Il Divignano si prepara ad una stagione storica - I AM CALCIO ITALIA

Il Divignano si prepara ad una stagione storica

Urrico, a destra, con Frasson e Olenio
Urrico, a destra, con Frasson e Olenio
NovaraSeconda Categoria

E' una situazione mai vissuta quella che si sta trovando ad affrontare in queste settimane la dirigenza del Divignano. La situazione di chi si trova sul margine della storia e sta preparando quella che in paese è un'avventura mai vissuta. Perché è proprio questa la Seconda Categoria per il Divignano, una sorta di prima assoluta che i gialloblù si apprestano a giocare da neofiti. Non cambia poi molto il gruppo storico che si giocherà le proprie carte nel nuovo campionato, a cominciare dall'allenatore che continuerà ad essere quel Luca Urrico che è già stato capace di portare la squadra al proprio massimo storico al secondo tentativo assoluto, forte di un gruppo che continua a formare lo zoccolo duro che è partito addirittura dagli amatori. Anche il gruppo dei dirigenti è rimasto lo stesso, mentre tra i giocatori si registra qualche significativa novità, anche se la gran parte della rosa della scorsa stagione è comunque confermata. Per parlarne, abbiamo incontriato all'Edelstube di Pombia proprio mister Urrico, assieme al vicepresidente Luca Frasson e al dirigente Andrea Olenio, che ci permettono di entrare in modo ancor più pieno nel mondo Divignano.

- Al secondo tentativo siete riusciti ad ottenere la vittoria nel campionato di Terza Categoria: quali margini di crescita ci possono essere ancora per questa società?

"Io credo che ci possano essere dei margini veramente importanti - risponde il vicepresidente Frasson -, ma che questi ovviamente dipendano da tanti fattori, tra cui la forza economica che ha un posto non marginale. Non vogliamo però rimanere una compagine di Terza Categoria: siamo finalmente riusciti a conquistare questa promozione che per Divignano è un fatto storico e faremo di tutto per guadagnare quello che è il nostro obiettivo stagionale, la salvezza".

- Negli ultimi tempi ci sono state voci insistenti che parlavano di un Divignano che potesse trasferirsi in pianta stabile sul campo di Pombia o su quello di Varallo Pombia, rischiando così di far perdere l'identità di un successo che è invece tutto vostro. Cosa c'è stato di vero in tutte queste voci?

"In realtà non c'è stato nulla di vero - continua Frasson - anche se con il presidente Maritan, che è un nostro amico, se n'è parlato. Anche nella scorsa stagione abbiamo a volte sfruttato il campo di Pombia soprattutto per le gare in notturna, ma il nostro intento è quello di mantenere la squadra a Divignano: siamo molto seguiti in paese con una media di 50-60 persone che per la Terza Categoria sono tante e non abbiamo alcuna intenzione di perdere il nostro nome che dà lustro all'intero paese".

- Il Divignano si affaccia per la prima volta alla Seconda Categoria mantenendo però un impianto di squadra ben definito che, in una Seconda che ormai non si differenzia tanto per valori assoluti dalla Terza, potrebbe essere in partenza un punto in più da giocarsi assieme all'entusiasmo della novità. L'obiettivo resterà la salvezza anche in caso di partenza positiva o, strada facendo, l'asticella potrebbe essere alzata?

"Sono sincero - dice mister Urrico -, secondo me la base dev'essere per forza la salvezza, anche perché è la nostra prima esperienza. E' normale che, come dicono tutti, una volta arrivati alla salvezza, se si potrà guardare al di là, sarà solo una cosa positiva. Se a metà campionato ci si dovesse trovare con il più del percorso fatto, ecco che si potrebbero cambiare prospettive e magari lottare per qualcosa di diverso, sapendo però che quel che viene viene. Il nostro primo obiettivo è sempre stato quello di divertirci facendo divertire i ragazzi e la ricetta non cambierà anche in Seconda, perché si è dimostrata vincente, non dimenticando mai che c'è sempre bisogno di quel pizzico di fortuna a darti una mano per raggiungere gli obiettivi".

- Come detto in precedenza, avete già lavorato in maniera massiccia sulla rosa, tanto che siete quasi numericamente pronti per l'inizio della nuova stagione: quali sono i nuovi arrivi del Divignano e quali i giocatori che han fatto parte del gruppo e che nella prossima stagione non ci saranno?

