Gli spogliatoi di Novara-Cagliari - I AM CALCIO ITALIA

Gli spogliatoi di Novara-Cagliari

Rastelli al Piola. Fonte: Cagliaricalcio
Rastelli al Piola. Fonte: Cagliaricalcio
NovaraSerie B

Al termine della grande vittoria degli azzurri contro la capolista Cagliari, i giornalisti si ritrovano in sala stampa dove scambiano opinioni e punti di vista in attesa dei protagonisti che tardano ad arrivare all'appuntamento. Dopo la paziente attesa, si presenta ai taccuini il tecnico ospite Rastelli che analizza con lucidità la seconda sconfitta stagionale del "Casteddu": "Questa squadra non ha il mio spirito? Dobbiamo crescere sul piano della personalità, il Novara su ogni pallone ci è andato come fosse il pallone della vita. Siamo andati sotto su una rimessa laterale e il Novara ha moltiplicato gli sforzi nel difendere dopo la rete. Non siamo riusciti a raddrizzare la gara nonostante la pressione e sono d'accordo sul fatto che ci sia mancata un pizzico di cattiveria. In trasferta non abbiamo la forza d'urto che abbiamo a Cagliari e dobbiamo lavorare su questo e crescere. Non abbiamo verticalizzato abbastanza? Condivido, dovevamo fare girare palla più velocemente, siamo stati discontinui nel proporre gioco. Questo il Cagliari peggiore della stagione? No, non condivido, a Pescara siamo andati peggio: nel secondo tempo siamo migliorati molto, ma non abbastanza per evitare la sconfitta. La classifica? Non ha molto senso guardarla ora, non siamo ancora al 100% e possiamo fare sicuramente meglio in futuro. La nota negativa di questo avvio di stagione è non aver trovato ancora la continuità nelle nostre prestazioni, c'è molto da lavorare per vedere il miglior Cagliari".

Sereno ma non incline a facili entusiasmi invece il tecnico azzurro Baroni. Questa la sua lettura: "ragazzi hanno fatto la partita che avevamo preparato. Per fare risultato bisognava tenere un ritmo altissimo e loro sono andati in difficoltà proprio per questo. Era importante questo passaggio per confermare la vittoria nel derby. Casarini? Sta crescendo, deve diventare un leader di questa squadra. Abbiamo giocato con una linea difensiva giovanissima e che ha fatto molto bene ed era difficile, perché loro avevano tutte le soluzioni: la palla alta, l'uno-due, il tiro da fuori, l'uno contro uno. Il calcio è fatto di fiducia, di risultati e nel calcio siamo tutti legati ai risultati. Avevamo giocato bene, ma ci mancava qualcosa. Ora i ragazzi hanno capito che non basta esprimere qualità e gioco, senza la giusta cattiveria non si ottengono risultati. Poli? Fabrizio ha avuto un problemino e non me la sentivo di rischiarlo. Vicari fra l'altro l'avevo visto benissimo in allenamento e ho scelto di schierarlo. Tozzo? Si, non ha compiuto interventi, ma è stato pronto nelle uscite, accorciando benissimo su attaccanti forti, come gli avevo chiesto. Noi abbiamo tanto da lavorare, siamo saliti di un gradino e non possiamo tornare indietro. Noi in partita dobbiamo andare forte, come in allenamento. Non possiamo pensare di prenderci pause, specchiarci, aspettare che qualcuno inventi qualcosa. Ci serve cattiveria e il mantenere la tensione alta. Evacuo? L'ho messo in campo perché lo vedevo soffrire molto e in silenzio. Sapevo che poteva accendere questa squadra, il suo esempio guida i compagni all'impegno e al sacrificio, è un leader. Galabinov ha grandi qualità, con lui parlo e gli ho detto cosa gli serve per essere un grande attaccante. Deve tirare fuori tutte le sue qualità".

Stefano Calabrese