Filippo Arbellia: "Questa è la mia verità"

E' un Filippo Arbellia ancora accigliato e deluso dall'esito del proprio rapporto con l'Accademia Borgomanero quello che incontriamo in un soleggiato sabato mattina di fine maggio per tirare le somme di una stagione che ha visto l'Accademia Borgomanero salire in Promozione senza però essere seguita dal proprio tecnico che, proprio pochi giorni dopo l'avvenuto successo del campionato, a margine di un test amichevole con il Gozzano, ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni, subito accolte dall'establishment agognino a riprova di un rapporto ormai logorato da una stagione sì vincente, ma vissuta sul filo del rasoio di confronti che hanno portato a deteriorare l'armonia tra direzione societaria e guida tecnica. Non usa preamboli l'ormai ex tecnico rossoblù per delineare la situazione venutasi a creare durante questa stagione: "Le mie sono state dimissioni di orgoglio - sostiene Arbellia - perché ero sicuro che, se non me ne fossi andato io, sarei comunque stato sollevato dall'incarico. Non ho voluto quindi attendere questa eventualità e ho tolto il disturbo di mia spontanea volontà. Per come la vedo io, penso che sia una vergogna che una società, che tra l'altro si sta giocando una promozione dopo un campionato vissuto sempre al vertice, sondi la disponibilità di un altro allenatore un mese e mezzo prima che il campionato in corso finisca; questa cosa per me ha un solo nome per essere definita ed è mancanza di rispetto nei confronti di una persona e del lavoro che sta facendo". Un j'accuse pesante quello lanciato da Arbellia verso la società borgomanerese, condita di fatto da altri particolari: "Ora è arrivato Bonan, un allenatore che io rispetto e ritengo di grande professionalità e a cui auguro quindi tutto il bene possibile per la prossima stagione, ma non è un mistero che già nei mesi scorsi la dirigenza avesse parlato con Tabozzi per la prossima stagione, con la squadra ancora in corsa per la Promozione. Io ho portato avanti il mio lavoro, ho condotto l'Accademia Borgomanero là dove il nostro campionato ci ha fatto arrivare meritatamente e me ne vado senza rimpianti, perché so di aver fatto quello che dovevo. Ora la palla passa ad altri, per me il capitolo Accademia Borgomanero, con tutto quello che ne deduce, è chiuso".
Ma quali sono stati i motivi che hanno portato quello che, in base ai risultati, avrebbe dovuto essere un solido sodalizio, ad interrompersi in maniera così brusca, creando questi strascichi? Arbellia ha le idee chiare e non ha problemi ad illustrarle: "Sostanzialmente, ho pagato il fatto di non aver mai voluto ascoltare consigli che ritenevo sbagliati, agendo di testa mia. In pratica, sia a livello tattico che tecnico non ho mai fatto quello che altri volevano, guadagnandomi l'accusa di far giocare i "miei amici" (Arbellia usa queste testuali parole, n.d.r): ma i giocatori che sono scesi in campo l'hanno sempre meritato, perché io ho guardato solo al bene dell'Accademia Borgomanero. E poi, quali erano le alternative? Abbiamo vinto un campionato con un rosa di 13, massimo 14 giocatori utili, considerando tra questi anche Dario Poletti, il portiere di riserva che tra l'altro ha dimostrato di poterci stare in questa rosa, rispondendo sempre presente quando è stato chiamato in causa. Gli altri componenti della squadra erano giovani ragazzi di belle speranze, alcuni anche molto interessanti in prospettiv, che però secondo me non erano ancora pronti per giocare un campionato di vertice in Prima Categoria come era richiesto quest'anno all'Accademia Borgomanero. Ecco, un'altra accusa che mi è stata mossa è stata quella di non far giocare i frutti del vivaio dell'Accademia Borgomanero, ma sono curioso di vedere nella prossima stagione, in Promozione, quanti di questi ragazzi saranno impiegati. Un conto è volersi riempire la bocca con delle parole, un altro è quello di far di necessità virtù, facendo coincidere i fatti con i risultati sul campo".
