Siderno, il segreto è una difesa di ferro..

All'indomani della promozione ottenuta nello spareggio contro il Parenti grazie a un gol di Serra, in casa Siderno erano già iniziati i preparativi per programmare questo campionato in corso, che vede gli jonici pieni di cambiamenti e di valori aggiunti, ma sicuramente, dati alla mano, con molte certezze in possesso del nuovo allenatore Pippo Laface. Il lavoro in estate del direttore generale Vumbaca sta portando i frutti sperati per un campionato ambizioso, vissuto ai vertici e mai nell'ombra dei rivali del Locri, accreditati come la formazione da battere. Nel Derby dello Jonio locride, malgrado l'inferiorità numerica per un tempo intero da parte dei biancocelesti per l'espulsione di Marino, i dieci in campo hanno difeso a spada tratta il pari, mantenendo imbattuta la porta di D'Agostino. Quando si dice che il miglior attacco è la difesa, e non è un caso se il gol decisivo nello spareggio sia stato segnato da Serra e il primo di questa stagione dal centromediano Bonanno.
E di fatto, il Siderno non subisce gol dal 19 Settembre, dalla seconda giornata, da ben due mesi. Per gli amanti delle statistiche, il Siderno non raccoglie il pallone in fondo al sacco dal 19' del secondo tempo della sfida del "Via Del Mare", quando fu decisivo un rigore di Antonino De Maio a condannare i biancocelesti peraltro all'unica, sin qui, sconfitta in campionato. Tenuto conto infatti, che in Coppa Italia Dilettanti, il Siderno conta una vittoria contro il Marina di Gioiosa e un pareggio contro la Cittanovese (passata solo perchè il 2-2 non premia, secondo il discutibile regolamento nei gironi di Coppa, i gol fuoricasa da parte degli jonici), la sconfitta di Bagnara è sinora anche l'unica stagionale in tutte le competizioni. Il dg Vumbaca sapeva evidentemente che una grande squadra si costruisce partendo da una grande difesa.
Il Siderno non subisce gol da 836 minuti, un primato che ha scavalcato quello precedente proprio dei cugini del Locri. D'Agostino tra l'altro avrebbe potuto dire addio al record a Delianuova, 450 minuti prima, quando ha parato un calcio di rigore a Francesco Corigliano, il giocatore più rappresentativo della Deliese, altra seria candidata al titolo. I nomi della retroguardia sidernese? Detto già dell'estremo difensore, il merito è anche di Pasqualino, Romeo, De Leo, Serra, Diano, Cefalì e ci possiamo mettere anche Carabetta e Bonanno, deputati anche a compiti difensivi, come in generale è di tutta la squadra. L'undici che mister Pippo Laface manda in campo è una formazione abbastanza equilibrata, lo dimostrano i risultati ottenuti dal Siderno, in serie positiva da nove partite, che ha portato a casa sette vittorie: tre ottenute di misura (2-1 all'Aurora Reggio, 0-1 alla Deliese, 1-0 al San Giuseppe), tre con il più classico dei risultati (2-0 alla Rosarnese, al Bocale e a Serra San Bruno), solo una per 4-0 contro la Villese.
Proprio nell'ultima trasferta è andata a segno anche il nuovo acquisto El Aoudi, dopo l'affermazione di Foti, sempre più importante nello scacchiere tattico di Laface, che deve fare a meno di Gianluca Bottiglieri per l'infortunio accusato a Delianuova che gli ha imposto lo stop forzato dopo la perdita di quattro denti a seguito di un fortuito scontro di gioco.Pedina fondamentale in questo Siderno, è questa l'unica nota dolente registrata sin qui, forte però di un gruppo coeso, unito e di un organico caratterizzato da tanta qualità e duttilità. I numeri dicono che le reti subìte in undici giornate sono solo tre, peraltro tutte nelle prime due giornate e due di queste hanno provocato l'unica sconfitta a Bagnara.
Coloro che possono vantarsi di aver battuto la difesa di ferro rispondono al nome di Gaetano Cangeri dell'Aurora Reggio (unico gol subìto in casa al "Filippo Raciti"), di Carmelo Dimaio e Antonino De Maio (unici due gol subìti in trasferta). Il Siderno viaggia con una percentuale di vittorie pari al 64%, un 27% di pareggi (tutti per 0-0, unica formazione tra l'altro a non subire reti ad Africo, e l'unica a non subirne lì per due campionati di fila), a fronte di un esiguo 9% di sconfitte che rispecchia solo l'unica sin qui accusata in stagione. Sono quindici i gol fatti, nove in casa e sei in trasferta. Tre volte over 1.5, otto volte under 2,5. E se poi anche giocatori come Commisso, Rumbo, Fuda, Marino, Spataro, Autelitano e compagnia, girano nel modo giusto, il piano tattico di Laface, come dicono le percentuali, tende spesso a concretizzarsi.
Ciliegina sulla torta dopo quanto di positivo fatto dalla blasonata centenaria, la società otterrà, grazie all'Amministrazione Comunale, il cambio di intitolazione dello stadio, in onore del compianto Mimmo Cataldo, sidernese doc e da sempre considerato come uno dei più importanti uomini di sport della città. Alla memoria dell’ispettore Capo della Polizia di Stato Filippo Raciti, invece, sarà dedicato il piazzale antistante lo stadio. L’autorevole personaggio a cui è stato deciso di intitolare lo stadio, scomparso nel 2010 all’età di 85 anni, come racconta Aristide Bava, è stato dirigente ed allenatore del Siderno (sotto la sua guida il Siderno ha anche vinto un titolo nazionale Juniores) e successivamente si è messo in luce anche, e soprattutto a livello nazionale, prima come direttore sportivo della Reggina Calcio dei tempi d’oro e quindi come dirigente del Lecce e di altre società professionistiche. E’ stato anche apprezzato arbitro di Serie A e poi giornalista sportivo di alcune importanti testate nazionali. Dopo il suo trasferimento a Lecce, è bene precisarlo, ha scoperto grandi talenti del calcio nazionale e primo tra tutti Antonio Conte, idolo della Juventus ed ora commissario tecnico della nostra Nazionale.
Siderno, con questi numeri e con questi tifosi (è bene ricordarlo), puoi davvero sognare in grande.
