E' Vezzù l'uomo in più del Dormelletto

L'occasione per chiacchierare con Mattia Vezzù, fantasista classe '93 in forza al Dormelletto, la offre la classifica delle migliori dieci squadre di gennaio della provincia novarese che pone proprio la squadra di Luca Porcu davanti a tutti (la top 10 novarese del mese di gennaio), a conferma di un ruolino di marcia che nel primo mese dell'anno ha dato al Dormelletto una spinta importante per rientrare nel lotto delle pretendenti ad un posto nei playoff. E Mattia Vezzù, di questa squadra, è un po' l'esponente più talentuoso, quello che può accendere la luce con una giocata e inserire una marcia in più all'interno del gioco della squadra lacuale.
- Mattia, nel mese di gennaio il Dormelletto è risultato, tra tutte le squadre di Novara e Vco, quella che meglio ha approcciato il 2016, quasi a scrollarsi di dosso le incertezze vissute con la fine dello scorso anno con tre sconfitte consecutive dovute in misura maggiore alla situazione critica vissuta dalla squadra a livello di uomini per infortuni e squalifiche. Tutto questo a conferma dell'ottimo campionato che sta disputando la squadra: quali sono a tuo modo di vedere i punti di forza del Dormelletto?
"Il punto di forza di questa squadra è principalmente rappresentato dal gruppo che, mai come quest'anno, conta veramente tanto all'interno dello spogliatoio. Nelle stagioni che fin qui ho vissuto non ha mai visto un gruppo unito come quello del Dormelletto di quest'anno, ci troviamo anche durante la settimana e si avverte un senso di appartenenza e di affiatamento gli uni con gli altri. In più abbiamo giocatori che hanno avuto esperienze nelle categorie superiori e che stanno facendo la differenza anche in campo: come ha detto anche mister Porcu durante la sessione invernale di mercato, non avevamo bisogno di grandi rinforzi, perché i rinforzi li avevamo già. Nel girone di andata siamo stati un po' sfortunati dal punto di vista numerico, perché abbiamo subito tanti infortuni e anche un numero veramente alto di espulsioni che quasi mai ci hanno permesso di mettere in campo la squadra che il tecnico aveva in testa".
- Non si può non dire però che questo Dormelletto deve essere considerato un po' la sorpresa di questo campionato di Promozione: salvatosi all'ultima giornata nella scorsa stagione e non molto variato negli uomini se non nella conduzione tecnica, state tenendo un percorso diametralmente opposto rispetto a quanto visto nell'annata appena trascorsa. Voi all'interno dello spogliatoio vi aspettavate di poter lottare per un traguardo così prestigioso com'è l'approdo nella griglia playoff?
"Sinceramente credo che ad inizio anno fosse difficile pensare ad un Dormelletto così in alto dopo più di metà stagione. Io personalmente contavo di vivere una stagione di tranquillità, senza le paure vissute lo scorso anno, ma non di essere così in alto come siamo adesso. Secondo me una marcia in più ce l'ha data proprio il mister: io stesso non mi aspettavo di avere un rapporto così stretto con lui, mi piace davvero tanto il suo modo di approcciare con la squadra, perché ti dà una carica impressionante prima delle partite e durante la settimana non molla mai. Poi la squadra ha beneficiato degli innesti inseriti in avvio di stagione: i primi nomi che mi vengono in mente sono quelli di Mattioni e di Ferraris, due giocatori veramente validi per questa categoria".
- Che cosa è cambiato nel sentore generale della squadra che ha permesso questo exploit? Mi riferisco allo spogliatoio, al rapporto con la società, al tuo stesso rendimento in campo...
"Voglio continuare a battere sul tasto del gruppo, perché nella scorsa stagione era tutto molto diverso: lo spogliatoio era diviso in vari gruppetti, anche per via del fatto che parecchi giocatori arrivavano da fuori e si era creato all'interno dello spogliatoio questa strana situazione di cui abbiamo risentito molto, non c'è mai stato grande affiatamento. Per quanto mi riguarda, l'anno scorso è stata una stagione particolare, direi un anno di transizione: rientravo da un infortunio e avevo bisogno di tempo per riprendermi, per fare in definitiva quello che ho fatto e cioè allenarmi al meglio.Un lavoro che sta dando i suoi frutti in questa stagione, perché mi sento bene e tutto sta girando per il meglio".
