Avellino, che disastro: nessuna è più brutta di te

Quattro mesi or sono i lupi d'Irpinia salutavano in griglia verde il 2015, l'anno del contatto diretto con la A, mai così vicina nell'ultimo quarto di secolo. Il 2016 si apriva dunque con l'auspicio di portare a compimento quell'impresa terminata sul legno di Bologna qualche mese prima, in linea con i programmi estivi e i proclami dirigenziali. E l'anno nuovo veniva inaugurato anche col 'botto': successo sui cugini della Salernitana e altri eterni rivali, i galletti baresi, nel mirino.
Poi, il black out: se il campionato cadetto fosse iniziato al triplice fischo del derby, l'Avellino sarebbe l'ultima 'forza' dell'accozzamento. Dieci punti, due vittorie, quattro pareggi e otto sconfitte. Come il Livorno, peggio nessuno. La realtà di chi aveva vagheggiato il grande sogno racconta oggi di otto punti di vantaggio sulla terzultima, appena quattro sullo spauracchio play out.
Martedì sera, come se non bastasse, arriva il Trapani di Cosmi, secondo solo allo Spezia nella speciale graduatoria. Si salvi, in tutti i sensi, chi può.
La classifica del girone di ritorno cadetto:
Spezia 32, Trapani 30, Entella 29, Crotone 29 , Bari 25, Cagliari 25, Cesena 23, Lanciano 23, Perugia 21, Ternana 20, Pescara 19, Novara 19, Ascoli 19, Latina 18, Vicenza 17, Salernitana 16, Pro Vercelli 16, Brescia 16, Como 14, Avellino 13, Modena 12, Livorno 10.
