ESCLUSIVA: a tu per tu con...Diego Lio

Ritorna l’appuntamento con la nostra one to one con uno dei protagonisti del calcio nostrano. Oggi andiamo alla scoperta di un mondo tutto nuovo, quello dei tortonesi del Real Paghisano, società nata in estate e partecipante al campionato di Terza Categoria. Parola al Presidentissimo Diego Lio che ringraziamo per la sua grande disponibilità ed al quale auguriamo un futuro roseo e ricco di soddisfazioni.
-Siete alla prima esperienza in Terza Categoria, come mai la decisione di entrare nel mondo del calcio? In passato hai già ricoperto ruoli a livello dirigenziale per qualche altra società?
La decisione di entrare nel mondo del calcio nasce dal fatto che ho sempre fatto l'imprenditore grazie all'azienda di famiglia, che ora porto avanti con qualche soddisfazione personale, la quale mi permette di poter realizzare questo progetto ambizioso e di mettermi alla prova nonostante la giovane età. Tutto nasce nei primi mesi dell'anno quando vengo contattato da un paio di amici che vedono uno spiraglio per la costituzione di una nuova società locale, nel tortonese, chiedendomi così cosa ne potessi pensare perché vorrebbero consegnarmi questo progetto e darmi un supporto per poterlo realizzare. Dopo averci pensato per qualche giorno, capisco che questa pianificazione possa essere davvero stimolante e mi metto in moto per capire da dove partire. Onestamente ho trovato molte difficoltà e, pur avendo diversi mesi davanti a me prima dell'inizio della stagione, il grosso del lavoro si è racchiuso tutto da giugno in avanti. No, non ho mai avuto altre esperienze in altre società e, proprio per questo, devo davvero ringraziare tutti i dirigenti che mi danno una grossa mano, la loro presenza è fondamentale. Nonostante sia la categoria più bassa da dove partire, da solo non ce l'avrei mai fatta.
-Nonostante le ultime sconfitte contro Ovada e Tiger Novi, grazie alla vittoria nel recupero con il Lerma avete una buona classifica. Quali sono le aspettative per questo campionato?
Il match casalingo perso con la Tiger Novi è da cancellare immediatamente, ma, non per voler trovare scuse, eravamo davvero decimati dagli infortuni. La sconfitta con l'Ovada, invece, ci ha lasciato un po’ di amaro in bocca, perché, nonostante siano un'ottima squadra, mister Clementini l'aveva impostata tatticamente in maniera perfetta, peccato essere riusciti a reggere solo un tempo lasciando a loro 45 minuti per poter ribaltare il risultato. Con il Lerma invece le cose sono andate diversamente: arrivavamo da una serie di risultati negativi viziati, come detto precedentemente, da un’infermeria stracolma (10 infortunati, ndr) ed il morale non proprio positivo. Nonostante ciò è venuta fuori la prova del gruppo, unito ogni giorno che passa sempre più, con una prestazione tecnico-tattica di livello che ci permette di rimanere aggrappati alla parte alta della classifica. Una parte alta che, secondo il nostro modesto parere, ci può appartenere, infatti, non ci nascondiamo, vorremmo poter puntare ai play off, ma ci vuole sacrificio, dedizione e voglia di sudare tutti insieme per questo obiettivo, dopo di che sarà il campo a parlare.
-Vi siete qualificati alla seconda fase della Coppa Piemonte, ma il vostro cammino si è complicato con la sconfitta di due mercoledì fa con il Bistagno. È comunque nei vostri programmi puntare ad arrivare in fondo a questa competizione? Pensate di avere una rosa abbastanza lunga e competitiva anche per quanto riguarda le seconde scelte?
La Coppa Piemonte, fino a quando la matematica non ci condannerà, la onoreremo in tutto e per tutto. La rosa vanta 23 giocatori tutti arruolabili allo stesso livello e se non fosse per i troppi infortunati anche il risultato di Bistagno sarebbe potuto essere diverso, visto che anche in quella occasione per i primi quaranta minuti abbiamo fatto noi la partita portandoci in vantaggio, ma purtroppo anche in questo caso ci siamo disuniti e loro sono stati bravi a portare a casa la vittoria. Peccato anche per le squalifiche che aggravano ulteriormente la situazione in vista della seconda partita con il Piemonte, ma abbiamo fiducia nella nostra panchina e sono certo che chi entrerà in campo lo farà senza far rimpiangere nessuno.
-In ogni caso immaginiamo che essendo appena partiti abbiate degli obiettivi a lungo termine. Proiettandoci nel futuro, dove vedi la tua squadra? Pensate di poter scalare qualche categoria?
L'obiettivo è molto semplice: salire in Seconda Categoria e non fermarci lì. Il tempo ci dirà se stiamo lavorando nella giusta direzione, ma non vorremmo far passare più di due anni prima di riuscirci. Per essere una neo costituita il progetto è ambizioso, tutti stanno remando nella giusta direzione e questo è fondamentale per riuscire a raggiungere gli obiettivi prefissati. Allo stesso tempo sappiamo quanto sia difficile, ma sono convinto che abbiamo tutte le carte in regola per toglierci diverse soddisfazioni. Il campionato di quest’anno, soprattutto per quanto riguarda il nostro Girone, è di alto livello per essere una Terza Categoria, ma se non riusciremo a coronare il sogno già da quest’anno, daremo tutto per riuscirci il prossimo.
