Le pagelle di Siena-Novara

Novara
- Kosicky 6,5: Buona prestazione di Tomas, costretto a raccogliere nel sacco la velenosa conclusione di Rosina, ma bravo ad evitare guai peggiori in almeno due circostanze con interventi non semplici. Oltre alla consueta tranquillità fra i pali, da segnalare un'importante uscita sullo 0-0 a togliere il pallone dalla testa di un avversario.
- Crescenzi 6: Stranamente in difficoltà nei primi 20', sorpreso dalla verve di Spinazzola e dai raddoppi di un Feddal sempre pronto a dare manforte al giovane esterno bianconero. Sembra già aver preso le misure agli avversari, quando Rosina si beve Buzzegoli e Perticone e s'inventa l'1-0. Dopo è fra i più attivi alla ricerca del pari, ma senza la consueta lucidità e precisione nei passaggi.
- Perticone 5,5: Veramente troppo scolastica la tentata copertura su un Rosina lanciato verso la porta, errore piuttosto grave per un difensore esperto come lui. Conscio dell'errore, gioca il resto della gara con tanta grinta che gli consente di recuperare tanti palloni, a volte prendendo quello che trova, che sia gamba o pallone. In quel ruolo serve più concentrazione.
- Vicari 6: Presidia bene la posizione, badando bene a non esagerare. Bravo su Rosseti, chiuso quasi sempre con tempestività. Quando si avventura nella ricerca del pallone un po' più lontano dalla nostra porta, Rosina lo salta secco riportandolo a più miti consigli, in trincea. La difesa, comunque, è parsa piuttosto sicura, anche per merito suo. In altri tempi, nel primo tempo avremmo imbarcato un paio di gol in più.
- Lambrughi 6: Anche lui in crisi nella prima parte di gara, quando si trova a dover fronteggiare un Rosina in splendide condizioni fisiche e tecniche. Timido, fin troppo, nella prima frazione, quando sfiora anche un autogol. Certamente più positivo nella ripresa.
- Buzzegoli 5,5: Spiace dover tornare a dare un'insufficienza a Daniele, ma sinceramente non è possibile prendere un gol come quello di Siena, col centrocampista che si fa saltare netto senza colpo ferire. A suo favore depone però l'essersi impegnato a fondo per rimediare, sfiorando anche il pari con una bordata dalla distanza che si è spenta sull'esterno della rete. Nella ripresa, la palla buona gli arriva staccata dal terreno e la colpisce in maniera sporca di piattone. Secondo me, con Rigoni non può giocare. Soprattutto se loro sono due dei tre che affrontano un centrocampo a 4 che va ad appoggiare un tridente...
- Rigoni 5: Prestazione negativa come per Buzzegoli, con l'aggravante però di averci messo meno nerbo. Capiamo che non è il tipo di campo che predilige, capiamo che le sue caratteristiche sono diverse dall'inseguire il pallone giocato dagli avversari, capiamo l'inferiorità numerica a centrocampo, ma qualche cosa in più si poteva e doveva fare.
- Faragò 6: Sempre più maturo, dimostra di essere una delle poche certezze del reparto più in difficoltà in questa travagliata stagione: il centrocampo. Anche a Siena tanta corsa, molti inserimenti e una discreta qualità. Bello il tacco con cui si autolancia nella prima frazione, mettendo poi un cross sul quale libera Dellafiore. Sfortunato quando si vede respingere da Feddal il tap-in del pareggio dopo un errore in uscita di Farelli. Se sarà rivoluzione a centrocampo, che questa non tocchi Paolino.
- Gonzalez 5: Sempre più impellente la necessità di dare riposo fisico e mentale a questo ragazzo, abituato a prendersi delle gran belle pause in carriera, ma che mai a Novara avevamo visto così svuotato e impotente. Fiaccato è il termine giusto per definire la condizione attuale di Pablo che gioca sempre con applicazione, ma da un bel po' senza profitto. Speedy, dove sei?
- Sansovini 5,5: I rifornimenti sono pochi e "sporchi". Visto lo stato di forma precario degli esterni, si trova spesso i tre centrali a giocare un po' più stretti, proprio alle calcagna in diverse occasioni. Gioca una partita anonima, in cui a tratti non pare nemmeno essere sul terreno di gioco. Da vero bomber però, si ritaglia un mezzo metro di spazio e tira fuori una conclusione in diagonale che potrebbe valere un punto, ma Farelli respinge e Lazzari cade a pochi passi dalla porta.
- Lazzari 5: Partita assolutamente da buttare. Peggio di Gonzalez, perché l'argentino prova ad entrare comunque molto nel gioco della squadra, cercando di aiutare i compagni. Flavio invece, dopo mesi a tirare la carretta, sembra proprio completamente scarico e qualche avvisaglia si era già avuta nella blanda prestazione contro l'Avellino. Probabilmente è un bene per lui non sia finito in A in questa finestra di mercato: in questo stato si sarebbe rapidamente bruciato a quei livelli. Prestazione scadente.
- Manconi 6: Garantisce un bel cambio di passo rispetto al cugino di Lazzari, è bravo ad entrare subito nel clima della gara. Pericoloso quando si inventa un'azione slalomeggiante verso il centro dell'area, troppo precipitoso quando getta al vento due-tre potenziali occasioni per troppa frenesia. Ripeto quanto scritto la settimana scorsa: bisogna cogliere gli attimi. questo ragazzo va fatto giocare ora. Col Brescia la volta buona?
- Lepiller 5: Fatica maledettamente a tornare il giocatore che ci aveva fatto innamorare con le sue doti balistiche, molte volte si blocca "sulla mattonella" e nonostante i venti minuti di partita, a tratti sembra il più stanco in campo. Quel maledetto infortunio non ci voleva, Matthias secondo me poteva essere il nostro vero top player.
