Ranocchi, dal basket al calcio per gli amici

Nel mondo amatoriale, soprattutto se di calcio si parla, ci si può aspettare di tutto. Storie incredibili, quasi impossibili. C’è chi si diletta solo per puro sport, chi lo fa per stare solamente e semplicemente con gli amici. Ma c’è anche chi prima d’ora a calcio non ci aveva mai giocato. E’ lo strano caso di Lorenzo Ranocchi, giovane ragazzo di 24 anni dei Fagians, squadra che milita nel campionato Top di calcio a 11 Csi Verona.
Come già abbiamo accennato, la sua storia è veramente incredibile, ma curiosa al tempo stesso. Lorenzo infatti fino a qualche anno fa non aveva mai giocato a calcio. Solo magari qualche partitella tra amici, ma il suo vero sport era il basket. Per tredici anni la pallacanestro era il suo mondo, il parquet il suo campo, i tiri da due e tre punti la sua specialità. Poi la svolta. Con il tempo la pallacanestro diventa sempre più impegnativa (Lorenzo era arrivato infatti a giocare fino in Promozione), ed un brutto infortunio poi alla spalla gli è costato caro, costringendolo a lasciare definitivamente quello sport che lui ha amato per lunghi anni.
Lorenzo Ranocchi ha voluto raccontarci questa sua storia, parlandoci di questo “salto” nel mondo del calcio, e della sua squadra, i Fagians appunto, oggi come oggi in piena zona play out nel girone B dei Top.
Lorenzo, 13 anni nel basket e poi il calcio. Cosa è successo?
“Beh in realtà avrei voluto sempre giocare a calcio, ma quando ero ragazzino degli amici mi hanno portato nel basket, e da lì ho giocato per ben tredici anni. Poi nel corso degli anni la cosa si è fatta sempre più impegnativa e così ho deciso di cambiare”.
Dalla pallacanestro ai Fagians, un salto per nulla semplice…
“Prima dei Fagians avevo iniziato a giocare con la Cosmos in realtà, sempre nel Csi. All’inizio non è stato per nulla facile, ma poi con il tempo mi sono trovato bene. Sapevo che fisicamente non era un problema, ma mi sono dovuto abituare. Per me era una realtà ben diversa dalla pallacanestro”.
Nei Fagians, dunque, quando è arrivato?
“L’idea è nata ai tempi del Liceo. Tra un gruppo di ragazzi c’era la voglia di dare vita a qualcosa di nuovo, che fosse una cosa tranquilla ed accessibile. Era il 2011, eravamo in 5-6, ci siamo dati da fare a trovare altri ragazzi ed è partito tutto. Merito anche di Alessandro Rigo, oggi attuale Presidente della società, che ci è sempre stato vicino e ci ha sempre aiutato in tutto”.
Il nome Fagians come è nato?
“Il nome viene da cavolate di gioventù. Un nostro amico, se non ricordo male, a suo tempo andava a caccia e per scherzo proprio da lì è nato questo nome”.
Come è andata poi?
“Da lì è andata sempre bene. Il primo anno è stato difficile, tanti giocatori come me non avevano mai giocato, è stato un esperimento. Anche il fatto di tenere sempre in ordine ed in regola una società era complicato. Poi però già al secondo anno, con un po’ di esperienza in più siamo cresciuti. La cosa si è fatta sempre più seria e sono arrivate ben 2 promozioni in soli 2 anni. Il secondo anno inoltre è arrivato anche un allenatore, Riccardo Borsoi, che lo è anche tuttora, e nonostante la sua giovane età ci ha fatto lavorare e crescere bene”.
Tu e i tuoi compagni di dove siete?
“Siamo quasi tutti ragazzi della zona del Lago di Garda e c’è un gruppo poi che viene dalla città. Ci alleniamo a Sega di Domegliara e giochiamo a Costermano. Abbiamo quasi tutti dei bei chilometri da fare per giocare”.
Quest’anno purtroppo non vi sta andando bene…
“La Top era per noi una novità. Ci è mancata l’esperienza, e a dire il vero ci è anche girata sempre male. Siamo lì a lottare per non retrocedere, ed il fatto che tanti ragazzi, compreso me stesso, non siano disponibili di certo non ci aiuta. Tanti ragazzi poi studiano in altre città, e organizzare sempre tutto non è facile”.
Il morale come è?
“Nonostante tutto la voglia c’è, i ragazzi sono tutti convinti, ed è un vero e proprio peccato essere lì perché appunto a livello di voglia e di convinzione ci siamo. Vedremo comunque i prossimi risultati, anche perché è ancora lunga”.
Per quanto riguarda le avversarie quale è la più temibile?
“Sinceramente faccio proprio fatica a fare nomi. La classifica durante l’anno non la guardo quasi mai, solo alla fine del campionato. A questo punto della stagione mi viene da dire solamente che tutto dipenderà dagli episodi, ma per il resto, ripeto, non saprei proprio cosa dire”.
