Calcio a tuttotondo con Cesare Toso

Cesare Toso sta dedicando la sua vita al calcio, mosso da grande passione accompagnata da esperienza, professionalità e rigore. Quattordici anni come osservatore dell'Atalanta per poi diventare procuratore sportivo, impegnandosi sempre più in questo sport in chiave lavorativa.
Doveroso iniziare col tema caldo nel settore: riforma della figura dell'Agente FIFA ad Intermediario. Qual'è il tuo parere a riguardo? In molti si chiedono se vi fosse realmente motivo di portarla a termine.
A mio parere non credo che cambierà molto. Gli agenti, o procuratori, continueranno a lavorare come hanno sempre fatto. Società e giocatori si guarderanno bene prima di affidare la propria immagine a pseudo intrallazzatori: perché cambiare chi per anni si è dimostrato competente e affidabile? Aggiungo in fine due considerazioni. Gli agenti avrebbero forse dovuto fare di più e muoversi prima, gridare al lupo al lupo ormai è troppo tardi. Per quanto invece riguarda il nuovo regolamento degli intermediari ho l'impressione che la FIGC abbia liquidato la questione in modo frettoloso e con parecchi punti molto discutibili e contrastanti. Tanto per dirlo fuori dai denti: le solite cose all'italiana.
Sei nel calcio da tantissimi anni: come hai trasformato questa passione in un vero e proprio lavoro?
Grazie per avermi fatto questa domanda, alla quale rispondo con piacere. Ho cercato di assemblare la passione per il calcio con il lavoro, basandomi su due principi fondamentali: non illudere i ragazzi con promesse di una facile professione e sostenerli quando l'illusione è diventata una delusione.
Lavori tanto con i giovani di serie, inevitabile se si vuole intraprendere il lavoro di procuratore con successo. Ritieni che la crisi abbia fatto si che anche i settori giovanili vengano seguiti in maniera meno produttiva ed attenta? Oppure il problema è a livello culturale e si sta puntando sempre più sui talenti stranieri?
La domanda tratta un argomento così vasto e complesso che richiederebbe approfondimento e maggiore tempo per rispondere. Sono fermamente convinto che in Italia si possano trovare talenti che spesso si cercano all'estero. Continuiamo a dire che bisogna far giocare i giovani ma non gli diamo il tempo di crescere e sbagliare: al primo errore li critichiamo e mettiamo in dubbio le loro qualità con il rischio di bruciarli ancor prima che diventino giocatori veri. Diamo grande risalto ai campionati europei che danno modo ai giovani di giocare, cercando di prenderli come esempio a cui ispirarci. Eppure non facciamo nulla per cambiare la nostra situazione. Critichiamo i nostri campionati giovanili poiché privi di contenuti tecnici ma continuiamo a dare importanza esclusivamente al risultato. Potrei continuare con tante altre considerazioni. Purtroppo ci facciamo del male da soli continuando nella nostra ipocrisia. Rispetto a quanto si fa per i giovani calciatori in Europa, siamo indietro ad almeno dieci anni fa. Mi chiedo perché le altre federazioni europee chiedano prima i bilanci e il preventivo del settore giovanile e poi quelli delle prime squadre. Al di là di questo, ci sono alcuni club in Italia che continuano a credere nel settore giovanile, investendo risorse economiche consistenti con la prospettiva d'inserimento nella prima squadra.
Il calcio è diventato a tutti gli effetti lo sport numero uno al mondo: lo testimonia anche il campionato in India, paese in cui una volta sarebbe stato impensabile poter avviare un progetto così ambizioso a livello mediatico. Che idea hai riguardo a questa globalizzazione del mercato calcistico? Può essere un bene o ha reso più complesso e dispersivo il lavoro dell'agente?
Impossibile ignorare la globalizzazione. Chi vuole lavorare deve quindi rimanere al passo con i tempi. Ritengo che questa prospettiva possa accrescere la competenza degli agenti, o meglio intermediari, tutto a beneficio della conclamata professionalità e competenza.
Hai molti giovani assistiti nel tuo portfolio: puoi darci un quadro di quali solo le tue future promesse?
Non mi piace fare nomi: basandomi sui principi sopra riportarti, non ritengo opportuno citarli. I miei assistiti sanno cosa intendo. Possono essere future promesse dal momento che avranno la possibilità di dimostrarlo. Faccio solo un'eccezione per Giacomel Alessandro, portiere classe '98, che si è particolarmente distinto per le sue qualità nella formazione degli Allievi Nazionali dell'Empoli. Proprio oggi è stato convocato con la prima squadra per la partita contro il Napoli. Una convocazione presa con molta serenità e molta umiltà, ben sapendo che ancora non ha fatto nulla. Questo a dimostrazione che l'Empoli è una società che non ha paura di mettere i giovani, anzi. L'Empoli si distingue da anni per questa predisposizione ed apertura mentale nei riguardi del proprio vivaio, integrandoli una volta maturi in prima squadra.
Dopo l'Inter, pare proprio che anche il Milan voglia far entrare nella proprietà uno straniero. C'è il serio rischio che si possa perdere la nostra tradizione calcistica o è questa ormai la realtà del calcio professionistico?
Purtroppo dobbiamo prenderne atto. Altri club europei hanno già vissuto questa transazione e vi è stata la prova dei benefici ottenuti. Non credo possa mettere a rischio la nostra tradizione: le nuove proprietà straniere porterebbero investimenti e programmi ambiziosi utili alla nostra crescita calcistica.
Juventus in semifinale di Champions, Napoli e Fiorentina in semifinale di Europa League. E' un chiaro segnale che il calcio italiano può ancora dire la sua a livello europeo? Che idea hai dell'operato delle tre squadre?
Dobbiamo esserne orgogliosi. Finalmente, dopo tanti anni di magre figure, ci riprendiamo qualche piccola rivincita. Aspetterei però a ritenerlo un segnale di ripresa del calcio italiano. Sarà importante vedere che cosa ci riserverà il futuro.
Settore giovanile Inter e Milan: quali sono gli elementi migliori secondo il tuo giudizio d'osservatore esperto?
Fedele alla mia filosofia calcistica, non credo sia il momento opportuno per fare dei nomi. Leggo spesso di giocatori che vengono descritti come futuri campioni e poi scompaiono troppo in fretta, senza apparenti motivi. Non mi piace alimentare false aspettative: lasciamoli crescere in tranquillità e senza pressione. Comunque sia Milan che Inter svolgono un grande lavoro coi loro vivai. Naturale quindi che tra le loro file militino parecchi giocatori di prospettiva.
