Le pagelle del Cala: Novara-Avellino 2-1 - I AM CALCIO ITALIA

Le pagelle del Cala: Novara-Avellino 2-1

Le pagelle di Novara-Avellino
Le pagelle di Novara-Avellino
NovaraSerie B

NOVARA

- Kosicky 5: Ormai conosciamo piuttosto bene il nostro portiere, autore comunque di una stagione sin qui più che buona: affidabile fra i pali, "emozionante" in uscita. Con gli irpini esce maldestramente tornando piuttosto lentamente tra i pali, così che Galabinov si trova ad infilare la porta azzurra con un tiro tutt'altro che irresistibile. Rischia di combinare la frittata con un altro errore in uscita nella ripresa, ma viene graziato. Non compie interventi da segnalare data l'improduttività degli avanti ospiti.

- Crescenzi 7,5: Sette pieno per un giocatore che francamente c'entra proprio poco con la serie B e in redazione lo scriviamo dalla scorsa stagione. Sa difendere, sa attaccare, è coraggioso e determinato, tutte doti che ha messo in campo anche contro l'Avellino nel suo secondo esordio. Al posto delle gambe ha due mietitrebbie col quale supera in velocità gli avversari, riesce ad intervenire sui contrasti e ha la forza per spostare la palla ed effettuare finte e slalom con semplicità. Memorabile il 360° con la suola sotto il rettilineo per liberarsi di due malcapitati avversari. Top player!

- Perticone 6,5: L'attaccante più pericoloso degli azzurri nel primo tempo col suo tempismo sui calci piazzati. Ammonito nei primi minuti, è bravissimo a gestirsi per il resto della gara ,dosando interventi ed anticipi in modo da non essere mai arrendevole nei confronti dell'avversario, né troppo vicino per rischiare un secondo cartellino giallo.

- Ludi 6: L'ho visto "provare la gamba" già nel primo quarto d'ora, segno di un malessere che, come confermato da Calori in conferenza post-gara, il centrale mantovano si trascina da mesi, giocando comunque senza risparmiarsi mai, mettendosi a disposizione. Capitan Coraggio.

- Lambrughi 6,5: Altro esordio da rimarcare. Parte in sordina, giocando basso e timido per i primi 20'. Prende via via confidenza e gioca scegliendo sempre la soluzione più funzionale, non perdendo mai il possesso della palla. Nella ripresa cresce ulteriormente e si fa apprezzare anche con dribbling e qualche sortita fin dentro alla trequarti avversaria. Sicuro ed esperto.

- Faragò 6: E' uno spettacolo il suo continuo proiettarsi dentro l'area con scatti senza palla. Il nostro Paolo è un incursore continuo e pericoloso come non se ne vedono molti. Deve migliorare sotto il profilo tattico, perché non sempre è nella posizione ideale per attaccare l'avversario o per farsi vedere dal compagno. Vince comunque il confronto con Schiavon, senza dubbio è un giocatore che già vale questa categoria.

- Rigoni 6,5: Il pesantissimo gol impreziosisce una prestazione comunque sufficiente. Messo in cabina di regia, Marco fa valere mente e piede cristallini, anche se i ritmi non sono ancora quelli del Novara del doppio salto. Ok, il tempo passa per tutti, ma il Rigo non è poi così anziano. Se non altro gli errori in impostazione sono notevolmente meno di quelli visti nelle ultime settimane con Buba in cabina di regia.

- Buzzegoli 5,5: L'esperimento del doppio regista al quale Calori è praticamente costretto a ricorrere può dirsi parzialmente fallito, nonostante la vittoria. Il toscano si è trovato a giostrare in una posizione decentrata che non sente sua e questa è sicuramente un'attenuante. Grave però perdere una palla sulla trequarti come quella che ha consentito a Galabinov di battere a rete, fortunatamente male. Dalla sua qualche bella e pericolosa punizione ad innescare i compagni. Il fatto che l'Avellino abbia rinunciato a fare gioco cercando prevalentemente di contenere ha sicuramente aiutato una linea mediana azzurra con pochissima attitudine difensiva.