- Marianini: s.v.
- Calori 5: Vox populi: "facile parlare dopo, a risultato già scritto". Eh no, fin dal prepartita mi ha fatto storcere il naso la riproposizione in campo del duo Rigoni-Buzzegoli che mai aveva convinto nelle precedenti uscite. Se l'esperimento era sostanzialmente fallito, ma senza conseguenze, con un Avellino che non ha mai cercato di giocarsela a viso aperto, restando spesso rintanato negli ultimi 35 metri, come poteva funzionare in trasferta e contro una squadra con tre attaccanti e quattro centrocampisti? La risposta è una sola: non poteva. E infatti abbiamo visto per la prima volta Crescenzi annaspare schiacciato dall'uno contro due di Feddal e Spinazzola, abbiamo visto Valiani e Pulzetti spostare palla e uomini come dei direttori d'orchestra e i due sono sì validi giocatori, ma ben lontani dalla coppia Pirlo-Vidal. Detto questo, la partita la si sarebbe addirittura potuta pareggiare, con un po' di fortuna e avendo contenuto il passivo ad un solo gol nel lungo periodo positivo del Siena, ma la sostanza non sarebbe cambiata. Per me il mister in questa sconfitta ci ha messo del suo, sbagliando due undicesimi della formazione. L'altro errore? Ritengo che in una fase come questa, un ragazzo come Manconi vada lanciato. A Siena hanno lanciato mesi fa Rosseti, lievemente più giovane di Jacopo, e non mi sembra proprio si siano pentiti. Coraggio mister, coraggio.
Siena
- Farelli 5,5: Poco impegnato dagli azzurri, quando il Novara calcia in modo pericoloso non c'entra lo specchio. Sull'unico vero pericolo, la conclusione di Sansovini, respinge in qualche modo favorendo il tap-in di Lazzari. Buon per lui che l'esterno romano non riesce a coordinarsi. Rischia di combinare la frittata su una maldestra uscita, ma per sua fortuna ha Feddal a fargli da angelo custode.
- Matheu 6: Il meno positivo del pacchetto di difesa, un po' macchinoso, ma favorito dall'inconsistenza di Lazzari.
- Dellafiore 6,5: Buona prova da regista difensivo, poche volte a Novara l'abbiamo visto così determinato, pronto e preciso. Concede pochissimo a Sansovini e si disimpegna anche con eleganza. Strappa applausi al pubblico della Robur.
- Belmonte 6,5: Al rientro dopo un lungo periodo di stop, argina senza problemi la brutta copia di Gonzalez. Cede il posto nel finale a causa della stanchezza dovuta alla mancanza di ritmo partita.
- Angelo 6: Gioca a corrente alternata, ma è in grado di avere buoni spunti come quando regala a Scapuzzi la palla del raddoppio.
- Pulzetti 6,5: Esperto, dinamico e cattivo il giusto, va a nozze contro il centrocampo a tre a basso contenuto di corsa disegnato da Calori. Elemento prezioso, generatore d'energia della mediana.
- Valiani 6,5: Giocatore esperto, distribuisce palloni ai compagni proponendosi in continuazione. Sfrutta la poca pressione degli avversari di reparto e ne approfitta per variare a suo piacimento i tempi di gioco.
- Feddal 7: Forma una ficcante catena di sinistra con il sorprendente Spinazzola. Ha come avversario di riferimento Buzzegoli che tutto è tranne che un giocatore con una buona fase difensiva. E infatti il marocchino, riscoperto da Beretta come esterno, aiuta non poco a creare scompensi alla difesa azzurra. Decisivo anche in chiusura, quando ribatte una conclusione sottoporta di Faragò.
- Rosina 7,5: Letteralmente indemoniato. Perla del gol a parte, gioca a tutto campo saltando avversari, scattando, proponendosi, suggerendo con colpi di tacco e tocchi d'esterno. Poche volte l'ho visto così decisivo e ispirato. Mvp a mani basse.
- Rosseti 6: Il giovane virgulto del vivaio dimostra ancora le qualità che l'hanno portato alla ribalta, ma soffre un po' il peso di un attacco in cui si trova spesso contro la coppia di centrali azzurra, fra l'altro non tenera con lui in quanto ad "attenzioni". Esce quando si affloscia atleticamente.
- Spinazzola 6,5: Per quanto mi riguarda, la rivelazione della gara. Questo classe '93 che un anno fa era stato accostato agli azzurri (piaceva ad Aglietti) gioca con personalità fin dall'inizio, puntando senza paura un giocatore forte e veloce come Crescenzi. Cala un po' alla distanza, ma la prestazione rimane notevole.
- Plasmati: s.v. (auguri)
- Scapuzzi 5,5: Non si fa trovare pronto all'appuntamento con il gol. Per sua fortuna un errore che non costa punti ai toscani.
- Giacomazzi 6: Entra a dare ulteriore equilibrio e sostanza, uno come lui non patisce i finali di gara col risultato in bilico. Missione compiuta e senza eccessivi patemi.
- Beretta 7: Ha messo su una squadra tonica, determinata, sufficientemente esperta e cattiva per affrontare ogni gara per vincerla. Incurante della proprietà a dir poco discutibile, facendo spallucce di fronte alle continue penalizzazioni assegnate in classifica, il tecnico milanese avanza con forza e con la totale fiducia di squadra e ambiente. Possibile l'approdo alla fase post season, se lo stato di forma degli uomini migliori rimarrà di buon livello fino al termine della stagione.
