Lechthaler come Lallo, è record in casa Virtus

468 presenze con la maglia della Virtus Verona. Un vero e proprio record per Massimo Lechthaler, capitano di lungo corso della squadra di Borgo Venezia, che eguaglia così il precedente primato di Matteo Lallo, ex compagno e amico di avventura oggi in forza al Valgatara. Classe ’82, sposato, papà di due bimbi (ed in attesa del terzo), Lechthaler ha da sempre vestito la maglia della Virtus Verona. Per Massimo, questo è infatti il quindicesimo anno in rossoblù. Un altro bellissimo record, coronato appunto domenica con la sua 468esima presenza con la squadra virtussina. Con la Virtus, oggi più che mai la sua seconda casa, Massimo ne ha passate e ne ha viste “di tutte i colori”; vera e propria icona di questa società, e punto di riferimento per i più giovani, il centrocampista rossoblù ha vissuto fino ad oggi gli anni più belli della squadra di Borgo Venezia, dall’Eccellenza alla Serie D, fino a toccare con mano il professionismo della C2 nel 2013-14. Una vita con la Virtus, sempre al fianco dell’allenatore e presidente Gigi Fresco, con la quale oggi si sta giocando le prime posizioni nel girone C del campionato di serie D, per tornare quanto prima nuovamente a sognare. Magari ancora una volta nel professionismo.
Massimo Lechthaler, domenica ha raggiunto il record delle 468 presenze con la maglia della Virtus. Una bella soddisfazione…
“Si veramente, ma a dir la verità anche inaspettata. Non sono quello che si tiene tutti i conti…”.
Un record che eguaglia quello dell’ex compagno Matteo Lallo.
“Con Matteo ne abbiamo passate tante insieme, anche perché abbiamo avuto lo stesso percorso. Ci sono bellissimi ricordi, ed è stato anche il primo a congratularsi con me domenica. E’ veramente una bella soddisfazione aver eguagliato un amico come Matteo con cui ho condiviso parecchio in tutti questi anni”.
468 presenze, 15 anni alla Virtus. Quale è il segreto per essere rimasto in rossoblù così a lungo?
“In tanti mi hanno posto questa domanda, ma a dir la verità quando hai capito bene le dinamiche della società scopri che c’è un qualcosa che va oltre il calcio. C’è molto di più di far calcio, ed è una società con la quale io non ho mai avuto problemi”.
Il momento più bello di questi 15 anni?
“Ce ne sono stati tanti, ma il più bello la promozione in D dall’Eccellenza, che io ho vissuto da protagonista. A livello personale poi anche la semifinale dei play off per la C, dove ho messo a segno il gol vittoria”.
Il meno bello?
“La retrocessione dalla serie C. Ce la siamo giocata, ma rimane l’unico rammarico di tutti questi anni”.
Il giocatore più forte?
“Ne ho visti passare tanti e non vorrei far torto a qualcuno. Se devo far dei nomi dico Gironi e Goncalves Dimas”.
L’amico-compagno di sempre.
“Negli ultimi anni ci sono stati tanti via vai e questo ti rende difficile anche creare un certo rapporto. Con Daniele Dal Corso e Matteo Lallo ho un rapporto però che va anche oltre al calcio, anche con Saorin ma avendo due età differenti non ci vediamo spesso”.
Quale è la vera forza della Virtus?
“La forza della Virtus e di Fresco è di creare una famiglia. Come presidente Gigi non ha eguali, ha creato una struttura solida ed è bravissimo a lanciare e rilanciare giocatori. E’ un ambiente tranquillo, non ci sono pressioni, c’è un legame speciale”.
Fresco che tipo di persona è?
“Come allenatore è unico, ha creato una rete ampia di conoscenze e questo gli permette di scambiare sempre pareri ed opinioni. E’ un vero vulcano. Come persona è anche un amico, poi con me si è creato anche un rapporto extracalcistico. Ma per aver creato una struttura tale è davvero unico nel suo genere”.
Virtus che in campionato sta volando…
“Sta andando bene. Abbiamo cambiato tanto rispetto lo scorso anno, ma si è comunque creato un bel gruppo, ed i giovani hanno potenzialità enormi. Il Venezia sta facendo un campionato tutto suo ma non è nemmeno impeccabile. Noi ce la giocheremo fino alla fine”.
L’obiettivo è quello di tornare in Lega Pro?
“Il sogno è proprio quello di tornare in Lega Pro, ma ci vuole tempo, creare una certa base e trovare giovani interessanti. Serve una base solida. Noi comunque puntiamo ai play off, poi si vedrà”.
foto Rodolfo Giurgevich
