Hellas, la società esce allo "scoperto". Le parole della dirigenza

Si è tenuta ieri sera in Gran Guarda la serata di gala per celebrare lo storico scudetto vinto dall’Hellas Verona nel campionato 84-85. Un momento di festa, ma allo stesso tempo una occasione per sentire la società gialloblù, dal presidente Setti, al direttore generale Gardini, al direttore sportivo Sogliano. Lo zoccolo duro della società ha fatto un bilancio di una stagione ormai pronta a chiudere i battenti, ma ha parlato anche di futuro, di un domani ancora incerto e sospeso tra vari punti interrogativi.
Queste le dichiarazioni del presidente gialloblù, Maurizio Setti, rilasciate durante il Charity Party in Gran Guardia, serata di gala inserita nell'ambito delle celebrazioni #UnoStoricoScudetto.
"Se è arrivato il momento delle decisioni? Pensate che sia tardi, ma nessuna società a fatti – e non a parole – si è ancora mossa. Ho già parlato con tutti i miei dirigenti: Sogliano, Mandorlini e Gardini. Mi sono preso del tempo di riflettere su ciò che ci siamo detti e ho riferito che risponderò al più presto su quelli che sono i miei piani. Credo che sia un atteggiamento coerente e che faccia parte del fatto di non volersi accontentare, che faccia parte del mio modo di fare calcio. Mi sono preso del tempo per riflettere perché voglio capire che ognuno di loro intenda fare calcio, questo è il mio modo di pensare. Se sono qua è perché sono convinto che si possa fare bene. Un bilancio di questi 3 anni? Mi è piaciuto tanto, ma non tutto. E’ chiaro che il tifoso e lo sportivo in generale guarda solo al risultato sportivo e questo senso mi permetto di dire che tutti i miei uomini hanno lavorato in un modo encomiabile, credetemi quando dico che ottenere i risultati che abbiamo ottenuto non è per niente facile. Credo anche che si possa migliorare e la mia intenzione è quella. Non vuol dire avere qualche punto in più, ma avere una società che cresce di livello e che possa ambire a qualcosa nelle parti importanti della classifica, come presidente voglio un miglioramento sia dal punti di vista sportivo che societario".
"Il Verona in vendita? Abbiamo fatto una smentita con un comunicato ufficiale due ore dopo l’uscita di queste voci, ma se i giornalisti dicono che è una prassi normale (dare adito a queste voci, ndr) allora dico che si sono sbagliati, non ci sono né americani né cinesi e dobbiamo ancora capirci bene sui valori. Le voci su Bigon? Sono usciti tanti nomi, io non ho preso le mie decisioni. Mi sembra che il comportamento più coerente sia quello dell’allenatore quando dice che mancano due partite, dobbiamo ancora finire il campionato, dopodiché, come ho già detto, ci saranno un direttore sportivo, un direttore generale e un allenatore. Se mi conoscete un minimo, sarà gente con un curriculum di un certo tipo. Se permettete, questo fa parte di un modo di fare calcio che va al di là di quello che il tifoso può vedere. Questo non vuol dire che ho in mente di cambiare, ho intenzione di valutare, come già fatto l’anno scorso, tutte le persone che lavorano con me".
"Sogliano? Con lui ho un rapporto splendido, ci stimiamo reciprocamente e abbiamo creato un legame che va al di là del lavoro, è un rapporto vero, questa è la cosa importante. Penso che lui e io vediamo il calcio abbastanza allo stesso modo, poi sta a me giudicare l’operato di ognuno e su questo aspetto nessuno può criticare nulla a Sogliano, sia ben chiaro. Mandorlini? Mi ha soddisfatto anche lui, è una persona che ho imparato ad apprezzare col tempo. Credo che si sia accorto anche lui che avere una società così alle spalle ha fatto la differenza e che ne abbia capito il valore aggiunto perché la società viene prima dei singoli. Ho rapporti veri e sinceri con tutti, quindi qualsiasi decisione che la società prenderà, sarà una scelta condivisa per migliorare la società stessa. Un commento sulle scadenze dei dirigenti? I miei collaboratori sono dei privilegiati, lo dico molto sinceramente, quindi purtroppo le scadenze fanno parte del gioco. E’ un lavoro più affascinante e più bello ma ha delle problematiche rispetto ad un dipendente normale. Io bravo a fare le trattative? Credo che sia meglio piuttosto che andare a caso".