- Capita spesso quasi di percepire come il Dormelletto di quest'anno abbia due facce: una quando Vezzù scende in campo e un'altra quando non ci sei perché fermato da qualche guaio fisico. Tu come vivi questo ruolo all'interno della squadra? Ti senti importante? Senti la responsabilità di essere il giocatore all'interno della rosa a cui tutti guardano per avere in campo quel qualcosa in più?
"Sì, in teoria sento di essere un po' la forza di questo Dormelletto, ma nella realtà non basta un solo giocatore per cambiare il volto della squadra. La vera forza è l'insieme e ognuno deve giocare il proprio ruolo. Quest'anno sta andando così bene perché tutte le componenti della squadra girano nelle stesso senso e i miei compagni mi stanno dando la forza per esprimermi come sto facendo".
- In questo quadro interviene la mano del tecnico che sta con tutta probabilità lasciando un'impronta sulla squadra. A livello di gioco, le richieste di Porcu nei tuoi confronti, una posizione studiata su misura per farti stare più vicino alla porta, ti sta agevolando nel tuo percorso stagionale?
"Il modulo che sta usando il mister è quello che io preferisco, perché giocando dietro le punte o addirittura come seconda punta mi permette di essere più vicino all'area di rigore, laddove posso essere più incisivo anche in zona gol. Però non è solo una questione di posizione, perché il mister non mi assegna specifici compiti tattici e di copertura, ma mi lascia molto libero di interpretare la gara e avere la testa libera per me è molto importante".
- Siete inseriti in un gruppo che sta prendendo una sua fisionomia, con tre squadre che stanno ormai facendo il vuoto e che probabilmente si giocheranno la prima posizione (Cerano, Alicese e Romentinese) e poi una serie di compagini in cui è compreso anche il Dormelletto che lotteranno per i posti playoff rimanenti. E' una lettura corretta di quello che sta succedendo o ritieni che ci sia ancora la possibilità di colmare il gap con le prime? E chi ritieni che vincerà il campionato?
"Prima di tutto, a differenza degli scorsi anni, credo che quello di questa stagione sia un girone molto combattuto, dove manca la squadra in grado di uccidere il campionato con una certa facilità. Lo stesso Cerano che in questo momento è in testa è sicuramente una buona squadra, ma credo che nel girone di andata abbia anche avuto tanta fortuna. Il gruppetto che è in testa ha ormai preso un margine difficilmente recuperabile e ritengo che per la vittoria finale sarà una lotta a tre. Per quanto riguarda le squadre dietro, quelle che in definitiva ci sono attorno, mi ha molto stupito l'Accademia Borgomanero che gioca un gran calcio e sono sinceramente sorpreso dal fatto che l'Oleggio sia così indietro, perché la ritengo una delle squadre che gioca meglio alle nostre latitudini, che ha i nomi e una rosa ampia che le permetterà senza dubbio di ritornare in gioco. Per quanto riguarda le delusioni invece, inserisco il Piedimulera da cui mi aspettavo qualcosa di più soprattutto sul loro campo: in passato andare a Piedimulera per portare via punti era difficile per tutti, era un vero e proprio fortino, mentre quest'anno stanno facendo tanta fatica, soprattutto in casa".
- Pur essendo ancora all'inizio del cammino della tua carriera, conti già tantissimi infortuni che ti hanno fatto perdere tempo prezioso e tenuto al palo per diverso tempo, l'ultimo dei quali è arrivato domenica nella sfida contro l'Oleggio che speriamo si risolva al più presto. Pensi che senza tutti questi guai fisici adesso avresti potuto essere più in alto invece che militare in Promozione?
"Bella domanda: è un pensiero che spesso ho avuto anch'io. Tanti mi dicono che avrei potuto fare molto di più in questi primi anni di carriera, ma è andata così: spero comunque di tornare in alto il prima possibile, di avere ancora possibilità per riprendere quel treno. Mi ricordo uno dei primi periodi a Gozzano, quando l'allenatore, che era Mango e non mi conosceva, mi mandò a giocare il sabato con la Juniores per vedermi all'opera: mi feci male al crociato all'89' di quella gara e il mister negli spogliatoi mi diede letteralmente dell'idiota, perché senza quell'infortunio alla domenica avrei giocato con la prima squadra. Ecco, quella è la cosa che in questi anni mi ha fatto più pensare: se non mi fossi fatto male in quella partita senza utilità con la Juniores del Gozzano, forse avrei potuto fare veramente qualcosa di più".
- Proprio nella stagione che ricordavi tu, quella dell'infortunio al crociato, hai debuttato in serie D con il Gozzano dopo una lunga trafila in Eccellenza a Borgomanero, con una toccata e fuga anche a Baveno. Per ripartire però hai scelto Dormelletto che al momento del tuo arrivo militava in Prima Categoria: ci spieghi la ragione di questo salto all'indietro?
