Un altro passo verso la retrocessione

Sono passate circa 24 ore dalla sconfitta contro il Brescia, ma l'amarezza per una serata pessima ancora fatica a farsi da parte. Salviamo il gol con cui Rubino ha raggiunto Piola a quota 86, per il resto cerchiamo di dimenticare e ripartire da Padova. Ho letto e sentito tanti commenti positivi al nostro primo tempo, io non sono d'accordo; abbiamo fatto possesso palla, ma non mi risulta che a fine partita ti diano dei punti se vinci in questo fondamentale. Tiri in porta? Un paio, mentre il Brescia finiva il primo tempo un gol avanti e con l'occasione più pericolosa, nella circostanza in cui Kosicky è scivolato ed è riuscito a salvare in extremis.
Nella ripresa mi aspettavo, o forse meglio dire speravo, di vedere entrare in campo una squadra (sportivamente parlando) disperata, pronta a dare tutto per segnare il gol del pareggio. Risultato? Un quarto d’ora al piccolo trotto e il gol del raddoppio preso su corner, su cui siamo sempre in difficoltà nonostante la decisione (condivisa anche da Aglietti in precedenza) di non tenere almeno un uomo sulla linea di centrocampo. L'ingresso di Rubino ha portato subito gli azzurri ad accorciare le distanze, poi, nonostante la "bolgia" che ha accompagnato la squadra verso il pareggio, non c'è stato niente da fare. Come mai bolgia tra virgolette? Perché, nonostante la squadra avesse bisogno del pubblico, ci siamo fatti da parte e abbiamo permesso a Caracciolo & C. di giocare in casa, non abbiamo accompagnato i ragazzi e, oltre alla sconfitta in campo, abbiamo perso anche fuori: abbiamo mollato e questo non deve succedere, non dobbiamo permettere che lo sconforto abbia la meglio anche nei momenti più difficili.
Come siamo arrivati a tutto questo? Attraverso una squadra che pian piano ci sta facendo perdere l'amore per i nostri colori e che ci sta facendo perdere la voglia di tifare. Lo ribadisco, il nostro organico non è da ultime cinque, eppure siamo in lotta per quelle posizioni e sembriamo molto più in difficoltà rispetto a Reggina e Juve Stabia ad esempio. Sabato andiamo a Padova, poi affronteremo Cittadella e Reggina: superfluo dire che la nostra stagione è a un bivio e non possiamo permetterci ulteriori passi falsi. Ancora una volta speriamo che i veneti ci portino fortuna, da Padova è ricominciata la nostra avventura in B, li abbiamo affrontati e battuti nella finale playoff per la serie A e proprio da Novara-Padova è cominciato il recupero di Aglietti dell'anno scorso. A proposito di finale playoff, mi sembra di ricordare uno stadio pieno e festante, di una ricerca dei biglietti paragonabile a una caccia al tesoro... Adesso la media spettatori è di circa 5000, gli altri 7000 che fine hanno fatto? E tutti quelli che non hanno trovato biglietto? Non riusciamo a capire che uno stadio pieno potrebbe darci quei 4-5 punti in più da qui a fine campionato che potrebbero essere decisivi? Evidentemente no, probabilmente questi tifosi occasionali sono più interessati alla ripresa della Champions e dell'Europa League settimana prossima che a sostenere un Novara in difficoltà. Come dice il proverbio, quando l'acqua sale, la barca si alza. Io su quella barca c'ero, ci sono e ci sarò. Chi vuole scendere può farlo, nessuno si deve sentire obbligato sia fuori che dentro il campo.
Forza Novara Sempre!!!
