Daniele Massoni: "Vinco la Coppa e vado via"

E' stata una stagione da ricordare per il Fomarco, una di quelle stagioni che, se dovesse arrivare anche l'ultimo trofeo in palio, e cioè la Coppa Piemonte di Prima Categoria, non si potrebbe altro che definire storica. Sì, perché nella bacheca della squadra ossolana un trofeo del genere non è mai entrato e farebbe il paio con un campionato che, seppur non vinto, ha riportato i biancoverdi in Promozione, là da dove solamente dodici mesi fa erano stati estromessi da una retrocessione che ancora bruciava sulla pelle di tutto l'ambiente biancoverde. A guidare Margaroli e compagni, così come da qualche anno a questa parte, c'è sempre stato Daniele Massoni che ben sintetizza la soddisfazione dell'ambiente nell'essere ritornati là da dove si era venuti: "Bisogna fare una premessa doverosa e cioè che la storia di tutti i campionati di calcio a qualsiasi livello, non solo in Prima Categoria, raccontano che è difficilissimo risalire subito dopo una retrocessione. Quest'anno ci siamo trovati davanti un avversario, l'Accademia Borgomanero, che ha fatto un campionato pazzesco e che meritatamente è arrivata al primo posto del campionato. Ma è il valore della nostra stagione è sottolineato dal fatto che a livello regionale il girone A di Prima Categoria sarebbe stato l'unico in cui non si sarebbero disputati i playoff".
Un'obiettivo che il Fomarco tutto, dai dirigenti ai giocatori, fino allo staff tecnico, si era posto come stella polare nel momento stesso in cui il triplice fischio del playout della scorsa stagione con la Fulgor Valdengo, arrivato dopo i tempi supplementari, aveva decretato la retrocessione della compagine ossolana in Prima Categoria: "Molti dei giocatori che quest'anno hanno compiuto l'impresa - dice ancora Massoni - c'erano anche nella scorsa stagione e con questo ritorno in Promozione hanno, anzi abbiamo, lavato un'onta. E' per questo che dopo tanti anni (la gara con il Cavaglià di domenica prossima a Suno sarà la 199° panchina per Massoni con il Fomarco) ho deciso di andare via e chiudere questo capitolo; credo sia terminato un ciclo e credo sia giusto che la società riparta da nuovi uomini, con nuovi stimoli. E vado via sollevato, senza aver avuto nessun altro contatto con alcuna squadra, conscio che la motivazione che mi spinge a muovermi è proprio questa presa di coscienza. Sono molto legato alla società Fomarco, alla famiglia Balotti e a tutto l'ambiente, e l'aver comunicato loro per tempo questa mia decisione credo sia un segno di rispetto, anche per permettere loro di programmare per tempo la nuova stagione e prepararsi al meglio per il prossimo campionato di Promozione".
Una stagione, quella che sta terminando, che ha regalato molte soddisfazioni ai sostenitori di fede biancoverde, ma che lo stesso Massoni sintetizza in appena quattro giorni, dimostrando grandissima lucidità nell'analizzare molti mesi vissuti sempre sul filo della tensione: "La nostra stagione ha vissuto molti alti, ma anche qualche basso e per far comprendere bene quello che ho in mente mi basta parlare di un arco temporale ristretto, una settimana di metà marzo in cui abbiamo prima perso in campionato con la Virtus Villadossola a Pieve Vergonte, abbandonando di fatto le velleità di primo posto in classific, con l'Accademia che ha sfruttato la nostra caduta per allungare a +7, e il giovedì seguente abbiamo vinto in Coppa per 6-1 contro il Suno, facendo svoltare la nostra stagione verso un altro obiettivo, in partenza lasciato leggermente in secondo piano, che ci ha alla fine permesso di accedere ugualmente al piano superiore".
Effettivamente la stagione del Fomarco non è ancora conclusa, perché manca l'ultimo atto, la finale di Coppa Piemonte, che Cavaglià e Fomarco giocheranno curiosamente proprio al "Marucco" di Suno. Massoni ci crede, anche se non vuole basare tutte le considerazioni della stagione sul risultato che verrà fuori dalla gara di domenica: "Vincere la Coppa sarebbe la ciliegina sulla torta di una stagione stupenda, ma, arrivati a questo punto, un'eventuale sconfitta non cambierebbe le cose nella sostanza. Certo, ci teniamo molto a portare questo trofeo nella bacheca della società, che non ha mai vinto niente di simile, ma dobbiamo essere consapevoli di avere di fronte una delle migliori squadre di tutto il Piemonte. Le ultime partite giocate ci hanno dato però la consapevolezza di essere una squadra più tagliata per il cammino di Coppa che per un campionato in cui c'è da tenere alta la tensione e reggere le pressioni domenica dopo domenica. Le partite importanti invece, sia in Coppa che in campionato, non le abbiamo mai sbagliate e questo fa del Fomarco una squadra adatta alle partite secche proprio come una finale. Arriviamo al confronto di Suno con molto ottimismo e autostima alle stelle, ci giocheremo con orgoglio tutte le nostre possibilità".