"Se ho il gialloblù nel cuore? Certo, sono molto orgoglioso del Verona e ammiro i nostri tifosi, anche se qualcuno pensa il contrario. Al costume e allo show preferisco il lavoro. Se volessi potrei esibirmi in un modo diverso, ma ho rispetto di tutto quello che è la cultura, questo lo devo alla mia famiglia e alla città di Verona. Potrei camminare per la città e sentire gli applausi, ma preferisco lavorare".
Queste invece le dichiarazioni del direttore sportivo gialloblù, Sean Sogliano.
"Il mio rapporto col presidente Setti? Lo ringrazio perché quando mi ha scelto tre anni fa mi ha dato la possibilità di prendere decisioni che, ritengo, l’abbiano ripagato della sua decisione perché i risultati sono arrivati. Penso che siano la cosa più bella, perché quelli non te li toglie nessuno, rimangono sempre scritti. Le parole del presidente mi fanno piacere, lui farà le sue valutazioni ed io farò le mie, sicuramente sono orgoglioso di questi tre anni a Verona. I colloqui con il presidente ci sono già stati, ma le decisioni non sono ancora arrivate, penso che sia giusto prendere ora delle decisioni per il Verona soprattutto. Abbiamo parlato domenica e gli ho detto che in questo momento voglio essere molto sincero e chiaro con la piazza ed i tifosi. E’ il momento di decidere, non è più giusto aspettare. Il mio lavoro mi piace farlo bene, quindi se c’è da mettersi al lavoro bisogna farlo subito perché ci sono tante cose da fare. Se invece ci sarà da girare pagina, sicuramente mi porterò dietro questi risultati bellissimi che abbiamo ottenuto insieme. Le mie sensazioni? Mi sento sereno di aver dato tanto e di aver ricevuto tanto, sono determinato a prendere una decisione il prima possibile, in un senso o nell’altro".
"Il mio lavoro al Verona? Quando sono arrivato a Verona 3 anni fa ed eravamo in Serie B ho sempre detto chiaramente che il mio modo di lavorare è quello di cercare di fare sempre il massimo e di ottenere i risultati migliori. Sono felicissimo del lavoro che è stato fatto, partendo dalla vittoria del campionato di Serie B fino a queste due stagioni nella massima serie. Abbiamo avuto emozioni forti, sono molto orgoglioso e sereno del lavoro svolto da tutti. Mi conoscete, preferisco fare piuttosto che parlare. Ho preso la mia decisione, la scorsa estate sarei potuto andare in un’altra squadra ma sono rimasto, innanzitutto perché avevo un altro anno di contratto e non mi sembrava giusto interromperlo e poi è stata una mia scelta di continuare qua. Io legato a Verona? Io vivo il mio lavoro con passione, ritengo che i risultati si ottengano quando i rapporti tra le persone che si vedono tutti i giorni siano buoni, sinceri e veri. Per questo motivo sono rimasto qui durante questi 3 anni, è normale che mi senta legato, penso sia giusto continuare se i rapporti si mantengono come lo sono stati fino ad adesso, altrimenti non sarebbe giusto".
