Spinale, l'esperienza al servizio del Villafranca - I AM CALCIO ITALIA

Spinale, l'esperienza al servizio del Villafranca

Manuel Spinale
Manuel Spinale
VeronaSerie D Girone D

L’esperienza e la professionalità al servizio della squadra. Una carriera che parla da sola. 37 anni sulle spalle e non sentirli, la voglia di un ragazzino, la testa ancora di un professionista. Cresciuto nelle giovanili dell’Hellas Verona, fino alla Primavera, nell'agosto del '97 è passato al Giorgione. A settembre cambia subito maglia e va a Mestre dove vi rimane fino al '99. Nell'agosto dello stesso anno passa alla Vis Pesaro dove conquista la Serie C1. Gioca in varie squadre di Serie C2 (Moncalieri e Biellese) e nel gennaio del 2003 passa al Mantova. Ed è uno dei protagonisti della scalata dalla Serie C2 alla Serie B. Con la maglia virgiliana infatti conquista la promozione in Serie C1 nel 2004 e poi quella in Serie B nel 2005; da allora milita sempre con i virgiliani totalizzando 171 presenze e 7 reti in serie B (più 4 presenze in incontri di play-off). Contribuisce nel campionato 2005-2006 al raggiungimento dei play-off dei virgiliani. Disputa tutte le partite per la promozione in Serie A, con il salto di categoria sfumato solo in finale a vantaggio del Torino. Dopo l'estromissione del Mantova dal calcio professionistico avvenuta nell'estate 2010, rimane nella nuova società mantovana che riparte dalla Serie D di cui è il capitano e che dopo un solo anno vince il campionato facendo ritorno fra i professionisti. Il 30 giugno del 2014 conclude il contratto con il Mantova dopo ben 12 anni e collezionando 375 presenze, entrando di diritto nella storia del calcio mantovano con maggior presenze. Nell'estate del 2014 firma con il Villafranca. Signori, ecco a voi Manuel Spinale.

Oggi al servizio del Villafranca, Spinale è l’uomo di carattere e di personalità della squadra di mister Frutti. Reduce dalla sconfitta con il Parma, lo abbiamo contattato per farci raccontare cosa è accaduto al Tardini, in una gara giocata a viso aperto davanti a ben 10 mila spettatori.

Spinale, peccato per la sconfitta con il Parma. L’impresa era quasi compiuta.

“Vero, peccato. E’ stata una partita tattica, mancava davvero poco per portare a casa l’impresa e sinceramente avremmo meritato qualcosa di più. Il Parma però ha fatto quel qualcosa in più di noi che gli ha permesso di vincere. Ci può anche stare, del resto hanno una squadra costruita per vincere il campionato”.

Forse l’emozione del Tardini vi ha giocato un brutto scherzo…

“Emozioni ne ha giocate sicuramente, e giocare davanti a dieci mila persone non è facile. Il Villafranca comunque ha fatto la partita che doveva fare, poi purtroppo è finita come tutti sappiamo”.

Il Parma è la squadra da battere?

“Non so se effettivamente sia la squadra più forte del campionato, ma ovviamente ha qualcosa in più che altre squadre non hanno. Il Parma rimane comunque essere una delle candidate alla vittoria finale, ma anche Forlì, Correggese, Tolle e San Marino non sono da meno”.

Villafranca inserita nel girone D, forse il più duro…

“E’ il mio terzo anno di serie D questo (uno con il Mantova, due con il Villafranca, ndr) e questo è davvero il girone più difficile. Il più abbordabile è il C, però siamo qui e non possiamo farci nulla. Noi dobbiamo solo pensare di battagliare il più possibile e cercare di compiere lo stesso miracolo dell’anno scorso”.

Villafranca ancora a secco di punti. Cosa non sta funzionando?

“Ammetto che abbiamo affrontato subito le più forti. Poi ogni partita è difficile, non esiste una gara più facile e una più dura, ci vuole solamente la testa giusta. Dobbiamo pensare di smuovere la classifica e già da mercoledì, lavorando e battagliando”.

Dal professionismo alla serie D. Cosa è cambiato e cosa l'ha portata a fare questa scelta?

“A Mantova ne ho passate tante e vinto tanto, siamo arrivati in B e abbiamo sfiorato la A. La serie D è tutta un’altra cosa, ma è pur sempre una categoria ben attrezzata. Avrei voluto togliermi qualche altra soddisfazione e taglieri altri record con il Mantova, ma poi per una serie di cose ho cambiato maglia e ho trovato nel Villafranca un bel progetto”.

Che ricordi ha del professionismo? Il più bello?

“Aver vinto cinque campionati di certo non me lo scorderò. E’ stata dura però, anche perché puoi pensare di essere bravo quanto vuoi ma nel professionismo non funziona così. C’è sempre da lavorare, correre, far sacrifici. E solo così ci si toglie belle soddisfazioni. Anche perché nessuno ti regala niente”.

Dall’alto della sua professionalità ed esperienza che messaggio vuole dare ai giovani di oggi?

“I giovani di oggi vogliono tutto subito e pretendono. Purtroppo al giorno d’oggi c’è troppa presunzione, bisogna invece stare zitti e lavorare a testa bassa. Dico loro che senza sacrifici e volontà non si va da nessuna parte, occorre lavorare e cercare di migliorarsi sempre. E se vuoi arrivare, occorre veramente tanta fame”.

Mercoledì turno infrasettimanale con il Ribelle. Che partita sarà?

“Non la conosco. So che ha ex professionisti, e sarà comunque una partita difficile. Non sarà il Parma, ma se noi scenderemo in campo con lo stesso spirito e la stessa voglia messa al Tardini faremo bene”.

Lorenzo Morandini