L'Odissea estiva della Triestina

Non c'è pace per i giocatori, i dirigenti e il tecnico dell'Unione Triestina 2012, che si sono visti interrompere l'allenamento mattutino di domenica: un gruppo composto da circa 10 ultrà (mai noti per i loro modi pacati) si sono appostati ai lati del campo sportivo di Prosecco (dove si allenavano gli alabardati) e hanno iniziato una sequela di cori contro la dirigenza. Come se questo non bastasse si sono esibiti prima in un lancio di ortaggi e poi di banconote finte.
Il lancio di banconote finte è stato un chiaro riferimento alla notizia uscita una settimana fa (Il Piccolo 21/07/15), in cui sono stati messi in luce tutti i debiti che la società triestina ha contratto nell'ultimo anno e che la potrebbe portare al fallimento. Nulla di strano fino a qua, molte società di calcio falliscono in questo periodo, ma in questo caso si parla di un debito di 10.000 euro lasciato in un bar del centro di Trieste, dove i giocatori andavano a rifocillarsi.La questione è subito finita sulla scrivania di un giudice e l'udienza è fissata per il 19 agosto, in cui, anche se il debito venisse saldato, il magistrato potrebbe valutare l'ipotesi di solvibilità della società: vale a dire che il debito potrebbe crescere a dismisura per gli interessi.
Il tutto condito da una richiesta di fallimento dell'Unione Triestina 2012, che porterebbe alla perdita della titolarità del marchio da parte dei tifosi (acquisita circa 2 anni fa) e questo spiega in parte il lancio di banconote verso il campo di allenamento. In effetti, per una volta, gli ultrà non hanno tutti i torti...
