Torino nuova capitale del calcio italiano

Torino Caput mundi La stagione 2013-2014 è la stagione che oltre a consacrare la Juventus come regina indiscussa del nostro calcio nazionale (con il più che probabile terzo alloro consecutivo in arrivo) propone alla ribalta Torino come nuova capitale del calcio italiano, almeno per una stagione. Sì, le statistiche parlano chiaro: 108 i punti conquistati dalle due rappresentanti cittadine in questa stagione, merito anche di un Torino competitivo come non lo si vedeva da tempo con la coppia Cerci-Immobile in grado di esaltare i tifosi e con i due capaci di andare agilmente in doppia cifra.
Milano annaspa La classifica d'altro canto prevede la legge del contrappasso per Milano, tradizionalmente regina grazie alla presenza di due squadre fra i top team nazionali. Mai come quest'anno però sia i nerazzurri che i rossoneri sembrano delle comprimarie superate in prestigio e competitività anche da Roma e Napoli, se non anche dalla Fiorentina che già l'anno scorso ha lungamente rincorso il sorpasso sul Milan. La crisi di Milano si fa sentire pesantemente, frutto di investimenti sbagliati se non cessati del tutto. L'Inter ha dilapidato in pochi anni il patrimonio tecnico della squadra campione del mondo cambiando troppo poco e vedendosi appassire dentro casa i protagonisti del triplete a poco a poco, senza ricambio generazionale. In casa Milan invece si è forse avuta la presunzione di ritenersi una società di vertice (grazie al passato fatto di trionfi in serie) anche non spendendo, cercando sempre la via del low cost e in molti casi rinunciando alla qualità, mentre altre società si rimboccavano le maniche. Un immobilismo pagato poi nel giro di qualche anno. Le due milanesi si fermano ad un momentaneo 79, ad un incredibile -29 da Torino.
Roma sull'altalena Se l'ottimo lavoro in casa Roma ha pagato con una svolta positiva in classifica, diversamente pare essersi inceppato qualcosa nel sistema Lotito che stava garantendo alla Lazio un lento risalire verso la china bruscamente interrotto in questa stagione fatta più di bassi che di alti. Il totale delle due romane è di 96 punti, e vogliamo sottolineare come la società giallorossa stia facendo un ottimo lavoro in proiezione futura scandagliando il mercato europeo e sudamericano alla ricerca dei migliori prospetti. Avremo presto un'altra squadra in grado di competere ad alto livello in Europa? Nonostante i risultati sfortunati conseguiti in questa stagione, riteniamo Juve e Napoli già all'altezza di giocarsela nel gruppo delle 10-15 migliori formazioni.
Provincia serena A 69 e 64 seguono le rappresentanti di Genova e Verona. Le due squadre della lanterna sono praticamente già salve a marzo con vantaggi rassicuranti sulla terz'ultima e possono lavorare con tranquillità nella pianificazione del prossimo futuro, mentre nella città dell'Arena l'Hellas dopo un grandissimo girone d'andata sta tirando un po' il fiato (e ha già piazzato un colpo di mercato in uscita, facendo fruttare l'esplosione di Jorginho) con il Chievo a 24 punti, a +3 sulla zona retrocessione, a caccia dell'ennesima storica salvezza.
Chi l'avrebbe detto? Fa impressione sfogliare le riviste, i quotidiani, le vecchie pagine internet risalenti a qualche stagione fa: la Juventus, affondata da Calciopoli, ha attraversato l'inferno della B, di stagioni senza coppe europee chiuse al settimo posto. Un ruolo marginario sia in campo che fuori, coi calciatori che preferivano andare verso altri lidi dove vincere sembrava più alla portata. Ora i bianconeri sono la squadra da battere, il punto di riferimento. Il Torino invece ha trascorso parecchie stagioni nella serie cadetta senza più trovare quella stabilità che sembra aver attualmente raggiunto a seguito anche di parecchie operazioni positive chiuse sul mercato. L'auspicio è che il derby della Mole d'ora in avanti sia un appuntamento fisso nel calendario di Serie A.