"Il mio silenzio dopo il mercato di gennaio? Ognuno ha il proprio carattere, credo che nella vita sia giusto essere sé stessi, a gennaio c’erano momenti di tensione. Penso di interpretare il mio lavoro con la massima preoccupazione perché ci tengo che il Verona faccia il massimo. Molte volte si può avere uno stato d’animo meno rilassato esclusivamente perché è giusto guardare le cose per cercare di migliorarle sempre. Il mercato di gennaio è una fase del lavoro annuale che soprattutto serve per finire bene il campionato in una fase delicata della stagione, quindi mi sono preoccupato di fare bene il mio lavoro e di stare concentrato insieme alla squadra e all’allenatore".
Ed infine le dichiarazioni del direttore generale gialloblù, Giovanni Gardini.
"Charity Party? Siamo molto fieri di aver fatto questa serata in onore del 30° anniversario dello scudetto. Le 200 persone che hanno lavorato per l'organizzazione meritano un grande applauso, perché dimostrano che se si crede in quello che si fa, si possono ottenere buoni risultati. Verona merita questo e molto di più, e lo dimostra tutti i giorni con il calore della gente. Voglio però ringraziare tutti i miei collaboratori che hanno permesso la realizzazione di questo evento. Sono stati bravi e meritano un grandissimo applauso".
"Il futuro? Ci deve essere un tempo tecnico per fare delle valutazioni sulle persone, sui risultati e sulla prosecuzione di un programma. Credo sia nelle corde di un presidente che vuole realizzare un proprio progetto e una propria strategia. In questi tre anni abbiamo ottenuto dei risultati, affidandosi a determinate persone, ora vediamo se ci sono le condizioni per tutti i noi di continuare o meno. Verona, per tutti noi, c'è oggi e ci sarà sempre. Siamo contenti di quello che abbiamo fatto, se dovessimo rimanere ci aspetteranno delle sfide ancora più difficili ma questo non ci deve spaventare perché pensiamo di essere degli uomini e delle persone che navigano con la schiena dritta e con la voglia di fare. Il fatto di essere apprezzato da questa società e da questa gente mi rende molto orgoglioso. Non è la visibilità che mi interessa, ma far funzionare le cose dal punto di vista sportivo, per quella che può essere la mia competenza, e sul piano numerico, dove mi sento vicino a ciò che vuole la proprietà. Io all'Inter? Smentisco le cose che non hanno un profilo di interesse. A Verona sto molto bene, spero di poter continuare. Ho parlato con il presidente e spero di poterlo fare ancora. E' l'unità di intenti delle persone che devono insieme raggiungere l'obiettivo che determina tutto. Senza dimenticare i tifosi, anima pensante della squadra. Verona è un patrimonio di tutti, vanno tutti rispettati e tutti considerati. Il presidente è giusto che abbia il tempo di scegliere, con serenità e tranquillità, se si vuole continuare bene. Altrimenti amici come prima e forza Hellas Verona. Bigon? Dopo 26 anni posso dire di essere amico di tante persone. Bigon è mio amico, come lo sono Marotta, Sabatini e Ausilio. Il presidente saprà decidere quali sono le strade migliori per il Verona".
"Il capolavoro di questi tre anni? Non è stato mio, ma venuto da tutti. Si tratta della gestione del post Morosini, per l'enfaticità mediatica che è stata data al momento. Tutte le componenti hanno capito da subito che noi volevamo fare le cose in un certo modo e ci hanno supportato. Per me è stato anche un momento di grande tristezza, visto quello che era successo, però tutti insieme abbiamo condiviso una strategia per far vedere chi eravamo, cosa volevamo fare e dove volevamo andare. La revoca della multa? Lì c'era un principio di fondo, non c'è stato alcun coro. Anche il Milan ci ha supportati, per ottenere un risultato storico che ci ha dato molto. Un momento negativo? Forse, nonostante i risultati siano stati in linea con le nostre previsione, anche aver aumentato di 10, 20 o 100 euro gli abbonamenti poteva essere evitato. Potrebbe essere però una valutazione più politica che economica. C'è tanto lavoro da fare, staremo molto più attenti anche a questi fattori".
fonte hellasverona.it