- Gonzalez 5: Ancora non ci siamo, Pablo non è lui. Errori nei passaggi brevi, negli scambi di prima. Le banali distrazioni sugli stop, il non riuscire ad andare via ad avversari che prima sembravano birilli. La gamba non gira bene, la testa non è serena. Certo, non gli si può dare del lavativo, perché non sta fermo un secondo. Esce fra gli applausi di un pubblico che ne capisce il momento delicato e ricambia battendo a sua volta le mani.

- Sansovini 6,5: Tutto il reparto d'attacco gaudenziano soffre la compattezza difensiva dell'Avellino, compreso Sansovini che fatica a ritagliarsi spazio e giocate utili. Spesso è costretto a svariare anche per un semplice scambio di palla orizzontale. Ma i bomber sono bomber proprio perché, se gli arriva la palla giusta, spesso la mettono in porta. Così per il nuovo acquisto azzurro: posizione defilata, un rimbalzo e via, palla recapitata all'angolino sul secondo palo. Ed è già San-Sovini.

- Lazzari 5: Un sussulto con un gran colpo di testa in apertura, poi un fantasma per un'oretta al termine della quale riceve da Crescenzi in versione sciatore impegnato nel super G, ma spara alto dal dischetto il classico rigore in movimento. Izzo e Zappacosta lo raddoppiano spesso, evidentemente Rastelli ne temeva la verve. Peggior prestazione stagionale per un giocatore inamovibile che finora ha tirato la carretta trascinando la sua squadra. Per lui permesso retribuito, a patto di rientrare subito dalle ferie: la classifica lo impone.

- Vicari 6,5: Tosto, concentrato. Entra quando l'Avellino ha finito da un pezzo di proporre calcio, ma col suo atteggiamento non lascia spazio a dubbi di sorta: da lì non si passa. Importante nel finale quando risponde in serie ai molti palloni che gli ospiti provano a spedire nella trequarti azzurra sfruttando la stazza fisica.

- Manconi 6,5: Ok, il ragazzo ci sa fare, l'hannno capito anche i tornelli del Piola. Accelerazione e primi metri da sprinter, buon controllo di palla, coraggio e buona tecnica. Tutte doti che il ragazzo non ha paura di gettare fin da subito nella mischia. Così come a Varese, dà una scossa di vivacità al match, ma soprattutto firma il secondo assist consecutivo e nel finale guadagna l'espulsione di un avversario con uno spunto che nuoce al sistema nervoso di Decarli che senza pensarci lo stende. Titolare a Siena?

- Lepiller: s.v. 

- Calori 6,5: Mette in campo un Novara che sembra molto vicino al miglior Novara possibile. La squadra ha ancora problemi di gioco e sembra essere questa l'unica cosa che gli irpini terzi in classifica possono vantare in più rispetto agli azzurri: l'organizzazione in campo. Non un dettaglio nel calcio moderno ovviamente, ma un gap al quale è possibile sopperire con gli allenamenti, con gli equilibri da ricercare, con le certezze che poi ne conseguono. Il tecnico però può sorridere: se il centrocampo fa ancora fatica a trovare corridoi offensivi e una copertura difensiva di livello, se l'attacco risulta ancora asfittico e con un'intesa tutta da ricercare, segnali molto molto incoraggianti sono arrivati dal pacchetto difensivo che ha concesso poco e niente ad un tandem pericoloso come quello composto da Castaldo e Galabinov. Gli azzurri devono ripartire dalla difesa, perché la rosa dalla cintola in su permette di trovare la via del gol in vari modi, con gli azzurri in grado di giocarsi diversi jolly all'interno della singola partita.

AVELLINO

- Terracciano 5,5: Meno pesante l'errore in uscita rispetto alla sbucciata di Kosicky, ma sfortunatamente per lui la palla colpita di pugno finisce proprio sui piedi di Rigoni. Sansovini fa un grande gol, ma l'estremo irpino pare sorpreso dalla conclusione di prima intenzione del centravanti e reagisce con leggero ritardo.

- Izzo 6: Si sdoppia fra Lazzari e Sansovini senza rischiare più di tanto. Gara attenta e di spessore per un giovane emergente.

- Decarli 5,5: Esordio positivo per lui, subito buttato nella mischia e fra l'altro nel cuore della difesa, segno di grande fiducia da parte di Rastelli. Fiducia ben ripagata fino all'88', quando dà di matto stendendo Manconi, lasciando i compagni in dieci e rovinando una più che discreta prestazione.

