Le pagelle del Cala - Novara - Como

NOVARA
Da Costa 6: Il Como riesce a controllare il centrocampo, ma raramente si fa vivo dalle sue parti e, quando lo fa in maniera piuttosto pericolosa, non centra i pali difesi dallo svizzero. Prima Cassetti poi Bessa concludono alla sua sinistra. Nella ripresa è bravo ad evitare la beffa sulla rovesciata di Sbaffo. Sembra tuffarsi male sulla punizione di Gerardi, ma in realtà è in controllo e col suo intervento fa in modo di respingere lateralmente per non subire un tap-in. Subito dopo viene tradito da un compagno, mentre la stoccata di Ebagua è di rara potenza e precisione.
Faraoni 5,5: Non gioca una brutta gara, anche se fin dalle prima battute appare meno brillante nella corsa, meno veloce nei recuperi difensivi e meno propenso ad affondare. Quando lo fa, i compagni non trovano il tempo per un suggerimento utile. Vittima di problemi fisici nell'ultima mezz'ora, sembrerebbe sul punto di chiedere il cambio, ma ciò non avviene e succede il patatrac nell'area piccola.
Vicari 6: Gerardi ha grande voglia di fare e di mettersi in mostra, ma il giovane romano riesce a contenerlo e a vincere spesso i contrasti aerei. Troppo frettoloso nei disimpegni, meno preciso di Poli, mette un pochino d'ansia e di fretta alla squadra. Lacune difensive comunque se ne vedono poche: sufficiente.
Poli 5,5: Prestazione paragonabile a quella del compagno, anche se Ebagua, pur non al 100%, è un cliente assai più scomodo. Visto il rendimento dell'italo-nigeriano il confronto parrebbe vinto, ma con gli attaccanti di livello non si può mai star tranquilli: specialmente non gli si può lasciare 2-3 metri per prendere la mira e scaricare il raddoppio in rete.
GAROFALO 6,5: Il migliore, dall'inizio alla fine. Belle chiusure, uscite in palleggio e scambiando coi compagni in sicurezza e con buona tecnica. Il pubblico approva e batte le mani. In una gara avara di occasioni da rete, è lui a suonare spesso la carica e a portare in avanti le palle più interessanti per gli attaccanti, come quella per Faragò che trova il miracolo di Scuffet in angolo. Da un suo recupero nasce una delle poche occasioni per Galabinov. Peccato per la palla persa sulla bandierina che ha poi portato alla rete dello 0-1.
Faragò 6: L'unico a combattere ad armi pari contro la fitta mediana ospite. Il centrocampo azzurro affonda, ma Paolo ha la forza per inseguire gli avversari e per essere l'uomo più pericoloso della squadra. Nel primo tempo, dopo un aggancio non facile, si coordina in un lampo e spara dalla distanza fra le braccia di Scuffet. Nella ripresa praticamente segna con un raid in piena area di rigore, ma il portiere in prestito dall'Udinese decide di fare l'eroe e manda in angolo. Qualche problema nel contenere la vivacità di Sbaffo, ma ha ricevuto pochissimo aiuto dai compagni.
Buzzegoli 5: Sono rimasto stupito nel vederlo fra i titolari dopo la prestazione molto sbiadita fornita ad Avellino, soprattutto considerando il centrocampo a cinque schierato dagli ospiti. Fin dalle prime battute lo squilibrio fra la mole di gioco creata dai due reparti contrapposti è evidente, rendendosi ancora più ampia nella ripresa quando Buba è costretto ad alzare continuamente la palla non avendo tempo, fiato e sbocchi per organizzare gioco. Più di metà gara a rincorrere vanamente gli avversari. Al momento per lui c'è solo la generosità.
Pesce 5,5: Abbandona la gara dopo nemmeno un'ora di scialba opposizione ad un reparto più organizzato e numeroso. Tiene il confronto con un opaco Brillante (freddura d'obbligo), ma il suo apporto alla costruzione della manovra è scarso, tanto che Baroni rinuncia ben presto al suo mediocre contributo.
