Vallone: "Vi racconto un anno di Forza e Coraggio"

Giulio Vallone, D.g. della Forza e Coraggio, rappresenta uno dei trait d'union tra la vecchia e la nuova società: possiamo dire che, insieme con Mario Messina, sono stati tra i fautori della continuazione di questa favola stupenda. Con Giulio abbiamo fatto una chiacchierata per ripercorrere questa prima parte di stagione, partendo proprio dalla paura che questo sogno potesse svanire:
C'è stato un momento in cui hai davvero avuto paura che la Forza e Coraggio scomparisse?
Si e anche in più di un momento. Tuttavia Massimo Taddeo, a cui va il mio grazie di vero cuore, ci ha trasmesso voglia e passione per questa squadra e quindi non abbiamo mollato fino alla fine, riuscendo a salvare il titolo e iscrivendoci al campionato. La nostra speranza, mia e di Mario Messina, è quella, un giorno, di poter riconsegnare, se lo vorrà, di nuovo la squadra al presidente Taddeo, o che quantomeno ritorni a far parte della dirigenza visto che la sua vicinanza non è mai mancata. Massimo ha fatto cose nel mondo del calcio dilettantistico che altri non hanno mai nemmeno sognato di poter fare, riuscendo a sfiorare la Lega Pro ma, soprattutto, dando un'impronta professionistica ad una squadra di dilettanti. Da lui accetto consigli e anche "tirate di orecchie" perché da una persona della sua esperienza si ha solo da imparare.
Alla "vecchia guardia" della dirigenza FeC si sono affiancati anche nuovi compagni di viaggio. Com'è il lavoro all'interno del vostro gruppo?
Vogliamo che la nostra sia una società partecipata, con grande rispetto per il ruolo di ognuno. Mario Messina è la mia spalla ideale perché con il suo carattere pacato bilancia molto il mio che è più istintivo. L'idea della collaborazione con Giovanni Zarro nasce "sotto l'ombrellone" come un gioco e poi si concretizza qualche giorno dopo, al rientro dalle vacanze: ha creduto in noi e nel nostro progetto a prescindere dalla categoria. Per noi è una figura determinante e sempre presente nella vita della squadra. Un grandissimo grazie va anche a Nico Santamaria e Giovanni De Luca, che dopo tanti anni passati accanto al presidente Taddeo, hanno creduto in noi, anzitutto come persone. Ottimo anche l'ingresso in società di Pasqualino De Marco che ci sta dando una mano sotto moltissimi aspetti. Abbiamo creato un gruppo molto unito e soprattutto basato su principi sani e amore per questi colori.
Avreste mai creduto ad una partenza così importante in campionato?
Sinceramente una partenza così è stata una sorpresa anche per noi. Tenendo conto che stavamo per scomparire già la sola iscrizione al campionato ci sembrava una grandissima vittoria. Per questo vorrei, cogliendone l'occasione, ringraziare tutti i nostri sponsor che ci hanno permesso di poter far continuare a vivere la Forza e Coraggio. Il merito di questa grande partenza va dato al nostro staff tecnico e al lavoro da loro svolto. Mister Antonello Mauro, Antonio Chiavelli e Achille Ventura svolgono il proprio compito come se si fosse in una squadra professionistica e non in 1a categoria. Sono tre grandi uomini, prima che tre tecnici molto preparati e che meriterebbero palcoscenici superiori: la nostra scelta si è basata anche e in specie sul lato umano, una decisione della quale siamo fieri visti anche i risultati.
Qual'è stata l'idea alla base della costruzione della rosa?
L'idea di base era di ringiovanire la rosa e creare una squadra fatta anzitutto da amici. Il primo step è stato parlare con i "vecchi" e capire quali fossero le loro intenzioni: alcuni hanno creduto in noi, altri hanno preferito andare via. Quindi intorno ai vari Caruso e Fiscariello, ai quali si sono aggiunti poi Saviano, Magliulo ed Enrico Curcio, abbiamo costruito un gruppo fatto anzitutto di amici. Alcuni dei nuovi arrivati avevano giocato già giocato insieme sotto la guida di mister Mauro ai tempi delle formazioni Juniores: è il caso di Pisani, Musco e Mortaruolo. Altri, invece, sono accomunati da una profonda amicizia che li lega da tempo venendo tutti da San Giorgio del Sannio. Il punto resta sempre essere prima un gruppo che vuol divertirsi stando insieme e poi una squadra di calcio.
Facciamo un gioco: siamo a giugno, il campionato è finito e voi siete stati promossi in Promozione. Come gestirete questa eventualità?
Il nostro è un progetto di lungo periodo, senza l'"ossessione" di vincere. Il campionato di Promozione si potrebbe fare anche senza smantellare la squadra ma riconfermando in blocco la rosa attuale e aggiungendo degli "under" di qualità visto che sono obbligatori per regolamento. Proprio in questa ottica stiamo cercando di intessere rapporti di collaborazione con società di altre categorie: ad esempio il 5 gennaio disputeremo, all'"Antistadio", una amichevole contro la formazione "Berretti" del Benevento.
La Forza e Coraggio nasce come una squadra parrocchiale, con a capo il compianto Don Domenico Miraglia. Quanto pensi sia cambiato il calcio da allora ai nostri giorni?
Purtroppo il calcio di oggi, rispetto ad allora, è troppo legato al denaro e la situazione è precipitata con l'avvento delle scommesse. Noi siamo voluti ritornare ai valori originari della Forza e Coraggio. Un esempio è il terzo tempo che offriamo sempre ai nostri avversari, donando loro prodotti forniti dai nostri sponsor come segno di amicizia e lealtà. Noi vogliamo in squadra ragazzi che devono sempre mostrare in campo educazione e rispetto per l'avversario: questo non vuol dire essere vigliacchi ma solo di non rispondere alle provocazioni gratuite. Voglio ringraziare il Presidente Falda e il signor Bagnoli che, pur non facendo più parte ufficialmente della nostra società, sono sempre vicini a noi e sono i nostri primi tifosi: la loro presenza serve a ricordarci ogni giorno da dove venga la Forza e Coraggio e cosa rappresenta ancora per molte persone.