"La società ha un blocco di sedici ragazzi che sono con noi da quando si è deciso di intraprendere il percorso passando dagli amatori alla Terza Categoria - dice ancora Urrico - ed è naturale ripartire da questi che sono lo zoccolo duro di tutta la rosa. Alla fine la società ha deciso di vederlo come un premio dato loro per quanto fatto nelle ultime stagioni e anche perché, in fondo, la Seconda Categoria se la sono guadagnata sul campo. A questi si aggiunge qualche elemento che per i motivi più disparati, vuoi per raggiunti limiti di età o per problemi di lavoro, non farà più parte del gruppo effettivo della squadra, ma continuerà comunque ad allenarsi con noi e magari darà una mano anche in società. Per quanto riguarda i nuovi invece abbiamo deciso di puntare sui giovani prendendo cinque o sei elementi promettenti di settori giovanili limitrofi a cui aggiungiamo l'esperienza di un giocatore non più giovanissimo ma che io conosco bene come Davide Cerri che nell'ultima stagione ha giocato a Cureggio, ma che ha già fatto qualche allenamento con noi nel finale della scorsa stagione. Per quanto riguarda i giovani, dovrebbe arrivare un ragazzo dalla Sestese, uno dalla Castellettese (Salina, n.d.r.), anche se quanto successo negli ultimi giorni in società ha un po' frenato la trattativa che noi contiamo comunque di portare a buon fine, un classe '98 delle giovanili del Varallo & Pombia come Menin oltre a Gabriel Raso, della Juniores del Veruno ma originario di Divignano. Abbiamo praticamente cercato di svecchiare un po' una squadra che comunque arrivava dritta dagli amatori".

- Partendo dal presupposto che comunque vi troverete a giocare un campionato che il Divignano non ha mai fatto, sareste più contenti di essere inseriti nel girone novarese o in quello del Vco che vi ha già portato bene in questa stagione?

"Guardando quello che è successo negli ultimi anni alla Maranese - confessa Urrico - che è stata un po' di qua e un po' di là, non sappiamo bene dove andremo a finire, anche perché devono ancora essere completati i ripescaggi. Se dovessi scegliere io, magari anche in opposizione alla società, credo che opterei per il girone del Vco, ma per una serie di motivi: prima di tutto credo che il girone del Vco sia più competitivo, con ogni partita che può nascondere delle insidie, ma allo stesso tempo può dare delle soddisfazioni. Questo nel girone novarese lo vedo meno e anche a livello di campi quest'anno ci siamo potuti rendere conto che ci sono delle strutture che da queste parti forse ancora non ci sono. Quest'anno la nostra vittoria più bella è stata sicuramente quella contro la Pro Vigezzo, una partita durissima che siamo riusciti a vincere nonostante il clima attorno a noi non fosse dei migliori: questo è durato però solo fino alla fine della partita, perché poi, usciti dal campo, siamo andati a bere con i nostri avversari e si è instaurato anche un bel rapporto. Queste cose nel novarese forse non sarebbero possibili. In più mettiamoci anche che il girone B quest'anno dovrebbe annoverare squadre con un pedigree importante come Cameri, Lumellogno, Maranese, forse River Sesia...".

- La Coppa, per le squadre di Seconda Categoria, diventa spesso un veicolo per cercare di raggiungere quegli obiettivi che magari sfuggono nella lunga stagione del campionato. Voi avete intenzione di giocarla, tenendo anche conto della possibilità di sfruttare eventualmente la struttura di Pombia?

"La Coppa è nei nostri pensieri - risponde Frasson - e speriamo vivamente di poterla giocare. Per noi che veniamo dagli amatori e che abbiamo sempre disputato negli anni, la Coppa sarebbe uno stimolo in più. In questo modo daremmo la possibilità a tutti i ragazzi, anche a quelli che magari nell'arco di una stagione giocano meno, di poter scendere in campo e, come dicevamo prima, divertirsi: più partite si fanno e più ci divertiamo tutti".

- Siamo ormai quasi al momento di ripartire fisicamente dal campo: avete già programmate le date di partenza della preparazione e le eventuali amichevoli pre-campionato?

"Ricominceremo domenica 21 agosto, con i primi allenamenti in vista dell'avvio del campionato che quest'anno dovrebbe essere fissato per il 17 settembre - ricorda Urrico -. Ci siamo già anche dati da fare per organizzare tutto il programma pre-campionato che, anche se c'è da decidere ancora le sedi delle gare, è per la maggior parte ufficiale: giocheremo il 25 con il Momo, il 28 con il Dormelletto, il 1° settembre con la Voluntas Novara, il 4 con il Caltignaga e il 7 con La Trecatese. Infine c'è la gara dell'11, che speriamo possa essere per noi il primo turno di Coppa: se non ci iscriveremo, abbiamo già previsto di giocare in amichevole con il Casalino".

Carmine Calabrese