- Pisacane 6: Si oppone con successo agli attacchi di Gonzalez e si difende come può dalle frequenti incursioni di Faragò e Crescenzi che da quella parte spingono con insistenza. Provoca e ha atteggiamenti sopra le righe per gran parte della gara, salvo abbandonare il campo prima del termine per uno scontro aereo con un compagno. Difensore esperto, ricalca lo stereotipo del mestierante.

- Zappacosta 6: C'è molto di suo nei primi 20 minuti dell'Avellino in cui spinge con qualità e senza paura, poi si spegne limitando al minimo sindacale le avanzate. Lazzari non si vede quasi mai, e questo è un bel punto a favore per la promessa in forte odore di Serie A. Timido, come il resto della squadra, nella deludente ripresa irpina.

- D'Angelo 5,5: Grintoso, si impegna nel fare tante cose diverse riuscendo a farne bene poche. Tutto sommato deludente, visto il buon campionato che sta disputando.

- Arini 6: Il più positivo fra i tre centrali della mediana biancoverde, copre bene concedendo spazio limitato a Rigoni e Buzzegoli. Scarso apporto alla fase offensiva, non accompagna quasi mai.

- Schiavon 5,5: Si vede veramente poco, dalla sua parte il confronto lo vince Faragò. Ha il merito di proporsi in profondità più volte, ma raramente riesce a ricevere palla. Partita piuttosto anonima.

- Bittante 6: Fra i più attivi in apertura, dato che il gioco dell'Avellino si basa sul dinamismo e la qualità dei suoi esterni che giocano in appoggio a due centravanti fisici, è costretto ben presto a più miti consigli nella propria mediana dato che dalla sua parte la catena Crescenzi-Faragò non vuole saperne di rimanere nella propria metà campo. Al punto che Rastelli, capita l'inerzia della gara, prova a spostarlo sulla linea difensiva senza però riuscire a conservare un pareggio che poteva essere prezioso.

- Castaldo 6: L'attaccante napoletano è il fulcro del gioco offensivo avellinese ed è bravo a tenere su palla sfruttando la buona fisicità ed una non indifferente tecnica, un osso duro che gli azzurri sono riusciti a limitare. Nell'occasione più ghiotta, dopo un dribbling in area piccola si sbilancia e non riesce a trovare l'equilibrio per battere a rete.

- Galabinov 6,5: Fortunato in occasione del gol, sul suo tiro una deviazione mette fuori causa il possibile intervento della difesa di casa. Però si dimostra un lottatore, dotato di forza fisica e senso del gol, visto che alla prima vera stagione in B sono già 9 le reti segnate dal nativo di Sofia. Rivelazione. 

- Fabbro 6: Entra e non demerita, il fortino tiene fino all'invenzione di Sansovini sul quale ovviamente non ha precise responsabilità. 

- Ciano 5,5: Il rovescio della medaglia: entra e non si vede, nonostante sia un giocatore dotato di tecnica e velocità. Impatto sulla partita vicino allo zero.

- Millesi  s.v.

- Rastelli 5: Francamente ci si aspettava di più da una squadra terza in classifica. Sgombriamo il campo dagli equivoci: l'Avellino è terzo e questa classifica non può essere un caso (anche se il livello della contesa pare livellato verso il basso). In effetti i biancoverdi sono una squadra organizzata, con tempi di gioco e movimenti ben definiti, chiari a tutti i protagonisti in campo. Però... Però è una squadra che in trasferta ottiene molto poco, e questa è probabilmente la conseguenza di un atteggiamento fin troppo rinunciatario della truppa di Rastelli che a Novara ha praticamente abdicato al ruolo di contendente dopo lo 0-1, preferendo recitare il ruolo dello sparring partner, con tutti gli uomini schiacciati nella propria trequarti. Un'impostazione che probabilmente può anche pagare a volte, ma che alla lunga non porta grandi frutti. Lo dimostra un dato: l'Avellino è la prima squadra del campionato nelle gare casalinghe e la tredicesima in trasferta. Riprendendo un tormentone/scimmiottamento di internet, si potrebbe dire: "Un caso? Io non credo!"

Stefano Calabrese