Il primo "vero" KO di Clarence

Se Antonio Di Natale fosse vissuto all'epoca dell'Antico Egitto e fosse stato un Faraone, state pur certi che la sua maledizione sarebbe ricaduta sul Milan. Un suo gol contro i rossoneri potrebbe essere la scommessa con la quota più bassa mai registrata nella storia del Pianeta Terra.
Al Friuli, l'Udinese conquista i 3 punti grazie ad un gol del proprio bomber battendo un Milan che, contrariamente a quanto fatto vedere contro la Juventus, risulta essere il peggiore della gestione Seedorf. Lento, prevedibile, senza idee e senza grinta, eccezion fatta per Pazzini che si danna l'anima; il "Pazzo" è come una fiamma alla quale non vien dato combustibile ed è costretta, lentamente (e cross dopo cross, puntualmente sbagliati) a spegnersi. L'Udinese, al contrario, è in palla, e trovare il migliore in campo è una vera impresa, giacchè tutti hanno dato il proprio contributo, attestandosi su livelli che vanno ben oltre la sufficienza. In particolar modo il giovanissimo estremo difensore bianconero Scuffett che non sembra accusare per niente la sua giovane età e mostra un solo punto debole (che avrà tutto il tempo per correggere): l'uscita sui palloni alti. E' proprio da una sua uscita sbagliata che Pazzini ha la più grande occasione del match a favore dei rossoneri.
Nel finale Clarence prova a cambiare le carte in tavola e butta nella mischia Essien, Balotelli e Taarabt. Ma è ormai troppo tardi, il Milan non si accende; Honda non azzecca un pallone (leggasi UNO), Pazzini si spegne per lo sconforto di non poter ricevere un (leggasi UNO) pallone decente dalle fasce, Taarabt predica nel deserto, quello nel quale sarebbe nato Di Natale, fosse vissuto all'epoca dell'Antico Egitto. La sua Maledizione porta via anche la misera soddisfazione di un punto a questo Milan irriconoscibile.
Fonte foto: acmilan.com