"L'infortunio occorsomi a Gozzano mi aveva molto demoralizzato e a quei tempi ero veramente giovane, mi mancava la testa per reagire subito a questa brutta caduta e ho rivolto la testa maggiormente alla scuola, considerando che quattro allenamenti alla settimana in serie D o in Eccellenza erano veramente difficile da conciliare con un percorso scolastico. Ho quindi deciso di optare per una società come il Dormelletto che conoscevo bene, perché qui avevo fatto tutte le giovanili ed ero consapevole che la società per me è come una grande famiglia. Ripartire da qui mi sembrava naturale per tornare a fare bene in tranquillità".
- Quest'estate hai avuto anche la possibilità di ritornare fin da subito in Eccellenza, ci sono stati dei contatti per ritornare a Borgomanero che però non si sono concretizzati. E' stata una tua scelta o qualcosa non è andato per il verso giusto?
"E' stata soprattutto una mia scelta, perché avevo bisogno di giocare a tutti i costi per riprendermi in toto dall'infortunio e probabilmente a Borgomanero non avrei avuto tutto questo spazio. In questo momento la categoria non è così fondamentale, la priorità è quella di riprendermi in modo completo".
- Da quando sei a Dormelletto, quella di quest'anno è sicuramente la tua stagione più importante: se quasi arrivato in doppia cifra nella classifica cannonieri pur senza essere mai stato un goleador dai grandi numeri. Credi che la mancanza di gol nel passato sia dovuto principalmente agli infortuni, oppure questa stagione è un po' uno spartiacque tra quello che fin qui sei stato come giocatore e quello che potresti essere in futuro?
"Secondo me è giusto parlare di spartiacque, perché in questi anni a Dormelletto sono cresciuto molto, iniziando ad assumermi più responsabilità per gestire meglio i momenti, le partite. Ho imparato ad essere più tranquillo con me stesso e questo mi ha fortificato anche dal punto di vista realizzativo, dandomi la possibilità di trovare la porta con maggiore frequenza".
- Rimani tuttavia un giocatore ancora nel pieno della sua carriera, pur avendo avuto modo di confrontarti con diversi tecnici importanti che ti hanno accompagnato nel tuo percorso: quale ritieni che sia stato quello che ti ha formato maggiormente, che ti ha fatto crescere come giocatore?
"Decisamente Giampiero Erbetta. Lui mi ha cresciuto a Borgomanero, mi ha fatto diventare quello che sono adesso facendomi anche soffrire tanto, perché è uno che non va per la leggera. Mi ha sempre martellato tanto, ma, e me l'ha anche detto, l'ha fatto perché credeva in me, nelle mie qualità, e mi spingeva sempre a dare il 100%. Con questo atteggiamento, a volte anche duro, mi ha però forgiato. Rivedo in Luca Porcu qualcuna delle caratteristiche di Erbetta: anche lui è molto motivato e a me piace vedere delle persone così".
- Assieme agli allenatori, hai avuto modo di conoscere e frequentare tantissimi compagni di squadra: quali sono quelli che ricordi con più piacere e con cui hai legato particolarmente?
"Quest'anno il legame è forte con tutti, ma in modo particolare con Checco Parachini e Federico Motta. Siamo un gruppo di amici prima che compagni di squadra e la cosa bella è che in questo gruppo è compreso anche il mister, perché anche lui ne fa pienamente parte. In generale però io sono uno che lega sempre con tutti, anche in passato mi è successo: cerco sempre di trovare il meglio nelle persone e quindi prendevo spunto da tutti per rubare ad ognuno una qualità diversa che potesse farmi crescere. A Borgomanero mi capitava spesso di guardare ad un giocatore come Leto Colombo, perché è un signor giocatore e lui, anche non sapendolo, mi ha insegnato tanto anche solo guardandolo in campo".
- Hai davanti a te un futuro fatto ancora di tanti anni di calcio. Cosa sogni per gli anni a venire a livello calcistico, quali sono gli obiettivi che ti poni?
"Mi piacerebbe tornare a misurarmi con la serie D, ma sarei soddisfatto anche di tornare a giocare un'Eccellenza per vincere: lì sì che sentirei di essere tornato al mio livello, a quello precedente l'infortunio. E poi il sogno sarebbe riuscire ad arrivare tra i professionisti, magari passando dalla squadra giusta in grado di vincere la serie D. Mettiamola così, c'è ancora un po' di tempo...".