Arbellia è un fiume in piena e nella sua analisi delle difficoltà incontrate quest'anno alla guida dei rossoblù rientrano anche la gestione degli spazi tra prima squadra e settore giovanile, che molto spesso penalizzava proprio la formazione allenata da Arbellia: "La gestione dei campi di Santa Cristinetta è stato un nervo scoperto per tutta la stagione: noi che eravamo la prima squadra ci sentivamo un po' ospiti a casa nostra, perché le nostre necessità venivano sempre dopo quelle di tutte le squadre giovanili che nei fatti gestivano l'impianto. Ma quello logistico alla fine era un problema sormontabile, soprattutto in una società che comunque fa della gestione del settore giovanile uno dei suoi punti di forza; il discorso è un altro e parte dal fatto che ogni scelta fatta dallo staff tecnico era presa sotto pressione, in quanto veniva discussa e molto spesso non appoggiata: io vorrei sapere il nome di un dirigente che si sia mai preso la briga di venire a vedere i nostri allenamenti prima di discutere eventuali decisioni della domenica che sono il frutto di quanto visto durante la settimana. E invece no, alla fine delle partite, qualunque fosse il risultato, c'era sempre chi parlava. Tutto questo è cominciato già alla quinta giornata, dopo la sconfitta subita con la Virtus Villadossola in una gara che definire irripetibile è quanto di più vero si possa dire: alla fine della gara (persa 5-3 dall'Accademia Borgomanero, n.d.r.), nel parcheggio antistante il campo, c'era già chi in disparte commentava e queste cose ai miei occhi non sono passate inosservate. Non ho dubbi che siamo andati avanti solamente grazie ai risultati, perché è difficile mandare via un tecnico che vince 25 partite su 30: ma è così malvagio un ruolino di marcia in cui, in una stagione, arrivano solamente cinque sconfitte e si vince un campionato in pompa magna come abbiamo fatto noi? E invece per ogni cosa c'era da discutere, racconto solo l'ultimo dei tanti esempi che potrei fare: durante il mercato di riparazione, quando si era già visto che la rosa fosse corta e necessitavamo di un innesto per completare il reparto difensivo, dopo che ogni mia richiesta era stata respinta, avevo fatto il nome di Riccardo Guidetti, un esterno che conoscevo bene e che avrebbe potuto darci qualcosa in più. La società, forse per evitare che continuassi a fare richieste, mi disse che l'avrebbe preso, ma che avrei dovuto scegliere chi lasciare a casa tra Armiraglio e Ganci, due giocatori considerati tra i miei protetti e che tra l'altro giocano in tutt'altro ruolo, perché altrimenti saremmo stati in troppi... Ecco, queste sono le situazioni a cui ho dovuto far fronte in questa stagione, situazioni che mi hanno portato a capire in ritardo lo stato d'animo di Gianluca Valsesia, l'allenatore che mi ha preceduto sulla panchina dell'Accademia Borgomanero e che è stato sostituito al momento del mio arrivo. A volte le cose si vedono ma, finché non si vivono sulla propria pelle, si fa fatica a capirle".
L'analisi si sposta sul campionato dell'Accademia che Arbellia non ha mezzi termini nel definire un piccolo trionfo: "Nel girone A di Prima Categoria, negli ultimi anni, solamente il Real Cureggio ha fatto più punti di noi che a fine campionato ne abbiamo messi assieme 75 con una squadra che non partiva certamente in primissima fascia. Davanti a noi c'erano almeno Fomarco e Suno, costruite con ambizioni di primato, e poi venivamo noi che avevamo sì una buonissima squadra, ma in cui i rimborsi elargiti non erano certo a livello delle altre due corazzate del campionato. Ma qui c'è stata una combinazione eccezionale tra spogliatoio e guida tecnica che è stata il leit motiv della stagione e ci ha permesso di superare ogni tipo di difficoltà. Se escludiamo le prime cinque gare, dove abbiamo ottenuto quattro vittorie e una sconfitta senza onestamente giocare il nostro miglior calcio, la squadra si è espressa sempre ai massimi livelli di quelle che erano le sue possibilità, arrivando ad un risultato meritato, ma onestamente difficilmente pronosticabile alla vigilia, con distacchi abissali inflitti a tutte le avversarie. Il simbolo di questo spogliatoio unito e coeso è Marcello Guidetti, il quale non ha mai giocato al 100% della sua condizione, ma che è stato l'equilibratore di questa squadra, dall'alto della sua esperienza. In più ci metto la prerogativa del calcio che piace a me e che cerco di attuare sempre, che è la preferenza nel gioco verticale che ci ha consentito di avere il miglior attacco del campionato, mandando in doppia cifra più di un giocatore. Però questa soddisfazione mi è stata rovinata da tutto quello che è successo dopo, ma soprattutto durante la stagione, tanto che in questo momento in me prevale l'amarezza di un trattamento che ritengo di non aver meritato e che non capisco. Mi rimane la vicinanza dello spogliatoio che mi fa pensare di essere riuscito a dare qualcosa a questi ragazzi durante l'anno, costruendo un gruppo che è stato in grado di remare interamente dalla stessa parte". Un gruppo che chiude alla grande un campionato e che verrà rivisto pesantemente in vista della prossima stagione: "Ho contatti con tutti i miei ragazzi, perché questi sono i miei ragazzi: alcuni di loro sono già stati tagliati dalla società in vista del campionato di Promozione e spero che questa decisione non sia stata presa perché erano considerati vicini al sottoscritto: parlo di giocatori come Armiraglio, Ganci, Elvini, per non parlare di Andreolli che avrebbe potuto far bene con l'Accademia Borgomanero anche in Promozione, magari parlandogli nel giusto modo e ritagliando per lui un ruolo alla Altafini".
E il futuro di Arbellia come tecnico, dove sarà? "Credo che questo momento, con alcune squadre ancora impegnate sul campo, sia prematuro per parlare del futuro, anche se alcuni movimenti ci sono già stati, soprattutto a livello di panchine. Io ho avuto dei contatti che svelare in questo momento non sarebbe corretto, non c'è ancora niente di definito, ma ho vinto un campionato quest'anno e credo che questo sia un qualcosa di importante; non penso che l'inizio della prossima stagione mi vedrà ancora senza una panchina, ma nel caso spero che qualcuno si ricordi del mio nome e di quello che l'Accademia Borgomanero ha fatto in questo campionato, riconoscendo un po' di merito anche al sottoscritto, cosa che alcuni altri non hanno fatto".
