ESCLUSIVA: a tu per tu con...Sergio Merlo

Ecco il consueto appuntamento con l’intervista ad uno dei protagonisti del calcio nostrano. Oggi è il turno di Sergio Merlo, mister della Junior Calcio Pontestura, squadra di Seconda Categoria, inserita nel Girone M. Sergio è un giovane allenatore, classe ’71, con un passato da calciatore.
-Sergio, raccontaci qualcosa su di te, sul tuo passato fino ad arrivare ad oggi.
I primi calci al pallone li ho dati all’Unione Sportiva Pontestura, ma dopo poco tempo sono passato al Casale dove sono stato per quattro anni, partendo dagli allievi fino ad arrivare alla Beretti. L’anno successivo sono andato al Cerano, in Eccellenza. Lì ho totalizzato quattro stagioni, intervallate da una parentesi di un anno al Monferrato. Successivamente, per motivi di lavoro mi sono spostato e ho giocato prima ad Ozzano e poi ad Occimiano, dove ho disputato campionati di Prima e Seconda Categoria. Nel ’99 ho deciso di tornare al mio paese ed insieme a Turino, attuale dirigente del Casale, e Zanforlin, oggi presidente della JCP, abbiamo fondato l’Atletico Pontestura iniziando ovviamente dalla Terza Categoria ed in cinque anni siamo arrivati fino alla Prima. Dal 2005 ho iniziato ad allenare ed ho ripercorso parte della mia carriera da giocatore, infatti ho iniziato dalla giovanili dell’Atletico Pontestura per arrivare fino alla prima squadra, ma poi sono tornato a Casale dove ho allenato per cinque stagioni in due categorie, giovanissimi, anche nazionali, ed allievi. Nel 2013 è arrivata la chiamata di Turino della Junior Pontestura e non ho esitato ad accettare e dopo due bei campionati conclusi uno al sesto ed uno al quarto posto con la Juniores, mi hanno permesso di essere promosso in prima squadra da quest’anno.
-Ottimo. Come mai hai scelto questo ruolo? Ti ispiri a qualcuno? Hai un’idea di gioco particolare?
Mi è sempre piaciuto insegnare calcio, anche quando giocavo ero sempre propenso a dare consigli e aiutare i giovani e i compagni in generale. A fine carriera da giocatore, incominciare ad allenare era la normale conseguenza. Diciamo che mi ispiro a tutti, ma allo stesso tempo a nessuno, cioè, guardo e cerco di apprendere il più possibile da tutti, ma durante gli allenamenti alla fine mi concentro sul mio lavoro cercando di farmi comprendere al meglio dai miei calciatori. Se dovessi fare un nome di un grande personaggio che a mio parere insegna calcio meglio di tutti gli altri, direi Guardiola, ma so perfettamente che in queste categorie il suo gioco è impossibile da farsi. Per quanto concerne l’idea di gioco beh, a mio pare il modulo lo fanno i giocatori, io cerco di adattare sempre la tattica alle caratteristiche di chi alleno. L’unica cosa da cui difficilmente mi discosto è la difesa a quattro, parto da li e poi cerco di costruire il resto della formazione. L’ideale per me sarebbe il 4-3-3, ma non sempre è attuabile.
-Avete fatto un ottima preparazione, conquistando anche molti successi in amichevole, e siete partiti con due vittorie in altrettante partite in campionato, cosa ti aspetti per questa stagione? Pensi di avere a disposizione una rosa all’altezza? Quali sono gli obiettivi?
Si siamo partiti molto bene, addirittura meglio del previsto. La società mi ha messo a disposizione un gruppo omogeneo e molto giovane, infatti l'età media della rosa è 22 anni. Sono tutti ragazzi che hanno una gran voglia di mettersi in mostra e, per ora, si lavora davvero molto bene. Abbiamo ben otto giocatori che arrivano direttamente da nostro vivaio che, peraltro, ho già allenato nei due anni di Juniores. Poi il resto del gruppo è a grandi linee quello dell’anno scorso, in più abbiamo avuto l’opportunità di inserire alcuni innesti di esperienza e qualità come Venniro, Artico, Rollino e Chimento. In ogni caso il primo obiettivo rimane la salvezza nel più breve tempo possibile, poi ovviamente se in primavera ci troveremo nelle parti alte della classifica, di certo, non tireremo indietro la gamba…
-Molto bene. Ritieni che dobbiate migliorare ancora sotto qualche aspetto? Se si quale?
Si, assolutamente. Siamo giovani, compreso il sottoscritto, e dobbiamo crescere di partita in partita, soprattutto per quanto riguarda l’esperienza e la personalità, ma sono sicuro che abbiamo tutte le carte in regola per farlo. Siamo in un girone molto difficile, con squadre veramente toste, tutte attrezzate per fare bene. Noi daremo tutto per dire la nostra.
-Provando a proiettarci al futuro, dove ti vedi tra qualche anno? Hai qualche traguardo particolare che intendi raggiungere? Pensi che potrai rimanere a lungo alla JCP?
Bisogna sempre migliorarsi, nessuno conosce il proprio destino, ma vorrei far bene con la JCP portando la società nelle categorie che merita, magari fino alla Prima Categoria o, chi lo sa, anche in Promozione. Poi, ovviamente, la mia permanenza qui dipende dai risultati, ma io mi trovo benissimo, c’è un gruppo dirigenziale eccezionale, a partire dal Presidente Zanforlin, passando per il Direttore Temporin, fino ad arrivare al Segretario Barbero, siamo, come si suol dire, una grande famiglia. Comunque io sono ambizioso e puntiglioso, non lascio mai nulla al caso, ma per adesso non voglio pormi dei traguardi particolari, in questo momento la mia intenzione è solamente quella di fare il massimo con la JCP.
Ringraziamo Sergio per la sua grande disponibilità e per averci raccontato quelle che sono le dinamiche che contraddistinguono il suo lavoro. Auguriamo il meglio a lui ed alla società della Junior Calcio Pontestura.
