Chievo salvo... e Meggiorini scala lo Stelvio

"Se ci salviamo, scalo lo Stelvio in bicicletta". Riccardo Meggiorini è stato di parola. L'attaccante del ChievoVerona ieri mattina, accompagnato da un gruppo di amici della High Road di Peschiera del Garda, ha percorso tutti i 48 tornanti della mitica ascesa dello Stelvio. In sella alla sua Pinarello rossa e bianca (poco meno di sette chilogrammi il peso), ha affrontato i 1800 metri di dislivello (per un totale di 28 chilometri) in due ore e 27 minuti, facendo registrare una velocità media di 11 chilometri all'ora. La promessa, datata inizio febbraio scorso, l'aveva rivelata solo a pochi amici intimi. "Quando ho visto che mancavano più di 40 tornanti alla vetta pensavo che sarebbe stata durissima, ma arrivare fin lassù è stata un'esperienza unica". L'attaccante gialloblù è da sempre un appassionato di ciclismo: "Ho seguito quasi tutte le tappe del Giro d'Italia. Adesso dovrò pensare al fioretto per l'anno prossimo, anche se dopo lo Stelvio è difficile immaginare una scalata più difficile. Magari proverò a coinvolgere qualche mio compagno di squadra: per una salvezza del ChievoVerona sono pronto a questo e ad altro".
Fatica e sorrisi si sono mischiati durante la "tappa" di giornata. Pronti via e il Meggio prova a scattare. "Sto lottando per evitare la maglia nera", prova a giustificarsi con i suoi compagni di avventura. Poco dopo arriva il cartello che segnala 47 tornanti alla vetta. "Come 47 tornanti alla vetta", chiede sgomento l'attaccante veronese. "Qui tra poco avrò 47 crampi al minuto". E subito dopo: "Meno male che da piccolo ho scelto di giocare a calcio". Quasi a metà salita, (tornante numero 31), la battuta che non t'aspetti: "Adesso, però, un bel risotto all'Isolana ci starebbe bene". Fino all'illusione di metà salita: "Un po' di discesa, no ghe creo", sussurra in dialetto scaligero. Poi solo silenzio e concentrazione, per raggiungere i 2757 metri di altitudine e la stele in ricordo di Fausto Coppi.
fonte chievoverona.it