Manconi 5,5: Pare aver voglia di fare e il Novara gioca spesso dalla sua parte nella prima frazione. Dopo l'ammonizione di Marconi dovrebbe provare a forzare di più le giocate per mettere in difficoltà l'ex Pro Vercelli, impossibilitato ad intervenire con serenità dopo il giallo. Riesce tuttavia a scappare qualche volta sul fondo e a mettere qualche palla in area. Contributo non equivalente nella ripresa, quando si eclissa come visto anche contro la Virtus Entella, salvo qualche isolato spunto personale, mai in un contesto di gioco di squadra.
Galabinov 5,5: Troppo isolato, riceve pochi rifornimenti utili da una squadra che lo cerca, ma che non accompagna mai a dovere. Corazza e Manconi sono spesso impegnati nel lottare lontani dalla porta e lui, un po' per esigenza ed un po' per una crescente sfiducia nella prestazione della squadra, cerca di fare tutto da solo. Meno combattivo rispetto alle prime uscite, comunque.
Corazza 5,5: Probabilmente quello che tocca più palloni nel tridente, ma quasi sicuramente anche quello più penalizzato dal modulo. Largo sulla fascia pare ingabbiato, non riesce a sfoderare la progressione e la sua capacità di crearsi occasioni che gli riconosciamo dopo l'annata 2014-15 (anche se poi a volte difetta sottoporta). Non avendo un grande dribbling, la morsa in cui viene stretto fra Madonna e Borghese non gli lascia scampo.
- Casarini 5: Spiace essere duri, perché il ragazzo è stato fuori fino ad ora, ma la prestazione fornita contro il Como è stato un pessimo biglietto da visita. Lento, impacciato, fuori condizione, falloso. Lontano dal giocatore che può essere e che sarà presto. Al momento non è pronto, è stato una marcia in meno per la squadra.
- Gonzalez 5,5: Entra in campo per quasi una mezz'ora, ma alzi la mano chi ha notato differenze con quanto visto in precedenza. Evidentemente la terza panchina consecutiva che pare un po' punitiva dopo gli orrori di Crotone comincia a pesare parecchio, specialmente se rapportata al minutaggio di Manconi e a quanto fatto dai due nella stagione chiusasi a maggio.
- Evacuo s.v.
Baroni 5: Chi scrive cerca di farsi condizionare il meno possibile dal risultato e la valutazione del tecnico dopo le gare con Latina e Crotone (6,5 e 6 per Baroni) sono lì a testimoniarlo. Impossibile però soprassedere rispetto a quanto di anomalo ci è stato propinato nell'infausta serata di ieri. La prima notazione riguarda il gioco: quando arriva un allenatore nuovo, un ambiente mette in conto una possibile partenza a rilento ed un periodo di rodaggio dovuto all'assimilazione di nuovi concetti, movimenti e metodi di allenamento. Lo stesso mister ha bisogno di conoscere a fondo le qualità della rosa, le sue caratteristiche. Rimane inspiegabile quindi come questa squadra abbia potuto fin da subito giocare il calcio di Baroni nelle prime uscite, stupendo per abilità nello sviluppare gioco a palla bassa, movimenti ficcanti e possesso, salvo smarrirsi progressivamente e fornire una prestazione assolutamente priva di contenuti contro i lariani. Zero gioco, poche e sporadiche occasioni, palle lunghe alla viva il parroco. In più, gambe molli e quella mancanza di forza morale che già aveva fatto arrabbiare e rabbrividire nell'assurdo finale di Crotone. Molto discutibile anche la formazione iniziale. Abbiamo già scritto in precedenza della terza panchina consecutiva di Gonzalez a favore di un Manconi ritornato all'improvviso nei piani azzurri dopo una stagione da desaparecido, stupisce la seconda panchina consecutiva di Viola. Ma come, non era il giocatore che "più gioca e più migliora la condizione"? Dopo il meritato riposo di Avellino, sarebbe dovuto tornare in cabina di regia. Sul modulo si è detto già molto, inutile riaffermare cose già note. Urge un cambio di rotta, senza se e senza ma. Quest'organico non vale l'attuale posizione di classifica. Tenere in mano uno spogliatoio già col naso arricciato è il primo obiettivo.
COMO
Scuffet 7: Serata molto più tranquilla del previsto per il talentuoso estremo classe '96, fino all'intervallo per lo meno. Nella ripresa due interventi decisivi: prima vola alla sua destra sventando con un prodigio una deviazione aerea di Faragò, poi nel finale su un tiro di Corazza deviato ha il riflesso giusto per evitare la capitolazione. Decisivo.
