Tutti assieme, una partita alla volta

Da quando seguo il Novara l'equazione difesa solida uguale vittorie si è sempre verificata e quest'anno non sembra fare eccezione: gli azzurri sono arrivati alla partita di Modena dello scorso 27 dicembre senza aver mai subito reti nel primo tempo, una statistica che voglio evidenziare dopo le partite contro Virtus Lanciano e Perugia che ci hanno visto subire tre reti nelle prime frazioni di gioco e rischiarne almeno altrettante, un dato in netta controtendenza con il resto della stagione che ha visto i ragazzi di Baroni approcciare sempre bene le partite e disputare delle prime frazioni sempre all'altezza delle aspettative (alte) di noi tifosi. Per avere delle speranze di post season dobbiamo ritrovare a tutti i costi la quadratura del cerchio: non possiamo permetterci di concedere così tanto in trasferte come quelle di Trapani e Cesena. Il rischio concreto di tornare a casa con le ossa rotte sarebbe troppo alto e due sconfitte vorrebbero dire quasi certamente nono o decimo posto. Il fato non è benevolo visto l'infortunio di Faraoni di ieri sera: se la distorsione al ginocchio interessasse anche i legamenti vorrebbe dire stagione finita per il nostro terzino e al momento per Trapani abbiamo solo un laterale su quattro a disposizione vista la certa squalifica di Garofalo dopo l'espulsione nei minuti di recupero e l'indisponibilità di Dell'Orco che ha una piccolissima possibilità di essere recuperato e che sarà regolarmente al suo posto dal prossimo match interno che vedrà gli azzurri affrontare l'Ascoli. Se il Novara scendesse in campo oggi giocherebbe con Mantovani a sinistra e Vicari a far coppia con Troest in mezzo, non proprio la migliore edizione degli azzurri, ma dobbiamo scendere in campo al “Provinciale” con l'atteggiamento visto ieri per buona parte della ripresa, con la voglia di portare a casa punti importanti e smentire chi oggi sentenzia che siamo una squadra cotta e senza speranze.
Ci sono stati anche degli aspetti positivi nella serata di ieri: chi era allo stadio ha sostenuto fino all'ultimo i ragazzi e ha creato un buon clima al "Piola" che, dopo un inizio tiepido, ha cercato di trascinare gli undici in campo oltre i propri limiti. Alla fine se la sono tutti presa con Pairetto che ha voluto fare lo sceriffo con i deboli. Per uno sfizio personale mi piacerebbe sapere quanto sarebbe stato il recupero a Bari, a Pescara o a Cagliari: quattro sostituzioni e parecchie perdite di tempo non giustificano i soli tre minuti e, anche se lo considero un argomento secondario, dà sempre fastidio questa disparità di giudizi. Chi tifa una piccola squadra lo deve mettere in conto e lo devo accettare, ma ogni tanto è giusto rimarcarlo: essere presi in giro va bene sempre fino ad un certo punto...
Affrontiamo il Trapani scambiandoci i ruoli rispetto alla gara di andata: loro erano venuti in Piemonte curiosi di vedere il fenomeno Novara di quel periodo, noi facciamo altrettanto ma consapevoli di potercela giocare come testimonia il 4-1 di quattro mesi fa. E' tempo di playoff nel basket americano, uno dei momenti che mi è rimasto più nella memoria di uno sport che adoro è quando, dopo aver perso gara 1 della finale dell'Eastern Conference 2004, Rasheed Wallace garantì che i suoi Detroit Pistons avrebbero pareggiato i conti in gara 2 e così fu. I giornali definirono il tutto Guaransheed giocando con il termine garanzia e il nome della forte ala di North Carolina. Bene, io vi garantisco che il Novara se la giocherà in Sicilia e fino alla fine, ne sono più che convinto e lo dico adesso, io ci credo e lo farò fino al triplice fischio dell'ultima partita.
Avanti Novara!!!
