Zerillo A.: "Ci hanno minacciati, picchiati e mandati in ospedale!"

A Buonalbergo, questo pomeriggio, nella partita tra Casalbergo ed Audax Cervinara è accaduto tutto quanto "non" dovrebbe accadere in una partita di calcio: si è trattato di un qualcosa che assomiglia più ad una rissa da bar che al calcio dilettantistico. Forse alcune persone confondono l'essere "dilettanti" con il "poter fare quel che si vuole in campo". Andiamo con ordine e lasciamo la parola ad Antonello Zerillo, capitano dei padroni di casa che, oltre ad assistere a tutta la scena, è stato tra i primi a portare soccorso ai compagni feriti.
"Vorrei anzitutto raccontare quanto successo ad inizio partita perché in questo modo si capirà meglio anche l'epilogo finale" comincia così il racconto di Antonello Zerillo. "Dopo nemmeno 5' dall'inizio alcuni giocatori avversari hanno cominciato a minacciarci dicendoci che avremmo fatto meglio a perdere la partita se volevamo uscire incolumi dal campo e soprattutto ci saremmo dovuti ricordare che il ritorno si giocherà in casa loro. Minacce continuate dopo l'espulsione, una per parte, nel primo tempo, e anche dopo il mio gol che ci è valso il vantaggio. Le cose non si sono calmate nemmeno dopo i due gol loro: a questo punto pensavamo che essendo loro in vantaggio sarebbero finite anche minacce e botte ed invece al 60' accade l'impensabile.
Per un fallo assolutamente di gioco viene espulso un nostro calciatore: nel momento in cui questo accade si riversano in campo almeno 15 persone che stazionavano, non si sa a che titolo, sulla panchina ospite. Le stesse persone gettano a terra il nostro calciatore e cominciano a prenderlo a calci sulla schiena. Nel frattempo altre due persone della società avversaria prendono Marino, un nostro calciatore di soli 17 anni, e, mentre lo tengono, un terzo "soggetto" comincia a dargli calci sulla caviglia con il chiaro intento di rompergliela. Vista la scena corro lì e allontano almeno uno dei tre. I "soggetti" non ancora soddisfatti si rifanno su Greci al quale, a forza di pugni e calci, hanno rotto il naso e che ora (nel momento in cui l'articolo va on-line n.d.r.) è ancora in ospedale per gli accertamenti e le cure del caso.
Ovviamente l'arbitro, il signor Orrei, ha interrotto la partita. E' stato necessario l'intervento delle forze dell'ordine per calmare gli animi e di ben due ambulanze per trasportare i ragazzi feriti in ospedale. Alla mia domanda, ad un componente della loro panchina, su cosa stessero facendo, mi è stato risposto che loro erano venuti lì proprio con questo intento perché gli era stato riferito che noi siamo una piazza "calda", che la mette sempre sull'agonismo. Ora dico io: va bene metterla sull'agonismo, va bene avere una o due teste calde in squadra, ma mi sembra che dal nostro campo nessuno sia mai uscito in ambulanza, sia esso stato avversario in campo, dirigente, o tifoso ospite. Secondo voi come mi sono sentito quando il papà del ragazzo di 17 anni mi ha chiesto se per me quella era una partita di calcio e con che coraggio, dopo quanto accaduto, avrebbe mandato ancora suo figlio a giocare. Beh sinceramente mi è venuto da piangere e non sono riuscito a dare una risposta.
Quanto ho visto oggi trascende qualsiasi rivalità sportiva: si è trattato di un qualcosa di premeditato e perfettamente organizzato. Hanno aspettato il momento di mettere in atto il tutto e poi è stato l'inferno. E meno male che i rissosi siamo noi e non erano loro! Noi vogliamo solo divertirci, siamo una squadra composta per la maggior parte di giocatori giovanissimi, molti dei quali non hanno mai calcato un campo di 2a categoria: non abbiamo nessuna intenzione di andare in guerra ma solo di giocare a calcio. Spero che le denunce all'autorità giudiziaria facciano il loro corso in modo da poter dare nomi e cognomi agli aggressori: si aggressori perché di aggressione vera e propria si è trattato. Del risultato sul campo non mi interessa: voglio solo che vengano tutelati i ragazzi che i genitori mi affidano perché si divertano correndo dietro ad un pallone e che, invece, per colpa di qualcuno oggi sono dovuti andare a prendere in ospedale".