Borghese 6: Rude, scorretto, simulatore, picchiatore. Ma tiene su Corazza e su Galabinov.
Cassetti 7: Gioca una partita di rara precisione e tempismo negli interventi, non sbagliando mai i tempi delle uscite. La velocità non è certo quella di un ventenne, ma il controllo di un solo uomo (sul quale riceve fra l'altro l'aiuto dei compagni di reparto) facilita il compito all'ex romanista. Vicino anche al gol con un'incornata a lato nelle prime battute. Chiude da trionfatore.
Garcia Tena 6,5: Nonostante la giovane età dimostra freddezza, vale molto l'esperienza accumulata in B nella scorsa stagione. Mancino dal piede non disprezzabile, si fa valere anche negli scambi coi compagni sulla trequarti. Dà una bella mano a Marconi per tenere a bada il quasi omonimo Manconi.
Madonna 6: Alla seconda presenza da titolare dopo la sostituzione dello squalificato Marconi nel secondo turno, si limita al compitino spingendo poco e badando a controllare le scorrinande di Garofalo e Corazza.
Brillante 5,5: Solo 45' in cui dà un apporto minore a quello dei compagni. Sabatini pensa bene di spostare il dinamico Bessa nella sua posizione e le cose per gli ospiti migliorano.
BESSA 7: Mi chiedevo come mai Sabatini non rinunciasse mai a questo classe '93 di proprietà Inter, ieri ho avuto le risposte. Svelto palla al piede e a distribuire, calcia verso la porta e s'incunea continuamente nella trequarti avversaria. Vince nettamente il confronto con Buzzegoli che annaspa guardandolo sempre alle spalle. Abbina corsa e tecnica, molto interessante.
Sbaffo 6,5: L'uomo in più di questo inizio di stagione per i lombardi, prova fin da subito a fare la differenza con giocate mai banali. A volte eccede (anche con qualche tacco di troppo), ma la squadra crede in lui, lo cerca e lo trova molto spesso. Il Novara pressa poco e male e lui ha buon gioco nell'inventare calcio partendo da sinistra. Spettacolari i due interventi acrobatici in rovesciata ed in volée che potevano valergli il gol della settimana.
Marconi 6: Spostato dal tecnico ospite a sinistra in luogo del più offensivo Jakimovski, è uomo di raccordo fra centrocampo e difesa. Viene limitato dal cartellino giallo sventolatogli in faccia al quarto d'ora di gioco, ma non è più chiamato ad interventi al limite.
Ebagua 6,5: Prova generosa ma inconcludente per 80', poi un fallo che porta all'autorete di Faraoni e il grande gol, un vero pezzo di bravura. Non al meglio, eppure decisivo. Al Como per salvarsi servono i suoi gol.
Gerardi 5,5: Mosso da sacro fuoco, forse piccato da certi discorsi riguardanti i trascorsi al Cittadella. Si danna l'anima per trovare come fare male, ma calcia in porta solo su un piazzato, ben tirato fra l'altro.
- Minotti 5,5: Entra in luogo di Brillante, ma non fa granché bene. Sbaglia diversi passaggi, si muove lentamente, è troppo macchinoso. Mi è parso involuto rispetto al passato, giocatore che non riesce ancora a fare il salto di qualità. Se non altro il suo ingresso ha dato modo a Bessa di sfogare la sua voglia di sgroppare nella trequarti avversaria.
- Casoli s.v.
- Bentivegna s.v.
Sabatini 6,5: Il suo Como gioca un calcio semplice, a tratti banale, ma fa le cose giuste, quelle che servono al momento. Non è da sottovalutare il modo in cui sta in campo la formazione lariana, perché spesso i centrocampisti sono elementi con spiccate attitudini offensive. Il tecnico perugino a Novara è stato cauto coprendosi con la panchina di Jakimovski senza nessuna remora sul cambio di fascia di Marconi. Le caratteristiche offensive di Sbaffo e Bessa lasciavano però parecchio spazio fra centrocampo e difesa che gli azzurri, colpevolmente troppo lunghi e sfilacciati, sono stati sciocchi a non sfruttare. Eppure ci si poteva tuffare a capofitto con una mediana più mobile...
