Castellettese shock: lasciano Arbellia e Armiraglio

E' bastata una scintilla per stravolgere quanto di buono fatto a Castelletto Ticino negli ultimi tempi. Una serie di incomprensioni nella costruzione del nuovo team ticinese per il campionato di Promozione che ha portato alle dimissioni, del tutto inattese e arrivate come un fulmine a ciel sereno, del confermatissimo tecnico Filippo Arbellia e del direttore sportivo Robert Armiraglio che aveva da poco preso la cloche del comando delle operazioni tecniche. Dimissioni irrevocabili, visto che il presidente Giuseppe Gentile ha provato in tutti i modi a sanare una frattura diventata una voragine dall'arrivo del nuovo vicepresidente Fabio Bosetti.
"Quando ci sono idee che non collimano e vedute differenti su come fare calcio - dice l'ormai ex tecnico ticinese - è giusto fare un passo indietro. Io non mi sono sentito di andare avanti in condizioni che erano ormai limite per il mio modo di intendere il calcio, non si poteva cominciare una stagione in una situazione che sarebbe stata comunque scomoda per tutti, sia per me che per la società. L'ho fatto però con dispiacere, perché a me piace allenare e adesso sarà molto difficile trovare una panchina dove farlo nella prossima stagione. Questo è il mio cruccio più grande, per il resto credo comunque di aver agito con coerenza verso un gruppo che sarebbe comunque stato stravolto senza tenere conto delle esigenze tecniche della squadra e delle persone deputate a condurla".
E' ben più esplicito nelle sue esternazioni Robert Armiraglio che, sentitosi preso in giro da una dirigenza che ha cambiato dall'oggi al domani le carte in tavola, non ci sta e vuota il sacco mettendo in risalto gli attriti che negli ultimi tempi erano nati nella stanza dei bottoni che guida la società ticinese: "Tutto è nato con l'arrivo del signor Bosetti che è entrato in società per dare una mano, anche economica, al presidente Gentile ricoprendo la carica di vicepresidente come qui a Castelletto Ticino aveva già fatto in passato. Quando però un vicepresidente, o un qualsiasi altro membro societario, pretende di dettare legge in tutte le questioni tecniche che riguardano la sfera di competenza di allenatore e direttore sportivo, ecco che i conti non tornano più. Si è cominciato dalle date di inizio della preparazione fino ad arrivare alla formazione della rosa della squadra e addirittura al modulo con cui questa avrebbe dovuto giocare che per Bosetti era il 4-3-3. Noi in venti giorni avevamo ormai quasi completato l'assetto della squadra, lavorando con il budget messoci a disposizione. Ci eravamo sbilanciati con i nuovi giocatori che avevamo contattato e parlato con i vecchi: a molti dei quali avevamo dato delle garanzie, avevamo visionato i giovani di cui avremmo avuto bisogno e si può dire che eravamo a buon punto. Poi il colpo di spugna che ha cambiato tutto e ha messo in discussione un lavoro secondo me buono con una palese mancanza di rispetto verso chi questo lavoro l'aveva portato avanti. Ecco, mi si può anche dare dell'incompetente, ma credo che il rispetto sia la prima cosa. Ho lavorato in molti altri ambienti, anche difficili, con padri-padroni che si sono sempre fatti sentire all'interno della gestione societaria, ma non mi è mai successo quello accaduto in queste ultime ore". Rincara la dose Armiraglio quando parla delle proprie dimissioni: "Al momento non ho ancora ricevuto nessuna telefonata dalla società o dal presidente che mi confermi l'accettazione delle mie dimissioni che comunque tali resteranno in ogni caso. Mi spiace molto per come siano andate le cose, perché in queste poche settimane alla Castellettese avevo avuto modo di conoscere persone, dal segretario al magazziniere, che hanno a cuore le sorti della squadra e spero vivamente che l'arroganza di chi è arrivato da poco non rovini ogni cosa. Io ero molto restio nel tornare a fare il direttore sportivo, perché, senza fare di tutta l'erba un fascio, vedevo in giro tante società male amministrate. Credevo però che a Castelletto Ticino si potesse far bene, conoscevo il presidente Gentile dai tempi in cui ero a Verbania, mentre mister Arbellia è stato addirittura un mio giocatore. Purtroppo non c'è stato tempo neanche di mettersi a lavorare seriamente".
E' laconico invece il presidente Giuseppe Gentile nel valutare quanto è successo: "Ho sempre detto che Filippo Arbellia sarebbe stato il mio allenatore anche in Promozione, ma non è possibile andare contro la volontà altrui. Il mister ha scelto diversamente, anche se ho cercato in tutti i modi di fargli cambiare idea: c'erano difficoltà che andavano oltre la mia figura e non si è potuto metterci una pezza. Non voglio però che si faccia polemica, perché con Arbellia mi sono lasciato bene, ringraziandolo per il lavoro fatto nella scorsa stagione. Il progetto andrà comunque avanti, vogliamo fare una stagione importante che possa portare la Castellettese a lottare per i piani alti del campionato, come sarebbe stato anche con Arbellia come tecnico. Ovviamente la rosa dovrà essere rivoluzionata per inserire giocatori che possano fare bene in categoria e anche di questo con il mister avevamo parlato. Nei prossimi giorni sceglieremo la nuova figura che guiderà la squadra". E' più duro Gentile quando si trova a parlare di Armiraglio: "Sono dispiaciuto, è vero, ma solo per l'abbandono di Arbellia. Dell'altra figura non parlo, perché ha detto cose che un presidente non vorrebbe mai sentire: non riesco a capire come ci si possa permettere di giudicare una società dopo poche settimane, è una cosa che non riesco proprio a digerire".
