggio a non meno di 350 mila euro stagionali.

Facendo un rapido e approssimativo conto, 1000+350+350+350 = 2 milioni e 50 mila euro contro gli ipotetici 1 milione e 700.000 contando la buonuscita azzurra (stimata sui 300.000 euro, dato che le cifre non sono ufficiali) che incasserà da qui al 2020 (beato lui).

Alla fine escono tutti in piedi dalla storia: il Novara rientra nei suoi parametri e si toglie una spada di Damocle pendente sul capo, mentre l'attaccante sudamericano, pur ottenendo potenzialmente meno di quanto poteva ricavare dagli ultimi anni di carriera, mantiene un ingaggio più che buono non allontanandosi troppo dalla "sua" città e, pur amareggiato, riesce a venire incontro alla società Novara e di conseguenza ai suoi tifosi, non abbandonando l'azzurro da traditore e/o mercenario, ma da "amante a distanza".

Tutto è bene quel che finisce bene? Forse. Mi auguro che il reparto d'attacco alla fine del mercato sia competitivo e completo e che parta col piede giusto nella stagione. Me lo auguro in quanto tifoso che desidera il massimo per il proprio club e me lo auguro anche per la società che, in caso di difficoltà a carburare della squadra e soprattutto del reparto offensivo, sarebbe facilmente impallinabile dagli scontenti.

Stefano Calabrese